venerdì 13 dicembre 2013

non c'è (più) tempo


C'è una frase di Seneca
Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto
L'ho scoperta guardando un video girato in Guatemala, dove lavora (e lavora bene) un'associazione che conosco. Loro aiutano le madri in difficoltà, lasciate sole dagli uomini per i più svariati motivi. 

Il punto è un altro, però. 

Il punto è quel tempo.
Il tempo che non sappiamo usare, il tempo che sprechiamo, il tempo che diciamo di non avere e invece.

L'anno che sta passando (tra un anno passerà, cit.) mi ha donato tanto, fin troppo per certi versi: sia lacrime che angoscia che momenti felici.
Ieri, scendendo di macchina, mentre arrotolavo tutti i miei pensieri per andare incontro al ciclone di gioia che mi investe ogni volta che entro in casa, all'improvviso è uscito, netto e gelato un flash: il tempo dei miei bilanci è tutto l'anno.
Ogni giorno mi metto in gioco, ogni giorno imparo a gestire, ad aggiustare il tiro, a divincolarmi nei labirinti delle cose quotidiane. E ogni giorno posso decidere se chiudo la giornata in positivo o meno.
Più preoccupazioni che gioie, in questa fine anno di un anno di crisi. Più passioni (nel senso di sofferenze) che serenità.
Però sto imparando l'uso del tempo, quello sì:
il tempo per me che decido davvero io come usare (e di solito lo passo con i libri), 
il tempo da passare con i miei figli, che (grazie alla crisi) è aumentato, 
il tempo per fare progetti e costruire castelli in aria insieme alle mie compagne di viaggio, 
il tempo per chi amo
il tempo per ritrovare il filo di una strada che ho temporaneamente perso di vista.

In questi bilanci quotidiani noto trend in salita e in discesa, crolli verticali e impennate positive che mammamia; la cosa più bella è notare e sottolineare come sia quasi completamente azzerato il tempo perso.
L'ho imparato strada facendo, c'è voluto tempo (ahah) e c'è voluto di mettersi in gioco. Ci son voluti libri da leggere e chiacchiere e pensieri con gli amici. Ci son voluti anche momenti di silenzio da passare in compagnia di me stessa.

Non lo perdo più il tempo. 
Che poi cosa significa perderlo, quel tempo? se decido di stare un'ora intera senza fare assolutamente niente quello non è "tempo perso" ma tempo dedicato all'ozio. E fa bene allo spirito. 
Quello che non perdo più è il tempo che si abbandona a chi non lo merita, a chi si aspetta solo un ricevere, a chi pretende attenzione e dedizione a costozero. A loro nemmeno un istante di questa mia vita. Mai. Più. Non c'è più tempo, per loro.

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Seduti al bar del CircoloVizioso

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