giovedì 24 settembre 2015

VisteRiviste. Quelle voglie che ti prendono. E delle manie di accumulo che sto cercando come guarire.


Un milione di anni fa - o forse due - parlavo di questa cartolina e della sua nascita molto casuale. Sembra passato un secolo, da allora.

L'idea di base di quella cartolina, gentilmente fornita dalla PM - usare immagini strappate da vecchie riviste per creare un viaggio immaginario personalissimo e unico - mi perseguita ancora: ho un sacco di pagine e pezzetti di giornali raccolti in una busta trasparente, tante lettere ritagliate e sparse nei libri che sto leggendo, parole scritte che vorrei usare, foto e ritagli che non so come conservare... 
Devo riuscire a guarire questa mania dell'accumulo. Devo riuscire a trasformarla in qualcosa di creativo visto che non si autoestingue e non reagisce alle furie pulitrici e ritorna, puntuale, ogni volta che i miei occhi incontrano una qualche immagine evocativa.

La guardo e la riguardo e l'effetto complessivo mi piace ancora molto. E poi ci sono tante occasioni per usare una cartolina: puoi spedirla all'amico lontano, facendo rivivere un gesto che sembra ormai così antico, puoi usarla come biglietto di auguri, regalarla come fosse un segnalibro, incorniciarla e appenderla alle pareti di casa...


E allora, dato che la furia che tempo fa chiamai Pulizia Zen è sempre pronta a ripartire, bando alle ciance e mano alla colla!
Stavolta saranno in due ad aiutarmi: Piccola Meraviglia e Piccolo Che, le loro manine e la voglia di fare insieme. So già che sarà un successo! :)

lunedì 21 settembre 2015

Summer Manifesto 2015. Puntata n° 5.

hands

Il diritto all'uso delle mani
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco.

Mani che lavorano veloci, mani che corrono svelte sulla tavola e danno vita a piccoli tesori da gustare. Mani candide di farina, spoglie di anelli per lavorare senza indugi. Mani di rughe di vita, macchiate dal tempo e dal lavoro, mani consumate e piene di vita.
Mani che hanno piantato, lavato, zappato, cucito, estirpato, imbiancato, ricamato, cucinato, strizzato, arato, macellato, raccolto, accarezzato, cardato, rivestito, murato, spaccato, dipinto, sepolto. Mani che hanno spento fuochi, con tenacia e disperazione. Mani che hanno costruito recinti. Mani che hanno sfogliato pagine e nascosto segreti. 
Mani mai ferme.

Se penso alle mani di mia nonna le ricordo così: è uno dei ricordi più cari di quando ero bambina e con lei imparavo l'arte delle orecchiette
O quando mi insegnava a cucire e creava per me mille animali con gli avanzi di stoffa. 
O quando raccoglievamo erbe nella macchia, insieme, e mi insegnava a distinguerle. 
O quando bruciava le carte nel camino e scaldava quella cantina fredda di paese in attesa della cena
O quando la aiutavo a raccogliere e seccare i fichi e a riempirli di mandorle. 
O anche quando pestava col suo mortaio.

Fanno tanto, le mani, soprattutto quando sono le mani di persone che hanno il raro e prezioso dono della creatività, quelle persone instancabili che sanno come usare le mani per creare meraviglie.
Voglio che i miei figli imparino da quelle mani, anche se non hanno potuto conoscere la loro bisnonna, voglio che arrivi a loro quel fremito che le teneva sempre vive. 

Oggi seminiamo erbe e rastrelliamo il prato. Oggi togliamo le erbacce. Oggi grattiamo il tavolo del portico e lo dipingiamo di nuovo. Oggi - se riusciamo a fare tutte queste cose in tempo - lavoriamo vasetti col das per regalarli a Natale.

Oggi, 21 settembre, usiamo le mani.
Oggi, equinozio di un autunno che nelle nostre menti è ancora estate.

giovedì 17 settembre 2015

I PESTI POSSIBILI | Il SalCondito del CircoloVizioso

   
Noo, polepole è tornata alla grande, in gran forma (oddio...) e con tanta voglia di fare! 

E allora, per l'appena nata raccolta de I Pesti Possibili, vi racconto la storia del nostro SalCondito del CircoloVizioso, per rompere il ghiaccio e farvi capire che non c'è niente di così complicato da fare se non trovare il tempo per condividere (perché la voglia so già che l'avete!)
È una ricetta che ho rielaborato a modo mio da quella semplice semplice di Giulia, che parla non solo di Toscana ma anche di tutto quello quel poco che riesco a coltivare senza farlo morire. È il nostro SalCondito, che regalo nelle occasioni speciali e che fa la parte da leone nelle mie "patate viziose" e nel "salmone al forno alla moda mia". È la storia della mia prima seduta di aromaterapia home-made, nata per caso e diventata il mio comfort-moment:
Ci sono giorni che chiedono a gran voce Tempo per te e per i tuoi pensieri, giorni che vogliono a tutti costi trovare il bandolo della matassa e si annodano ancor di più se non concedi loro il giusto tempo per pensare, giorni che hanno bisogno di sedersi al tavolo e crogiolarsi nella memoria, accompagnati da una musica gentile e da profumi buoni.
È nata così la mia prima seduta di aromaterapia preferita: il mortaio tra le mani e quelle erbe appena tagliate dalle piante, il sole che scalda, fuori, e io lì, persa nei pensieri. Unico suono, il canto degli uccellini. Poetico, eh? Più che altro, vero.
Non accade spesso che mi svegli così presto al mattino, non accade spesso che sia tormentata dai pensieri e che non riesca proprio a tenere gli occhi chiusi. Esco fuori, allora, e colgo l'occasione per potare quelle piante che chiedono da tempo di essere curate (oh, lo sta facendo anche la mia anima, forse...): ci sono il rosmarino, la salvia, l'origano fresco, il basilico e il peporino ad aspettarmi.
Sfrondo i rametti, li accompagno con amore, cerco di dare alle piante una forma, srotolandomi lungo quel pensiero invadente, che vuole solo trovare la mia parte peggiore per far festa. Raccolgo tutto - anche me stessa - respirando l'aria pulita del mattino.
È il momento di pulire i rametti con un panno umido, di sfogliarli e raccogliere aghi e foglioline nel mortaio, di aggiungere il sale grosso, quello integrale.
È il momento di pestare tutto quanto, di pensare e meditare.
Il pestello gira e scava e pesta. Il profumo sale subito al naso e manda via i cattivi pensieri: stavolta ho usato più salvia del solito e lei si fa sentire, rilassandomi i nervi all'istante. Ho deciso, ho trovato la soluzione a quel problema, era semplice tutto sommato, bastava pensarci su, bastava... 


Ecco, basta poco. Non è detto che si debba trattare di un pesto vero e proprio, di quelli da usare solo e soltanto sulla pasta... quello che deve esserci è la vostra storia. O quella del moroso. O quella di quel ragazzo che un giorno...

Allora che fate, ci raccontate del vostro pesto e del vostro mortaio? ;)

lunedì 14 settembre 2015

Indipendence Day 25 ottobre. Che faccio, ci provo?

Sto vivendo una passione rinnovata con il mondo dei blog: ora che spopolano così tanto i social e che prestocheètardinonhomicatempoperleggereipostealloraschiaccioMiPiacesenzaapprofondire, io mi dedico ancora più di prima alla Lentezza. 


E leggo, leggo, leggo e scopro, scopro, scopro.

Francesca l'ho conosciuta un po' di tempo fa, poi l'ho persa - non so perché - e poi l'ho ritrovata. La sua svolta naturale mi è piaciuta tanto, la ammiro per la sua decisione e la passione con cui porta avanti il suo obiettivo. Questa dell'autoproduzione è una cosa che mi gira in testa da un po', grazie alla crisi, grazie alla voglia di naturale, grazie a chi lo fa da tempo con successo.
Da portare a mia discolpa ho le solite scuse: il tempo, la pigrizia, i "ma ce la farò?", i "sì magari quest'anno ci provo", le mille e mille scuse che dicono solo che ancora il momento non è arrivato.



Poi però quel momento arriva e ti viene proprio voglia di provarci, anche se sai che non farai in tempo per l'occasione ad avere un orto tuo e a portare nel piatto il frutto del tuo lavoro. Ma hai imparato un po' di lezioni, nel frattempo, e hai capito che le regole del gioco ti permettono di mettere in tavola piatti deliziosi, senza passare per il supermercato e inoltre hai passato una vacanza bellissima in un posto bellissimo dove hai riscoperto certi sapori che non vuoi perdere.

Ecco le regole del gioco, copincollate dal blog Un tuffo nell'insalata:
Regolamento
1. Tutto quello che mangerai nel giorno dell'Indipendenza Alimentare deve essere autoprodotto da te o da amici e parenti e fatto rigorosamente in casa.
2. Gli ingredienti che utilizzerai per preparare i tuoi piatti non dovranno assolutamente provenire dalla grande distribuzione o essere acquistati al supermercato. 
3. Sono rigorosamente banditi precotti, preconfezionati, scatolame di qualsiasi tipo, surgelati e congelati e tutti i lavorati industriali. E' compresa in questo elenco anche la pasta secca confezionata. Non è ammesso nemmeno il pane comprato (fatelo voi, vi assicuro è facile!!!) e lo zucchero bianco (sostituitelo con zucchero di canna o miele).Per fare degli esempi pratici: il sugo non va fatto con i pelati ma con il pomodoro fresco; se decidete di fare una torta salata non potrete utilizzare la pasta sfoglia o brisè confezionata o surgelata...
4. Gli acquisti, sempre nel rispetto del punto 3, verranno effettuati o nel piccolo negozio sotto casa, nei banchi dei mercati (meglio se si tratta di rivendite dirette produttore/consumatore), nei negozi di prodotti biologici o nelle botteghe del commercio equo e solidale. Acquistate solo il quantitativo necessario e sufficiente; evitiamo inutili sprechi!!!
5. Cercate di acquistare solo materie prime con le quali confezionerete i vostri piatti, privilegiando prodotti freschi, a Km. 0, di stagione e integrali. I prodotti di origine animale è preferibile siano biologici. La carne è consentita ma solo biologica. Il pesce solo pescato e non dall'allevamento.
6. Eccezioni: si possono utilizzare i preparati speziati e i fermentati  purchè non contengano coloranti, conservanti, lieviti, additivi o altri prodotti chimici. Quindi potrete utilizzare per esempio il Curry, il Gomasio, la salsa di soja biologica e altre spezie. Sono ammessi i formaggi ma non prodotti industrialmente. E' ammesso il vino, purchè di alta qualità e la birra artigianale.
7. Divertirsi e lasciare spazio alla propria fantasia!!!
E allora io ci provo. Partecipate anche voi?

venerdì 11 settembre 2015

I PESTI POSSIBILI. Una raccolta probabile: oggi mi scappa di giocare!


Tanto ma tanto tempo fa raccontavo la storia di questo mortaio e riepilogavo un po' di "pesti possibili".
Oggi - dopo tanti anni - mi trovo a pensare a cosa cucinare stasera e mi viene voglia di un pesto diverso dal solito. Guardo un po' cosa propongono i blog cucinieri che seguo e arriva lei, con un pesto veloce veloce che mi ispira in modo particolare. 
Stasera si cena così, al CircoloVizioso!

Nel frattempo però mi è venuta una gran voglia di riprendere quella vecchia idea dei Pesti Possibili... una piccola raccolta che parli di ricette e di storia, di tradizioni e di novità.
Il mortaio sa di tempi lenti, di storie raccontate mentre si pestano pazientemente gli ingredienti, di calore e di umanità. E datemi retta, di umanità c'è un gran bisogno, oggi...

Nei blog non c'è più quella frenesia di un tempo, quando si lanciavano raccolte e concorsi e tutti si buttavano a capofitto nel gioco, per il gusto di condividere e di conoscersi meglio, però mi va di provarci ugualmente, in questi giorni in cui prendo decisioni e riesco a portarle in fondo come non mai (zitta... zitta...)
Magari qualche amica che ancora segue questo blog decide di raccontare la sua, magari ci fa scoprire una bella ricetta, magari ci fa ridere con un racconto divertente, magari le viene in mente di quando quella volta... chissà! Mettiamola così: questa è una raccolta probabile. 
Anche perché non siamo in un food-blog, non ci azzardiamo nemmeno a pensarla una cosa simile. Però c'è voglia di assaggiare, di gustare, di ascoltare, di condividere. Ecco, per queste cose il CircoloVizioso è il posto giusto. 

il logo della Raccolta dei Pesti Possibili
Butto giù due regole, così per dare una direzione, poi se qualcuno ha voglia di partecipare e condividere dica pure la sua! Condividere è una bellissima esperienza e insegna molto più di quello che possiamo immaginare... ;)

  1. La raccolta dei Pesti Possibili non avrà scadenza ma continuerà finché avremo voglia di raccontare e di raccogliere
  2. Per partecipare si dovrà scrivere un post che proponga non solo una ricetta di Pesto Possibile ma che racconti una storia legata al mortaio che si usa per prepararla (attenzione: non occorre che si tratti di un mortaio antico, che arrivi dalla prozia del cugino del bisnonno; anche di un mortaio moderno si può raccontare qualcosa, magari del giorno in cui è arrivato in casa nostra o del male che ha fatto quando il pestello è precipitato sul piede! oppure - e conosco scrittrici bravissime tra voi! - quella storia potrebbe essere inventata...)
  3. Per comodità di tutti il post conterrà il logo qua sopra (qui l'immagine originale) e un link a questo articolo, in modo da riepilogare regole e modalità, e nei commenti qui sotto potrete incollare tutti i vostri contributi, in modo da raccoglierli tutti in un solo luogo.
  4. ... c'è altro? non vi prometto regali o pensieri perché ancora non ho mantenuto alcune promesse e i miei tempi sono sempre molto allungati. Però chissà. E comunque il dono più grande è sempre lo stare insieme, no? ;)

lunedì 7 settembre 2015

3 progetti per settembre

Un Passo Alla Volta
Ho una gran voglia di camminare, quest'anno.

Sarà per le belle camminate che mi sono regalata in vacanza - parliamo della gran botta alla caviglia dopo aver percorso in equilibrio tuuuuuutto quel bianchissimo tronco spiaggiato, ancora mi fa male ma ne valeva la pena:

non era questo, il tronco, ma la spiaggia deserta, quella sì!
sarà perché sento il bisogno di tirar giù quel peso in più - colpa delle birre alla castagna? o delle mille cose da assaggiare che trovavo ad ogni angolo di paese? -, sarà perché a tutti, in questo periodo, sembra esser venuta una gran voglia di correre e io devo per forza andar controcorrente.
Io cammino, lo preferisco da sempre.
Non corro, vado piano e mi godo il panorama.
Sono cosciente del fatto che così facendo mi perdo un sacco di cose, arrivo tardi agli appuntamenti, non agguanto i treni in corsa, perdo alcune occasioni fondamentali.
Ma il mio sguardo continua, imperterrito, a osservare, a guardarsi in giro.
E scopro cose. E vedo persone. E gusto sensazioni. Proprio non ci riesco, a correre.
Ci perderei troppo.

Credo anche che quelle che chiamiamo coincidenze servano sempre a regalarci una scusa plausibile per qualcosa che già abbiamo in mente.
Da un po' di tempo a questa parte trovo nella mia vita un sacco di farfalle, mi accorgo della loro presenza in tante occasioni diverse - ho dedicato loro anche una rubrica apposita, chi mi segue lo sa: Meno Stress Più Farfalle
Qualcosa vuol dire di sicuro. In alcuni periodi della vita abbiamo tutti bisogno di un po' di leggerezza, in certi momenti quella leggerezza è proprio vitale. 
Poi ci sono i momenti per cui dire Grazie. A me piace tanto dire Grazie. E sento di doverlo dire, ancora una volta, a tante persone e a tanti fatti sparsi che mi sono capitati ultimamente.

Veniamo ai progetti, dunque.
  1. Inizierò a camminare sul serio, più spesso. Magari cercando luoghi dove potermi guardare in giro con più curiosità. Magari coinvolgendo anche il CircoloVizioso, a volte, nella #OperazioneUnPassoAllaVolta.
  2. Durante questo gran camminare avrò tempo per pensare ed essere grata. Ogni pensiero felice avrà una farfalla dedicata. Le raccoglierò tutte in una gabbia aperta, per farle volare quando ne avranno voglia.
  3. Smetterò - almeno per il momento - di fare altri progetti.
Lo so, all'ultima non ci crede nessuno. Io per prima! :)

venerdì 4 settembre 2015

Questa estate 2015

sole
mare
parole
cammino
volti
panorami
silenzi
acqua, tanta acqua
equilibri
ricerca
colori
letture
giochi
odori
carte
terra
pace
vento
stranieri
sapori
legno consumato
gentilezza
scommesse
consapevolezza
latte
sassi
api

Questa estate 2015 che mi ha donato una nuova vita
Ricominciando da me

martedì 1 settembre 2015

Rientro dalle vacanze senza stress: le mie tre cose (che aiutano a partire con il piede giusto)

Ispiratissima da questo post delle Pecionate (sì, le bustine di Ikea le adoro anch'io!), procedo come una brava scolaretta a eseguire il compito che mi sono autoaffidata. :)

Primo settembre.
Dai, lo sappiamo tutti che questo è il vero inizio dell'anno
  • finite le vacanze (e però c'è anche chi le inizia proprio ora*),
  • ricominciato il lavoro, 
  • stiamo avvistando l'inizio della scuola e siamo tutti più felici
e blablabla e via dicendo.

Parlare delle tre cose che quest'anno mi hanno aiutato a partire col piede giusto è relativamente semplice: sono piccole piccole - e questo spesso significa che hanno un mondo enorme intorno da descrivere!

1) il silenzio. Lo sapete voi quanto sia rilassante il silenzio? sì che lo sapete! Avete provato anche voi una casa stracolma di bambini (e di adulti!) chiacchieroni e pieni di energia, quest'estate. Avete provato anche voi quel momento in cui tutti si siedono a tavola e attendono pazienti (pazienti???) il loro pasto, che tarda ad arrivare di qualche secondo. Avete provato anche voi l'emozione del settembre lucchese che sta per iniziare e le giostre e le manifestazioni e la processione e la luminara e mamma quest'anno andiamo a vedere il tiro alla forma!
Ecco, il mio ritorno in ufficio ha avuto come accompagnamento un solo, unico, ininterrotto silenzio. Neanche la radio accesa, per dire. Solo il ticchettio sommesso delle dita sulla tastiera. SPLENDIDO!

2) le nuove infradito. Quest'anno sarà dura riinfilare i piedi nelle scarpe. Sarà durissima. Vedo un futuro nero per quegli anfibi di cui ero convintissima l'anno scorso! :)
Tutto merito di un paio di infradito con un po' di zeppa (signoramia, sa l'età, c'è bisogno di tenere il talone un po' rialzato, che con quei sandali piatti piatti che mi piacciono tanto fan male le gambe, signoramia!) che ho comprato coi saldi e da quel momento non ho più tolto dai piedi. E io che le avevo prese solo per casa. (Sì, perché io sono di quelle che appena arrivano in casa si tolgono le scarpe, sì! Perché, voi no?)

3) il colore della camera dei piccoli. L'abbiamo scelto insieme a loro, con quella invitante mazzetta dei colori (no ma quanto sono belle quelle mazzette con tutti i colori dell'arcobaleno? ditemi che non sono l'unica a esserne così affascinata!) che ti prestano i colorifici per decidere - tra millantamila sfumature d'infinito - il colore giusto per te e la tua vita, ma stasera me la riporti che ne ho una sola! 
E come fai tra tutti quanti a trovare proprio quello giusto? Come?
Mamma, ci voglio il cielo grande nella mia camera, sì mamma però voglio anche un prato e l'arcobaleno e gli uccellini e mamma, perché non ci disegnamo anche una casa? con l'albero e le mele?
E va bene, allora partiamo con un bell'azzurro cielo, che è anche riposante, si sa mai che vi rilassiate un po'.

Silenzio. 
Ancora un po' di silenzio. 
Quasi quasi torno in ufficio.

* a pensarci bene vorrei non finirle mai, quest'anno, le vacanze: sono state proprio come le sognavo! N.B.: questa riflessione merita un post, mettere in programma! 

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

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Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

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... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...