lunedì 12 dicembre 2016

10 auguri di Buon Natale - Anno Secondo

  1. Ti auguro la gioia dell'esserci, qui, ora
  2. Ti auguro la dolcezza degli sguardi amici
  3. Ti auguro la consapevolezza dell'essere chi vuoi davvero essere
  4. Ti auguro di dire grazie molto spesso
  5. Ti auguro la fatica condita dal raggiungimento dell'obiettivo
  6. Ti auguro la forza nei giorni più deboli
  7. Ti auguro il riposo, prezioso e amico
  8. Ti auguro le risate coi bambini
  9. Ti auguro l'ingenuità di un cuore puro
  10. Ti auguro il bene che hai fatto agli altri
[credits: morguefile.com]

venerdì 2 dicembre 2016

La pagina dell'oroscopo

Dice Rob al Toro per la settimana che va dal 1 al 6 dicembre 2016:



Toro 20 aprile-20 maggio
Per voi Tori dicembre è il “mese dell’accetto, amo e celebro me stesso così come sono”. Per darti la carica, rifletti su queste parole di Audrey Hepburn, premio Oscar del Toro: “Sono molto lontana dall’essere umano che vorrei essere, ma ho deciso che dopotutto non sono così male”
Ed ecco altri pensieri ai quali ispirarti durante le feste. 
Dalla psicologa statunitense Barbara De Angelis: “Se non sei capace di amare te stesso, avrai difficoltà ad amare chiunque”
Da E.E. Cummings: “La cosa più difficile è essere te stesso in un mondo in cui tutti cercano di farti essere qualcun altro”
Da Carl Jung: “Non possiamo cambiare nulla fino a quando non lo accettiamo”.


Beh, Rob, se questo non è il segno dell'accettazione e del cambiamento che sta portando questa fine del 2016, anno che mi ha donato e tolto tanto, tantissimo... :)

Amarmi e celebrarmi così come sono, sì. Con tutti i millemila difetti che ho, ma anche con tutte le qualità, che non sono poche e - soprattutto - sanno resistere a molte avversità. Non dico 'tutte' per scaramanzia.

Con tutte queste frasi su cui meditare direi che ci sono buonissime premesse per un 2017 in salita, anzi, in ascesa! :)

“Non possiamo cambiare nulla fino a quando non lo accettiamo”

Credo proprio che inizierò da qui 😉

lunedì 14 novembre 2016

Ogni decisione che non prendi è presa.

Ore 8,25.
Ho due cose da scrivere oggi. Una di queste riguarda la felicità, ma la scriverò dopo.
L'altra è questo post.
Che se ci penso un po' meglio, quando finalmente avrò aperto gli occhi, sono sicura che parla anche questo di felicità, ma ancora mi devo svegliare.
Iniziamo.

4,45 - 7,45: 3 ore di puro sonno, tre ore precise precise, che di più non si può. Ho letto un libro intero tutto d'un fiato, stanotte, fino alle 4,45: sotto le lenzuola, con la lucina del reader che a ogni movimento del marito veniva abbassata per evitare si svegliasse e mi brontolasse. Non potevo smettere di leggere, semplicemente. Non potevo smettere neanche di lacrimare come una bimbetta, né di soffocare i singhiozzi.
Non ve lo dico che libro era, è ininfluente, non serve allo scopo. Il fatto è che mi veniva 'sta gran voglia di piangere perché ogni frase che leggevo mi riportava alle mie decisioni da prendere, alla forza d'animo che ogni volta bisogna metterci, al coraggio e all'incoscienza.

Già, all'incoscienza.
Sì perché non so voi ma io con l'incoscienza ho un rapportaccio: ho il complesso della brava ragazza, che non può prendere una decisione senza pensarci almeno una vita. Per questo mi sono data quel nome, polepole: per prendermi in giro, per riderci sopra. Perché mi rendo conto di essere esagerata molto spesso, ma è ancora più forte di me quel terrore di non fare la cosa giusta. 
O meglio: a volte ci riesco a buttarmi nella mischia, a volte sì faccio cose chiudendo gli occhi e sparando alla cieca. 
Ma nella maggior parte dei casi ho questa donnina angelica che mi sta sulla spalla, pesando enormemente, che mi dà buoni buonissimi consigli, che mi dice di non cambiare la via vecchia per la nuova, che mi dice che in fondo sto bene anche così, che non c'è bisogno di correre il rischio. Che mi consiglia di accontentarmi. 
E l'altra donnina, quella diabolica, soccombe.
Ogni decisione che non prendi è presa.
L'ho letta sbagliata, all'inizio: ho letto "è persa". E a quel punto è stato tutto un ragionìo laborioso e sofferente su quante volte avevo perso potenziali treni perché ci avevo pensato troppo.
Poi la stessa frase che torna, in una fase della storia in cui è fondamentale decidere la cosa giusta, quella davvero giusta.
Ogni decisione che non prendi è presa.
La leggo e la rileggo. 
Poi torno indietro fino alla pagina dove l'avevo letta la prima volta. "È presa", c'è scritto "è presa"! E anche prima, la prima volta che l'ho letta, c'era scritto "presa", non "persa"!

Memento Audere Semper
Ricordati di osare sempre

E allora torna il lavorìo di prima, con tutti i suoi subconsci da indagare, con le occasioni in cui aver tentennato su una decisione è significato aver preso proprio quella decisione. Il cervello che gira, tu che pensi al non fatto, o al fatto in modo diverso. I bilanci positivi e quelli no, le volte che avresti potuto far diversamente e quelle che alla fine va bene anche così, perché sai trovare sempre il lato positivo in ogni cosa.

Alla fine, ogni decisione che non ho preso l'ho davvero presa. Senza rimpianti né rimorsi ma con quella donnina che ogni volta, urticante, ha consigliato la prudenza.
Urticante, sì.
Ad un certo punto della tua vita poi un giorno, all'improvviso, scatta una molla. C'è un ingranaggio che deraglia, una cerniera che va fuori dai gangheri e tu senti il bisogno di fare qualcosa di sbagliato, di selvaggio, di fuori dalle righe. Lasci andare a ruota libera i pensieri e ti rendi conto che, alla fine, ora è proprio il momento di "far la mattata", di buttarti nel vuoto senza paracadute.
3 ore di sonno, 3 ore precise di puro sonno, senza sogni ma con tanti pensieri lavoranti dentro di te portano a questa decisione: o è un suicidio o sarà un successo.
Perché tu ci credi, tanto, tantissimo, anche se tutte le previsioni sono dubbiose e non sai dove andrai a finire e cosa sarai capace di fare.
Sfrutta quel che hai, dacci dentro e fai la tua personale rivoluzione! Credici tu per prima se vuoi che ci credano gli altri!
E via così di ricerca di conferme.

Ho iniziato tante cose, in questi anni. Mi sono entusiasmata per argomenti di studio e per lavori e progetti, ho investito e sudato sulle carte, ho maturato capacità e preso decisioni, ho preso anche cantonate, sì, ma anche queste - soprattutto queste - fanno parte dell'imparare. Ho percorso fino alla fine - oppure no - strade e sentieri, ho seguito idee, aquiloni e pensieri.
Questa è un'altra di quelle volte.
Oggi mi sto definitivamente avviando su una nuova strada, con una nuova idea e con un bel po' di energia. L'ho appena deciso, grazie alle 3 ore di sonno. Oggi la donnina angelica l'ho messa al tappeto: con 3 ore di sonno all'attivo lei non ce la fa, è distrutta, l'ho messa finalmente a stare!
Ditemi in bocca al lupo, dai, che se resto viva poi vi racconto di che si tratta! ;)

p.s.: sì che si tratta di felicità! Ora son sveglia e lo posso dire: quando fai quello in cui credi si tratta sempre di felicità! :)

giovedì 10 novembre 2016

Serendipità: parliamone

Serendipità
"Il termine serendipità è un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra. 
Essendo noto l'autore del neologismo (Horace Walpole che coniò serendipity nel XVIII secolo), il termine rientra nella categoria parole d'autore."
[fonte wikipedia]

[Mentre ero alla ricerca di altro nelle bozze dei post sono incappata in questo, che doveva essere una promessa mantenuta per una vecchia idea di Mamma F - peccato che il blog sia chiuso da un po', rileggerlo oggi mi ha fatto sorridere parecchio!]

Veniamo alla serendipità.
Già aver ritrovato questo post, ora, mentre cercavo tutt'altro è serendipitàIl fatto di averlo poi trovato in questo periodo in cui stiamo cercando di uscire da una fase bassa e profonda, e ima il più possibile, in cui c'è un gran bisogno di osservare con occhi diversi, più attenti a dettagli invisibili e più sensibili e aperti al bello, è ancor di più serendipità: è la capacità della vita di stupirti con niente.

Nei giorni scorsi ho buttato giù un po' di considerazioni sul ritorno ai vizi, a cui ultimamente ci siamo poco dedicati, perché c'era un po' troppo peso sul cuore da smaltire. 
Tra questi l'ozio, il "perdere tempo", come viene definito dalla maggior parte delle persone. Qui al CircoloVizioso c’è sempre tempo da perdere, contrariamente a quanto sembra accadere nel resto del mondo, dove tutto corre veloce e frenetico... Ma dov’è che vanno, dico io? Alla fine, dov'è che vanno? 
Che poi il nostro tempo non è mai davvero perso: tutto, ogni nostra attività, anche il sonnecchiare sul divano in compagnia di una tazza di tè fumante, fa parte della Vita e ci può far scoprire e imparare qualcosa di nuovo

(per esempio, mica l’avevo vista quella ragnatela che si sta formando dietro la brocca dei fichi secchi... 
... mumble mumble: ehi! è ora di aprirla, i fichi saranno pronti, ormai!)

Ecco che la ricerca della definizione di serendipità ti porta a ritornare con gioia ai vizi. Ecco che la ricerca della definizione di serendipità ti porta, stamani, a scoprire che il viagra è stato scoperto per caso, così come la più famosa penicillina, e come la cottura a microonde (benedetta serendipità!).

Poi scavi ancora, cercando alla categoria "parole d'autore", giusto per capire meglio di cosa si tratti, e... eccola lì la scoperta di cui avevi bisogno oggi:

il motto dannunziano

Non è mai stato tra i miei preferiti, Gabriele D'Annunzio. L'ho vissuto un po' come tappa obbligata del percorso di studi, forse. O come "presto che bisogna finire il programma e siamo indietro". Men che meno l'ho sopportato per il periodo storico e per le idee politiche (ma qui tocchiamo un tasto che non voglio toccare, e quindi procediamo).

Solo che - un po' come quando ci affidiamo per gioco alle risposte de I Ching, giusto per vedere se funzionano davvero - mi accorgo che questa era la risposta che non cercavo e che mi è arrivata all'improvviso:

Memento Audere Semper
Ricordati di osare sempre

E devo farlo, sì. Ho giusto pronti due o tre progetti di vita in cui devo decidere e osare, finalmente, dopo tanto troppo tempo passato nell'indecisione.

Osare nel senso meno bellico del termine, ovviamente. Ma pur sempre osare. Avere il coraggio e la certezza delle proprie idee e delle proprie intenzioni. Non tentennare nella ricerca della perfezione ma osare, perché se non ti alzi e non parti nessuno lo farà per te.

Le ragazze della Insplagenda lo hanno tradotto (per il mese di dicembre 2016) in

Immagina di farlo e inizia a muovere il culo

Il senso è il solito, il loro linguaggio molto più diretto :D (in effetti forse è anche più efficace!)

p.s.: e poi aspetta, perché non è ancora finita: sempre approfondendo il tema serendipità scopri che tra le voci correlate a questa c'è la Semplicità volontaria. Il downshifting. Quello a cui ti stai avvicinando e cercando di praticare da un po'.

Tutto torna.

“Più soldi si spendono, più tempo devi passare là fuori a guadagnare denaro e meno tempo passerai con le persone che ami” (Tracey Smith)

Ma di questo parleremo nella prossima occasione.

giovedì 27 ottobre 2016

I libri, le emozioni e la malattia del riciclo

Magia!

L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni;
e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.

(Kahlil Gibran)

La mia storia con i segnalibri è antica: ho sempre avuto, fin da piccola, il vizio di innamorarmi di segnalibri di qualsiasi tipo e provenienza, e da un po' di tempo a questa parte ne lascio uno in ogni libro che leggo e conservo in libreria. Ho fermato le emozioni e i sensi che le storie hanno saputo stimolare in questo modo: con le parole mie e le illustrazioni del prescelto.
E poi ci sono state raccolte, giochi, esperimenti, tanta fantasia da sfruttare. E la mania del riciclo.

Per rincorrere la fantasia e la leggerezza che mi sono prefissata come prossima meta - e per far scorta di nuovi segnalibri, che sono sempre un modo efficace di accompagnare un libro da regalare - oggi metto insieme le idee di due belle persone che ho conosciuto sul web: Lizzy e Daniela.


qui il freebie di Lizzy
Lizzy è tornata alla grande! La aspettavo da tempo e ora ritrovarla con tante idee e colori e emozioni quasi ogni giorno mi fa un gran bene: vedere le sue pagine mi ha sempre ispirata tantissimo, da lei è nata la mia fissazione per le farfalle e il motto MenoStressPiùFarfalle che da qualche anno mi segue nella mia ricerca di leggerezza e serenità.

Nei giorni scorsi ha proposto sul blog il suo modo personalizzato di "abbandonare i pensieri tra le pagine di un libro amato", attraverso una scheda ad hoc in cui fermare le sensazioni e le belle emozioni che l'ultimo libro letto ha saputo donarvi.
Un po' il principio che abbiamo usato anche noi di ZeBuk per ricordare la nostra sfida annuale della ReadingList con il mini E-Buk da scaricare, stampare e compilare in piena libertà.

I segnalibri di Daniela
Daniela di Decoriciclo invece ha pubblicato in questi giorni i suoi esperimenti ispirati alla tecnica degli Zentangle: amore a prima vista per la tecnica, per la sua interpretazione e per i materiali che ha usato!

Commentando i post di queste due ragazze supercreative i cricetini - che di solito stazionano pigramente nel mio cervello - hanno cominciato a correre sulla ruota e sono arrivati a qualche nuova e interessante conclusione: quella di unire le emozioni e le sensazioni ai "primi fogli di carta che capitano tra le mani", quelli a cui di solito anch'io mi sono sempre affidata per fissare le mie note personali prima di usare il mini E-Buk.

"Primi fogli di carta" che si traducono in: 
  • volantini pubblicitari per primi, raccolti da piccole manine cicciotte mentre siamo in coda alla posta
  • pagine strappate da riviste che devono finire nel cesto della raccolta differenziata "però quel disegno è troppo bellino per finire buttato"
  • comunissima carta di giornale, perché le parole sono importanti!
  • fogli colorati e invecchiati ritrovati durante le opere di pulizia nella mia camera da ragazzina... 
  • perché no qualche avanzo di stoffa? perché no? e le carte da parati che mi regala l'amica commerciante? eh?

Insomma: niente da comprare, tutto da riciclare.
E tutto da arricchire con emozioni, sentimenti, colori e bella calligrafia. 
E magari qualche faccina in stile Lizzy :)


What is a junk journal?
Una specie di Junk-qualcosa, per me che fino a qualche tempo fa non buttavo via nulla e ora sto imparando a mollare, a lasciar andare, a viaggiare leggera, ma ancora non resisto a certe immagini e a certi materiali e a certi segni che solo la mia mente legge tra le righe. :)

Sto ancora facendo 2+2 e nei conti son sempre stata lenta riflessiva... ma qualche idea sta spuntando, chissà cosa ne verrà fuori!

giovedì 20 ottobre 2016

#lamiaagenda2016. Farfalle e mongolfiere, per volare alti!

Leggerezza!
Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore (Italo Calvino)

Voglio che il mio pensiero fisso nei prossimi anni sia la leggerezza, lo avrete capito: c'è bisogno di volare, di sentirsi liberi da fardelli troppo pesanti da portare con sé, c'è bisogno di alleggerire i pensieri dopo aver fatto un doveroso e approfondito decluttering di tutto il resto. Ce n'è bisogno dopo un anno che davvero ha messo in fila, uno dopo l'altro, troppi episodi tristi, troppe brutte giornate, troppa pesantezza sull'anima.
Si torna a casa, si mette in ordine tutto il possibile, si ricomincia da capo con la mente vuota - volutamente o no - si cerca di riprendere il controllo del cuore. E per farlo c'è bisogno di volare, in tutti i modi possibili, di essere leggeri, di togliersi tutti i macigni dal cuore, come raccomanda Calvino.
Viva allora tutto quello che può portarci in alto insieme alle farfalle, viva le ali, le correnti ascensionali, viva i piumini del tarassaco, che da piccole sapevamo essere angeli che facevano avverare i nostri desideri, bastava solo confidarli in segreto a loro e poi soffiare e farli volare via!
Ad un certo punto della vita, poi, ti accorgi che certe cose, certe azioni meccaniche, devi essere tu a farle accadere. E a volte per far questo hai bisogno di qualche mezzo di trasporto che agevoli l'operazione.
E allora viva anche le mongolfiere, che con sistemi ingegnosi, ti fanno salire e vedere tutto da un punto di vista diverso dal solito...


Le vedete, vero? quelle mongolfiere colorate laggiù, appese al soffitto di una casa che certo non conoscete. Non è la mia casa, questa, ma quando le ho viste, durante una visita per un rilievo, ho rubato una foto da lontano, perché mi avevano colpito forte.
Le ho anche trovate, proprio quelle lì, gugolando un po' (non guadagno nulla nel fare questa pubblicità, lo appunto solo per vostra comodità): piene di significati nascosti, se non altro.

Le mongolfiere volano alte, in silenzio, sfruttano i venti e non sono in grado di dirigere il loro volo in direzioni prestabilite. I piloti devono conoscere molto bene le correnti e devono essere capaci, usando solo la salita e la discesa, di condurre il loro pallone in un viaggio sicuro, possibilmente tornando al punto da dove erano partiti. Ma anche no.

Ritagliando riviste da buttare ho trovato poi un sacco di pubblicità che sembravano nate sotto il segno della mongolfiera e allora perché non regalarmele anche sull'agenda, mixandole alle mie amate farfalle, in modo da vederle tutti i giorni e farmi sentire ancora più profonda quella leggerezza e quel bisogno di cominciare un nuovo viaggio?

Ogni giorno è un viaggio straordinario
Sì, oggi ha inizio un nuovo viaggio. Fatto di consapevolezza. Alziamoci in volo, allora, lasciamo a terra le zavorre! Partiamo per un nuovo viaggio e stiamo a vedere dove ci porterà, stavolta!
Forse era proprio una mongolfiera quello che ci voleva...


Questa è una delle cose che mi sono persa: un viaggio in mongolfiera mangiando in un servito di piatti, che vorrei tanto tanto, ma che non trovo più in giro... qualcuno di voi l'ha per caso avvistato?

martedì 11 ottobre 2016

lunedì 10 ottobre 2016

A ottobre Ricominciamo!


Con ordine, affronta il disordine; con calma, l’irruenza.
Questo significa avere il controllo del cuore.
Vi ricordate della Casa, vero? Mica quella del Grande Fratello, macché: il blog dove con le Amiche parliamo di come costruire intorno a noi una vera e propria Casa a Modo Mio!
Abbiamo passato un'estate piena e intensa, ci siamo apparentemente allontanate dal blog, ma in realtà tutto ha tramato per farci tornare lì, nella nostra veranda, in cucina, nella casa in costruzione, negli ambienti che stiamo pian piano formando a nostro modo... ci vorrà tempo, lo sappiamo, ma il tempo porta con sé buoni consigli e magari girando e girando, troviamo proprio quelli giusti per ottenere l'atmosfera che vogliamo... :)
Allora, a ottobre siamo tornate, cariche cariche e ricche di nuove scoperte, con la testa sempre a quell'estate che non vorremmo lasciare ma con il resto del corpo che già si occupa di cambio degli armadi, di ordine e pulizia, di fare spazio, dentro e fuori di noi.
A ottobre ricominciamo!
E vorremmo farlo con tanti di voi! Con tante nuove idee, con nuove proposte, con trucchi scoperti in rete e illuminazioni che arrivano dalla carta stampata! Che dite, venite a farci compagnia? ;)

lunedì 3 ottobre 2016

2017, l'anno nuovo sta arrivando!

Countdown!
Io mi sto preparando... è questa la novità! :)

E infatti sto già lavorando alla mia nuova agendaIspirata da questo:

e di nuovo da questa:


e poi da queste
da queste:
e da queste


e da queste

Per non parlare di queste:

e di queste e di queste e di queste e di queste e di queste e anche di questa... :)

E poi ispirata anche da lei, che è tornata, con la sua fantasia e i suoi colori e le sue faccine e le sue pagine taaanto colorate! :)




Insomma, ci sarà da divertirsi, da creare, da ricordare, da scrivere e da lavorare taaaaaantissimo! :)


giovedì 15 settembre 2016

Non ci fermiamo più!

Cogli la rosa quand'è il momento
Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà.

(Robin Williams nel film L’attimo fuggente)
È stata un'estate molto difficile. Pesante e piena di colpi al cuore, purtroppo. Cose da cui non si torna.
Alcune di queste le avete lette anche voi su tutti i giornali, altre no

Alla fine il senso lo conosciamo e continuiamo a non volerlo/poterlo capire e mettere in pratica: le cose brutte succedono, a tutti, e non stanno lì a sindacare se sia o no il momento giusto (d'altronde quando sarebbe il momento giusto per le cose brutte?). 


Un giorno ci sei, poi no, non più.

Ne parlava anche Elisabetta qui e Catia qui, ne parliamo ogni giorno tutti. E ogni giorno ci chiediamo come affrontare l'argomento coi figli e come affrontarlo noi stessi col nostro cuore.
Cerchiamo di insegnare ai nostri figli ad apprezzare le cose belle, parliamo loro di amore, di empatia, di ascolto. Loro ci seguono, ci imitano, a volte deviano loro altre volte ci perdiamo noi, soprattutto quando certe tragedie ci toccano così da vicino.

Questa estate 2016, nonostante tutte le brutte cose che ci hanno colpito, ci ha fatto un grande dono: l'impegno di ritrovarci, di dedicarci a noi, di non lasciarci prendere troppo dal trantràn della vita quotidiana e degli impegni lavorativi. L'entusiasmo ritrovato del fare progetti di viaggio e di vita, l'energia per non crollare sul divano al rientro dal lavoro e quella necessaria per inventarsi un picnic subito fuori dalla porta di casa.


"Non ci fermiamo più"
è diventata la nostra frase magica, quella che ci porta ovunque, che ci fa avere le idee migliori per passare tempo insieme, per vedere, vivere, gustare. Per cogliere quella rosa al momento giusto. 
E così l'estate è stata magica, più delle altre: abbiamo conosciuto persone, visitato posti curiosi, assaggiato cose mai viste prima, giocato a scambiarci i ruoli per un giorno intero, organizzato fughe impreviste di due giorni, avvicinato animali selvatici. Abbiamo apprezzato ogni piccola cosa e imparato lezioni fondamentali, anche da un piccolo fiore cresciuto in un luogo apparentemente inadatto alla vita.
Oggi inizia un nuovo anno scolastico e dovremo riprendere certe abitudini che avevamo perso. Ma ogni occasione sarà buona per ripartire, zaino in spalla, panini al seguito. Settembre ci regalerà ancora albe e tramonti, profumi e sapori, sorrisi e carezze, venti gelidi e aliti ancora estivi. E poi vendemmie e raccolte, spazi di tempo vuoti da tutto per stare soli con se stessi, occhi da riempire dei colori del bosco, orecchie in ascolto, blu di cieli stellati da percorrere col dito alla ricerca della stella più bella.

Ora che la lezione è imparata noi non ci fermiamo più davvero!

venerdì 9 settembre 2016

ViziAmiamoci per mille anni ancora!




9 settembre 2006
E rimaniamo così come in questa foto, vicini, sorridenti e con gli occhi puntati sempre nella stessa direzione!

giovedì 1 settembre 2016

Un'altra lista di libri da leggere. Buoni propositi di inizio anno (perché lo sapete che l'anno nuovo inizia a settembre, vero? :)

Tempo per vivere
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere (Daniel Pennac)

Al CircoloVizioso, se non si fosse ancora capito, si legge tantissimo.
E ultimamente, grazie all'insonnia da preoccupazioni, si legge anche di più, per cercare di scacciare i pensieri.
Ho un'altra lista di libri da leggere: titoli che trovo in giro, che spuntano da ritagli di giornali, sulle pagine di blog che leggo, che arrivano dalle vetrine dei negozi in centro, dalle parole di deejay alla radio. 
Dato che non ho sempre l'agenda con me ho pensato bene di segnarmeli sul telefono, che quello sì che c'è, sempre con me... Però tù is megl che uan, e allora li scrivo anche qui, col proposito di iniziare a leggerli entro la fine dell'anno, in modo da dilatare ancora e ancora il mio tempo per vivere. 
Sempre che riesca a terminare la mia ZeBuk Reading List in tempo per allora. Che coi buoni propositi son sempre così brava, io... :)
  • La città dei ladri, David Benioff
  • La vita è un viaggio, Beppe Severgnini
  • Le fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling
  • Labirinth, A.C.H. Smith
  • Dark CristalA.C.H. Smith
  • I racconti, Italo Calvino
  • Mille gru, Yasunari Kawabata
  • La storia di Mina, David Almond
  • L'ultima stella a destra della luna, Silvana De Mari
  • Il bar delle grandi speranze, J.R. Moehringer (consigliato da leparoleverranno)
  • L'isola delle illusioni, Toni Morrison
  • Il ristorante dell'amore ritrovato, Ito Ogawa
  • Al giardino ancora non l'ho detto, Pia Pera
  • Trilogia marsigliese, J.C. Izzo (consigliato da Emanuela)
  • Il sole dei morenti, J.C. Izzo (consigliato da Emanuela)

p.s.: è evidente, vero, che sarà una lista infinita? :)

venerdì 5 agosto 2016

In vacanza.

Conchiglie
Stacco da tutto, mi impongo una dieta vacanziera libera da ogni tipo di aggeggio tecnologico, non accendo il pc perché fa caldo e uso il telefono solo per telefonare.

Per il resto mi dedico alla mia famiglia, ai bagni in acque trasparenti, alle visite di luoghi sconosciuti o anche più che conosciuti. 

Mi concentro sul qui e ora.

Ho bisogno di raccogliermi, dopo eventi che in quest'ultimo periodo mi hanno messo al tappeto e mi hanno ricordato quanto sia precaria la nostra sopravvivenza in questo mondo, quanto prezioso ogni momento passato con le persone che amiamo, quanto senza ritorno possa essere la follia umana.

Qui e ora.

“Il passato è fuggito, ciò che aspetti è assente, ma il presente è tuo” (proverbio arabo)

E mi prendo tempo, tanto tempo, per meditare sul mio tempo
E raccolgo conchiglie felice di farlo. 
Non penso al passato, non penso al futuro. 

martedì 2 agosto 2016

Indipendence Day Summer Edition: ancora una volta pole-pole-pole... :)


Wow! Un orto allo Stop! :)
L'autoproduzione è la vera rivoluzione. L'autoproduzione è una grande idea sovversiva. È sovversiva persino all'interno di quelli che si considerano culturalmente i sovversivi, perché prima o poi la dovrete piantare di parlare e basta, dovrete ficcare nella terra quelle manine che conoscono solo la tastiera e piantarvi il vostro cibo! [Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione, Grazia Cacciola] 


Eccoci ad un'altra edizione dell'Indipendence Day! Ovvero come cucinare indipendenti dal mondo della grande distribuzione, utilizzando solo l'autoproduzione e i prodotti a km 0.

pole-pole-pole arrivo a raccontarvi la giornata che abbiamo organizzato per l'iniziativa di Francesca: meglio tardi che mai, vero? So di essermi guadagnata sul campo il soprannome che mi sono scelta: è proprio fatto per me, sì sì! :)


il logo dell'iniziativa di Francesca

Quest'anno ho deciso di mettere insieme un unico menù, quello condiviso con i vicini a pranzo: ci siamo divertiti a combinare e sperimentare, e abbiamo puntato su ricette preziose, fatte anche di storia e tradizione. 
[n.b.: a colazione e a cena abbiamo comunque consumato: yogurt autoprodotto con il latte della fattoria, avanzi del pranzo e uova della gallina della nonna dell'amico... :) stiamo facendo grandi passi, anche se non riusciamo ancora ad essere completamente autosufficienti!]

[Poi ci si è messa la camera del telefono a fare i capricci - sì, lo so, non dovrei fare le foto col telefono, ma lui è sempre a portata di mano e allora... - e le foto sono sparite. E considerando i miei tempi, se aspetto di ripreparare tutto quanto, fotografarlo e caricarlo nel post, arriviamo all'estate prossima. Facciamo che mi prendo l'impegno di inserirle qui appena le preparo di nuovo? :) ] 


Ecco dunque il nostro menù a pranzo:

APERITIVO


Le olive piccanti del CircoloVizioso


La preparazione delle olive, quelle del nostro albero leccino, arrivato dalla mia amata Puglia e curato e amato più che mai, la trovate qui: le raccogliamo ogni anno, le teniamo in acqua dolce per cinque giorni, cambiandola ogni giorno, e le mettiamo in una salamoia con la ricetta segreta preparata dalla PM. Da quando ho imparato a farle seguendo questo metodo - in versione piccante - ne preparo grandi scorte, che conservo in un barattolo in frigo, ricoperte di un olio che è una delizia se usato sugli spaghetti cotti al dente!

Insieme alle olive abbiamo assaggiato il pane lavash, arrivato fresco fresco con la sorella della vicina di casa, dal suo paese d'origine: l'Armenia!
È un pane non lievitato, buonissimo da accompagnare a qualsiasi cosa, dal salato al dolce. Ho chiesto alla mia vicina di provare a farlo insieme, ne faremo un post a due voci, magari proveremo a prepararlo nelle prossime vacanze, chissà... :)

PRIMO


Pancondito a modo mio

Una mia amica fa il pane da sola, io ancora non ho avuto il coraggio ma devo farlo, assolutamente. Intanto mi godo il suo, fragrante, toscano e parecchio 'sciapo', come lo fanno qui. Prossimamente mi ha detto che proverà a farlo nella versione che preparano sulle montagne qui vicine, quelle della Garfagnana, con aggiunta di patate: magari ne farò un post, se riesco a fotografarlo prima che finisca, tanto è buono!
Quando il pane della mia amica diventa raffermo (e succede poche volte, perché finisce sempre prima!) lo uso per fare il pancondito, usando quello che rimane in dispensa e in frigo: 
  • pane tagliato a dadini e abbrustolito in forno, bagnato il giusto in acqua e aceto: non deve essere una panzanella morbida, per intendersi, ma mantenere un po' di croccantezza
  • verdure crude, avanzi di formaggi (il pecorino della pastora di paese), il tutto tagliato a dadini piccoli piccoli piccoli
  • una bella girata d'olio piccantino (fatto con l'olio pugliese dello zio e millemila peperoncini dell'orto immersi) e un po' di salcondito del CircoloVizioso (che conoscete già, vero?)

SECONDO

Verdure alla brace

Quelle dell'orto, non c'è altro da dire, no? ;)

DOLCE

Da un po' di tempo avevo in mente una torta di cui avevo la ricetta una vita fa e che ho perso chissà dove ('nnaggia, c'è stato un periodo della mia vita in cui mi rifiutavo di raccogliere e conservare, ma perché?). Ricordavo il miele, la sua dolcezza e il profumo della salvia. 
Allora ho fatto un po' di ricerca sul web e ho usato come base questa ricetta, che però ho modificato così:

Torta di ricotta e miele al profumo di salvia

Ingredienti

  • 550 g di ricotta (della pastora di cui sopra)
  • 100 g di miele (bio, di un'azienda agricola qui vicina)
  • 2 uova intere (ringraziamo le galline della nonna dell'amico...)
  • 3 tuorli (dividete gli albumi, che andranno montati a parte)
  • 80 g di zucchero (ma se ne può fare anche a meno, aumentando un pochino il miele)
  • 1 limone (e qui i grazie vanno alla suocera del collega del marito!)
  • 1 pizzico di sale
  • 5 foglie di salvia (quella è del CircoloVizioso, e se ne sta insieme a tutte le altre aromatiche nel giardino dietro casa!)
  • zucchero a velo per spolverizzare

Preparazione

  1. Lavorare la ricotta in una terrina a bordi alti con la frusta elettrica (si può fare anche a mano, ma mi raccomando: deve diventare una crema liscia e senza granuli)
  2. Unite il miele, scaldato a bagnomaria insieme alle foglie di salvia e continuate a mescolare con un mestolo di legno
  3. Aggiungete le uova intere, una alla volta, facendo amalgamare bene ogni ingrediente aggiunto prima di metterne altri
  4. Aggiungete poi i tuorli e la scorza grattugiata del limone
  5. In un'altra terrina montate gli albumi a neve fermissima con un pizzico di sale, poi aggiungetelo all'impasto di ricotta mescolando molto delicatamente dal basso verso l'alto per non far smontare il composto
  6. Versate tutto in una teglia a cerniera foderata con carta forno bagnata e strizzata e cuocete in forno caldo per 50 minuti a 180°
  7. Servite spolverando di zucchero a velo al momento e decorando con le foglie di salvia e un filo di miele
Allora, che ne pensate? Provate anche voi a organizzare un'intera giornata autoprodotta! È un divertimento e una soddisfazione per tutti quanti, ve lo garantisco!

Un nuovo grazie a Francesca, che con le sue idee e le sue riflessioni ispira sempre cose buone... :)

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
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