Le Pagine del CircoloVizioso
...ma forse tutte queste violenze verbali che io recepisco come attacchi a me, alla mia persona, al mio lavoro, alla mia capacità di fare, hanno un motivo diverso da quello che penso io? ...ma forse vale il proverbio che dice che la miglior difesa è l'attacco? ...ma forse allora faccio paura? attaccare l'altro per tenerlo a bada, per evitare "che prenda troppo gallo", che si faccia forza e si butti nell'immenso vuoto della vita lavorativa da sola, senza aver più bisogno di te..."Non ti devi mai azzardare"... ...beh, allora anch'io mi devo difendere. Quindi un bel vaffanculo al prossimo attacco non glielo toglie proprio nessuno!
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oggi è una di quelle giornate uggiose, di quelle che l'ultima cosa che hai in mente di fare è portare avanti le pratiche in ufficio... ci sono milioni di cose più interessanti da fare, soprattutto quando nel lavoro che ti viene richiesto non ci sono possibilità creative, ma solo tante rotture di palle... E come fare a far capire ai capi che hai bisogno di esprimerti, di dire al mondo intero che sei una persona, con una fantasia incredibile, che hai un mondo di idee in mente? Ho pacchi e pacchi di blocchi a casa, con schizzi, spunti, idee, suggerimenti, bozze, modellini, ...di tutti quei progetti ne ho realizzati solo una piccola parte..ma bellissimi! ...ma qui mi sento stretta, ho voglia di fare e di creare ma senza tutti i vincoli che mi si impongono (e i vincoli di cui parlo non sono certo quelli urbanistic, anzi: quelli e tutti quelli che sono imposti dalla legge sono un divertimento, una sfida continua. Il problema sono quei vincoli stupidi imposti per partito preso dal capo, che ha il gusto dell'orrido, quello delle casettine tutte uguali, senza personalità, senza colore, senza...!). Insomma, scusatemi lo sfogo ma mi ci voleva proprio! (TANTO PER CHIARIRE UN CONCETTO che non c'entra x niente col discorso di prima) "NONOSTANTE TUTTO": HO MESSO UN PUNTO A QUESTA STORIA. stufa di accettare le stramberie degli altri (anche se sono persone a cui ten(go)evo, di capirle, di pensare "poi gli passa, è un momento". A questo punto basta. Anche se sarò di nuovo presa x "la vittima", perché così fa comodo pensare. MI dispiace perché non ho più voglia di chiedermi se ho fatto io qualcosa di sbagliato o è solo uno di quei suoi momenti. Mi dispiace ma basta così. NONOSTANTE TUTTO.
(ricetta copiata dalla Cuochetta de Un Diavolo per Fornello - vedi link a destra) Dosi per 4 persone: 350 g di riso, 150 g di fragole, 50 g di burro, una piccola cipolla, vino bianco secco, mezzo bicchiere di panna, brodo, sale, pepe. Mondate la cipolla, affettatela al velo, quindi mettetela in uan casseruola in cui avrete fatto spumeggiare 40 g di burro. Quando la cipolla sarà appassita buttate il riso e dopo un minuto, spruzzatelo di vino. Aggiungete le fragole mondate, lavate e tagliate a pezzetti. Bagnate con un mestolo di brodo mescolando bene. Cuocete il riso per 15 minuti, aggiungendo altro brodo caldo a mano a mano che verrà assorbito (un litro e un quarto circa). Incorporate la panna e cuocete per altri 3 minuti. Spegnete il fuoco, unite il burro rimasto, regolate di sale e pepate. Coprite e lasciate riposare il riso un minuto, dopodichè servite! MMMMMM, mi è venuta voglia di farlo stasera questo risottino...per festeggiare l'arrivo a casa del pargoletto, mascotte del CircoloVizioso........oppure è meglio la variante all'ananas...? ai bloggers l'ardua sentenza!
..e anche quest'anno arriva il momento fatidico di decidere dove abbiamo voglia di andare a scaricare tutta la tensione accumulata in 350 giorni di lavoro.
Tutti gli anni ci ripromettiamo di prenderci qualche giorno anche durante il resto dell'anno, ma tutti gli anni puntualmente (ma che gli è venuto in mente agli svizzeri di inventare gli orologi precisi???) non riusciamo a staccare se non il giorno di Natale, quello dell'Ultimo dell'Anno e quello di Pasqua.
Se fosse per noi, poi, di posti dove andare ce ne sarebbero... abbiamo ancora tutto il mondo da vedere...ma soldi, tempo e seghe mentali varie ci fanno restringere il campo di parecchio.
La mia proposta di quest'anno è: perchè non prendiamo la moto e affrontiamo il viaggio per la Puglia suvvidendolo in quattro tappe? (più che altro per salvaguardare il posteriore...)
...non voglio ancora pensare alle risposte...
lo so che è un viaggio lungo e che la moto ci ha lasciato a piedi già due volte per cause sconosciute e che a detta dei meccanici non si conosceranno mai, ma è lì il bello: vuoi mettere trovarsi nel bel mezzo dell'Aurelia (perchè a quel punto fai la strada normale, no? più divertente...) con magari 34°, con jeans, scarpette, giubbotto, casco nero, zaino alle spalle (perchè nel baule non c'è entrato tutto) e la moto si spegne... è lì che ti diverti!
però passi a trovare gli amici di Roma, che magari si aggregano;
ti viene voglia di vedere Napoli perchè non l'hai mai vista se non quando eri piccola e ti ricordi solo il traffico;
ti ricordi che ti avevano detto di un posto vicino Sorrento che deve essere carinissimo...
Ok, in Puglia ci arrivi dopo quindici giorni e poi devi solo tornare indietro, però ti sei divertito! hai fatto amicizia con un sacco di gente (anche col meccanico che ti ha aggiustato la moto: "avevano sbagliato a montarti la batteria quando hai comprato la moto, non era quella giusta, ma come hai fatto ad arrivare fin qua???"), il sole lo hai preso solo sulla fronte e sulle mani, i bagni li hai fatti, ma solo di calore,...
... va be', nonostante ci possano essere delle probabili difficoltà di cui mi rendo conto... lo voglio fare lo stesso, perchè secondo me ci si diverte.
Vi farò sapere. Tanto ancora c'è tempo...
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