martedì 13 novembre 2018

13 novembre, Giornata Mondiale della Gentilezza.

Six img
Fa' che la Gentilezza sia la normalità

Ogni persona che incontri
sta combattendo una battaglia
di cui non sai nulla.
Sii gentile. Sempre.
(Platone)
 

#WorldKindnessDay
#MakeKindnessTheNorm 
#ioscelgolagentilezza

Non sono solo hashtag da seguire, tra i tanti, su Instagram o su Twitter, sapete?
Ci sono mille e più azioni gentili che possiamo fare per cambiare, poco a poco, a piccoli passi, come solo gli esseri gentili sanno fare, il mondo intero. Per accogliere in un abbraccio chi sta combattendo una sua personale battaglia, chi ha bisogno di un atto che doni di nuovo fiducia nel mondo, chi è arrabbiato e non sa nemmeno perché, così chiuso in se stesso.

 

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza. 
Cosa farete oggi - e tutti i giorni a seguire, ovvio - per essere ancora più gentili
e distribuire semi buoni nel mondo?

Non identificatemi con quel termine diventato odioso che si sente dire in giro: buonista. Ho anch'io i miei momenti no, ho anch'io da ridire con molti personaggi con cui mi capita di dover avere a che fare, e avrei mille motivi per sparare a zero e criticare e accusare. Va da sé che odio la violenza, di ogni tipo, ma questo non fa certo di me una santa.
Solo che vedere gli effetti devastanti - per tutti - quando questa tecnica è applicata da altri, e sentirla anche sulla propria pelle, ingiustamente, mi ha fatto capire quanto sia più utile e positivo e produttivo mettersi nei panni dell'altro, cercare di capire le sue ragioni. E trovare una risposta che possa andare bene a tutti e due.
La giornata mondiale della Gentilezza è stata istituita nel 1988 dal Japan Small Kindness Movement di Tokyo. Nel 1996, proprio a Tokyo, un primo gruppo di organizzazioni si costituisce nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza) di cui anche l’italiana Gentletude* fa parte.
*(al link si trovano moltissime risorse a cui attingere)
 
Se proprio non vi viene in mente nulla, ma proprio nulla nulla, per celebrare oggi e ogni giorno a venire la Gentilezza, qui e poi anche qui e poi qui (se avete voglia di affrontare l'argomento con i bambini) e poi anche qui trovate molti suggerimenti, ma sono certa che siete delle belle persone, così incredibilmente incredibili che avrete milioni di idee da proporre ai vostri figli, agli amici, ai colleghi di lavoro, anche e perfino al vicino di casa, per fare del mondo un posto migliore.

Ne sono certa, sì.

Voi non deludetemi, eh? ;)

martedì 9 ottobre 2018

#LaMiaAgenda2018 | Ottobre, profumo di mare


“Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni,
vivete la vita che avete sempre immaginato.”
(H. D. Thoreau)


Ottobre. Già da qualche giorno. Un salato profumo di mare satura la corrente d'aria insistente che mi accoglie stamani, appena scesa dall'auto.

Sono giorni scompigliati, l'equilibrio tarda ad arrivare, ma non fatica. 
Lento, costante, procede sul percorso che ha deciso di seguire. 
Perché ha vita sua, propria volontà, il mio equilibrio: decide una strada e la segue, imperterrito. A niente serve il mio cercare di incanalarlo, a nulla i programmi, l'incastrare appuntamenti e liste di cose da fare. 
Non mi angoscia più il tempo, ho accettato il suo scorrere e non mi pesa più il non arrivare a fare tutto quello che dovrei.
Ci sono momenti in cui la soluzione migliore è proprio questa: lasciar scorrere. Come l'acqua del fiume.

Qualche giorno fa ho letto questi post di Burabacio (ne ho parlato anche qui) e ho sentito il bisogno forte di dare voce alla parte di quella me creativa che a volte abbandono a se stessa. Il risultato è la copertina di ottobre, sulla 365di2018 di Zelda, che con quei gamberoni a ottobre, lo ammetto, mi aveva un po' spiazzato.
 

Eppure stamani il profumo di mare è arrivato davvero, e la voglia di correre di nuovo lì, sull'isolachenoncè, a farsi accarezzare dal sole e dal vento salmastro è tornata prepotente. Il fine settimana si avvicina, annuso l'aria e gioco a immaginare una fuga (un'altra ancora!) sull'isolachenoncè, coi piedi nella sabbia e i pensieri sciolti. 

Mi sto organizzando per vivere la vita che ho sempre immaginato. Non quella fancazzista, ovvio, ma quella cosciente, finalmente, di essere un Individuo Unico, capace di esprimere se stesso e le proprie potenzialità. E di seguire i propri sogni.

mercoledì 3 ottobre 2018

#LaMiaAgenda2018. Capitolo 3: Il punto della situazione.

Troverò mai l'agenda perfetta? Forse sì... ;)
Troverò mai l'agenda perfetta? Forse sì... ;)
[ndr: in pratica l'anno è quasi finito e io non ho più postato gli sviluppi de #LaMiaAgenda2018.
Niente scuse, non c'è alcun motivo di trovarne.
Ho scritto questo post un bel po' di tempo fa, oggi lo aggiusto, lo correggo, lo aggiorno e lo pubblico, perché è arrivato il tempo della coerenza e dell'azione]


Lo aspettavo, il nuovo anno, perché speravo in una veloce chiusura del vecchio 2017, che non è stato proprio formidabile. E man mano che si sono aggiunti giorni [e settimane e mesi] ho scoperto che c'è una nuova consapevolezza, che c'è gratitudine in ogni cosa che faccio, che ci sono nuove opportunità ancora da scoprire, ogni giorno:

Ero colpita da quanto la nostra insaziabile ricerca di risposte
non contemplasse mai l’ipotesi (non dico la certezza)
che buona parte di queste fossero già dentro di noi.

Vi ricordate? Avevo scritto qui delle parole di Zelda che mi sono entrate nel cuore, tanto che hanno fatto parte della copertina del mio Bullet Journal - ancora sperimentale - per il mese di Gennaio.

A Febbraio invece ho capito di aver bisogno di tirare fuori quella forza che sapevo di avere, nascosta da qualche parte, e ho capito anche che dovevo tornare a liberare la creatività. Ne è uscita una pagina simil-scrap, che mi è piaciuta abbastanza... [poi successivamente ho letto e approfondito in giro e il discorso sulla creatività si è fatto molto ampio, dovremo aprire una grande parentesi graffa sull'argomento: qui, qui e qui, da Sabrina, Burabacio se ne può avere un'idea]

Ulteriore passo avanti: un menù settimanale, da far ruotare sulle 4-5 settimane del mese. Ho iniziato con una bozza studiata in base al menù-mensa del Piccolo Che, per alternare pasti e fonti, durante il corso delle settimane varia tutte le possibili alternative, anche in base all'offerta del mercato, quella del contadino e via così.
Mi è servita come base per metter giù anche liste della spesa mirate e con un occhio anzi due al risparmio (qualità innanzitutto, ma con attenzione allo spreco!)

Ho provato anche - per qualche mese - a tenere un habit-tracker, un registro delle abitudini (quelle buone, che le altre vengon da sé!). Per il momento avevo scelto di dedicarmi a queste, poche ma utili:
  • bere di più durante il giorno (almeno 8 bicchieri d'acqua fuori pasto, per partire) 
  • Curare di più l'aspetto delle mie mani (smalto, crema: le mani sono una parte troppo importante di me, voglio prendermene più cura!)
  • niente extra snack durante la giornata (oltre allo spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio)
  • camminare il più possibile (ma le giornate e la mia pigrizia di base non hanno aiutato: tanta pioggia e un gran freddo che non spingeva a metter piede fuori dalla porta nei mesi invernali. Con l'arrivo della primavera le cose sono molto migliorate)
  • il diario di 5 anni (poche righe al giorno e sullo stesso giorno 5 anni diversi. Per confrontare, da qui a 5 anni, cosa ho pensato, cosa ho fatto, come sono cambiata. Il post in cui racconto di questo diario lo pubblicherò prossimamente, lo prometto).
Al tracker ho apportato nel tempo qualche modifica, ma alla fine non sono per niente convinta del sistema: il più delle volte mi pare (almeno nel mio caso) una perdita di tempo quella di colorare quadretti (più che altro perché ne coloro ancora troppo pochi... ma qui starebbe il senso: tracciare le buone abitudini dovrebbe aiutare a migliorare e a sforzarsi di averne...). 
Non credo che ci riproverò: non voglio essere schiava del bullet journal, deve solo servirmi ad imparare una disciplina che non ho. Troverò un altro metodo.

Ad Aprile non ho più resistito e mi sono comprata la #365di2018, l'agenda bellissimissima di Zelda was a writer (sigh, dall'anno prossimo non esisterà più, potevo farmi scappare l'occasione di aver l'ultima sua creazione di quel tipo?) e il suo approccio è proprio quello che cercavo: non posso perdermi dietro a tracker e appuntini e verifiche varie (so che sono un'inguaribile ottimista, ma voglio assolutamente dormire almeno 8 ore a notte!) e il tempo che risparmio col suo sistema lo posso usare per rilassarmi e gestire meglio budget, spese e vita familiare quotidiana. Il che è un gran successo.

Insomma, i mesi passati sono stati mesi di sperimentazioni, le conclusioni che ne sono uscite mi aiuteranno ad aggiustare il tiro. L'anno prossimo sarà l'anno in cui LaMiaAgenda diventerà proprio mia mia mia, fatta da me medesima.


NOTE

  1. quanto ai bicchieri d'acqua, mi ha aiutato di più disegnare in calce al giorno sull'agenda una goccia colorata ogni volta che bevo un bicchiere. L'abitudine è diventata una costante dopo che i bagordi estivi mi hanno distrutto con un attacco di cistite: ora i miei due litri al giorno non me li toglie nessuno. Come fare di necessità virtù... ;) 
  2. devo aggiungere un giorno detox al menù settimanale - devo farlo, devo farlo, devo farlo! 
  3. e se aggiungessi anche un controllo peso settimanale? qualche chiletto in meno può essere un primo risultato, perché no? 
  4. aggiungere sicuramente 15 minuti al giorno di completa solitudine, ne ho bisogno... :)

giovedì 27 settembre 2018

Disequilibrio.

Ancora sabbia, tra le dita dei piedi...

«Un dieci minuti di lettura veloce delle mail,
giusto per staccare dalla routine e pensare un po' ai fatti miei.»

Leggo:
  • Saper scegliere ciò che è vero
  • Prendi le decisioni giuste per il tuo futuro!
  • In Cammino, in ogni senso

Gli oggetti delle mail di stamani hanno il sapore di un incontro con una veggente.
Oppure con l'analista. 
Ho le visioni o i miei occhi vedono solo ciò che vogliono vedere e che cercano da un bel po' di tempo? (troppo?)

Settembre è stato un mese di disequilibrio totale, dopo un periodo estivo, vacanza compresa, che invece mi ha saputo portare una serenità che da tempo non avevo.
Una settimana su una spiaggia, scalza, con l'auto parcheggiata e dimenticata a 600 m di distanza. Poca connessione con la rete ma tanta, tantissima, con me stessa.
Uno dovrebbe farlo almeno due volte l'anno, di scordarsi del dovere, di pensare solo a stare bene con sé. Da soli, specialmente.
Della settimana parlerò e racconterò, ci vuole tempo a digerire i pensieri e le emozioni quando sono così potenti.
Di questo rientro tutto sommato divertente, scombussolato e un po' troppo in bilico ho bisogno di scrivere subito, per mettere chiarezza nel futuro prossimo venturo e ritrovare l'equilibrio perduto. O forse no.


Non avrei voluto tornare sulla terraferma, la mia isolachenoncè aveva ancora tanto da darmi. E infatti sono tornata di malavoglia, con ancora la sabbia tra le dita dei piedi e nei capelli, e il bisogno di ripartire appena possibile, zaino pronto, senza bisogno reale di una meta ma solo di viaggiare e aprire gli occhi e farsi domande.
E infatti siamo ripartiti, ogni settimana, per mete diverse tra loro, piccole piccole o più pretenziose. Fino all'inizio della scuola non ci siamo dati tregua. Ho avuto modo di pensare in silenzio, guardare orizzonti, riempirmi di sapori e poesia, di profumi, di incanti. Ho scoperto vigneti sconfinati, piccolissimi cimiteri aridi e zeppi di croci di ferro, senza l'ombra di un fiore né di un visitatore, scogliere scavate dal vento e dal sale. Spiagge in cui non si vedeva più la sabbia ma solo teli colorati, città deserte, campagne affollate, piazze solitarie.
Quest'altalena ha portato con sé il ritorno di una certa vertigine, che fisicamente mi aveva accompagnato qualche anno fa, con la labirintite. Quello che è rimasto, oggi, è un certo senso di disequilibrio, di quel camminare su un filo, con la possibilità di cadere ad ogni passo ma con la certezza che l'unica strada da percorrere sia proprio quella. 
O forse la sensazione è proprio quella che provi quando sei su una nave e il mare è un po' mosso, quando senti quel galleggiare che ti agita lo stomaco, che non è ancora nausea ma ci si avvicina. Però un po' ti piace, lo ammetti.
Ti piace perché la "senti", perché ti riporta al qui e ora, ti permette di chiederti come stai, e di risponderti, in quel preciso momento.

In questo 2018 che ho dedicato alla Bussola, alla missione del ritrovare la mia destinazione, c'è voluto anche questo disequilibrio, questo "sentirsi" e ascoltarsi molto più di prima. 

Il tetris degli incastri quotidiani è ricominciato con l'inizio della scuola, col PiccoloChe che non vedeva l'ora e che non ha fatto alcuna fatica a cominciare un nuovo percorso, con la PM e il suo cambiamento stravolgimento di modi e di idee... 

Ora il disequilibrio sarà un dono in più da saper apprezzare, ma dovrà fare i conti con la seppur minima programmazione che dovrò darmi, con gli impegni già presi e con quelli che vorrei prendermi. Aiuta, il bullet journal, ma ancora non fa miracoli e tendo ad accumulare certe cose, quelle che proprio non vorrei fare.
Aggiusto, passo passo, il tiro. 
La strada è fatta di tanti centimetri, ne verrò a capo. 

Intanto là fuori cè la Vita, che succede mentre tu fai altri progetti (cit.) 
Non perdere l'attimo, 

Ho ancora tante cose da recuperare.

martedì 7 agosto 2018

Un augurio per l'estate 2018: coltivate pensieri gentili, arriveranno farfalle :)

#IoScelgoLaGentilezza

Essere gentili non vuol dire essere deboli.
Si può essere gentili e determinati, gentili e fermi sulle proprie posizioni.
Non è urlando che si è forti.

Ieri ho letto questo post di Burabacio e sono tornata col pensiero a qualche anno fa, quando ho avuto a che fare con un troll.
Uno reale, non di quelli virtuali che girano sulla rete, uno in carne e ossa: persona violenta, che per esplicitare ogni sua opinione sa usare un solo modo, fatto di urli, grida, violenza. Violenza verbale, per carità, ma sempre di violenza si parla.

Non è urlando che si è forti.

No, infatti.

Ho sempre pensato che la mia totale incapacità di gridare con violenza le mie opinioni per farmi valere fosse un grosso limite: ho sofferto tantissimo da ragazzina per questo, perché non ero mai quella "forte", quella che tutti seguivano perché sembrava così sicura di sé. E si sa, nell'adolescenza la prima e forse unica cosa che cerchi è la sicurezza - di sapere chi sei, cosa vuoi, dove vai.
Il pensiero comune per i ragazzi di allora (e per quelli di oggi, e probabilmente purtroppo non solo per i giovani... 😕) era:

"è così che ci si fa strada,
è così che 'arrivi',
è così che ti fai valere e rispettare"

Ma dove? Ma quando? Ma perché?

La realtà è profondamente diversa e passa - anche - da una riflessione su quello che vuoi che rimanga di te, passato l'effetto sorpresa molto molto scenografico dell'imporsi con la violenza. E sarete d'accordo con me che il rispetto per chi usa violenza non esiste e non deve esistere.
Certo, su alcuni punti della mia personalità devo ancora lavorare, su certi ho già raggiunto buoni risultati, ma probabilmente è un fatto dovuto al carattere, all'educazione, se l'essere gentile ma determinata, rimanendo ferma sui miei principi, mi viene così spontaneo. Non sempre ottengo l'obiettivo al primo colpo, ma sono certa che sia la strada giusta da seguire.

Ecco, quello che vi auguro per questa estate 2018 è questo: il tempo per una giusta e profonda e rilassata riflessione su questo tema. Sulla Gentilezza

Sul coltivare posti belli DENTRO DI NOI per attirare cose belle INTORNO A NOI.

Come scrive giustamente Sabrina, donna che ammiro davvero tanto, perché sa parlare con voce calma e pacata, arrivando dritta al Cuore.

Allora coltivate Gentilezza: arriveranno Farfalle!

E con la nostra raccolta #Menostresspiùfarfalle la gentilezza va a nozze.
Ci rivediamo a settembre, buona Gentilezza a tutti!

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

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Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

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