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venerdì 31 gennaio 2014

Liberiamo una ricetta: Polpettine vegetariane

Ecco il gran giorno! Quello di Liberiamo una ricetta, che ci è piaciuto tanto negli anni passati e che quest'anno abbiamo deciso di replicare!
Anche questa volta il CircoloVizioso ha l'onore di ospitare Cristiana, che l'anno scorso ci ha regalato una bellissima storia d'amore e i suoi Knödel.
Quest'anno Cristiana ci delizia con una ricetta vegetariana che insieme ai sapori ha un sacco di sensi da tenere vivi.
La parola a lei, io son già pronta per provare le sue polpettine... :) 




POLPETTINE VEGETARIANE
Essere ospite per la seconda volta di questo blog è per me segno profondo di un’elezione affettiva, che continua a essere veicolata dal fantastico mondo della rete. Ma sono sicura che prima o poi Silvia ci incontreremo.
La ricetta che vi propongo quest’anno è giovane, ha sapori forse fragili, un cuore incerto di ingredienti da amalgamare ancora bene insieme, ma affonda le sue radici in un terreno fecondo e magico, a volte contraddittorio e conflittuale, ma sempre gravido di un amore senza condizioni e limiti: quello della relazione con la propria madre e del nutrimento, fisico e spirituale, con cui questo legame profondo trova sempre modo di rigenerarsi.
Sono diventata vegetariana da quasi tre anni, consapevole della scelta e dopo aver letto abbastanza. Per me è prima di tutto una scelta etica poi di salute.
La parte più difficile non è stata eliminare dalla mia dieta qualsiasi apporto proteico derivante dalla morte di un animale, perchè quello è un fatto intimo. Se lo hai deciso lo fai. Punto. E nemmeno far passare questa nuova scelta alla mia famiglia. I bambini comprendono più di quello che noi a volte immaginiamo e se forniamo loro sostegno e autostima, sono in grado di scoprire da sé la loro strada, senza sentirsi giudicati per continuare a nutrirsi di ciò che a loro continua a piacere.
Lo scoglio, che mi sembrava insormontabile, sarebbe stata, e lo sapevo, la mia famiglia di origine. Una famiglia di tradizione contadina, nel senso reale della parola. I miei nonni erano contadini, e vivevano, o forse è meglio dire sopravvivevano, del frutto del loro lavoro. Per i miei genitori, nel pieno del boom economico degli anni 60’, nutrirsi di carne e pesce, era il segno di una conquista, una meta raggiunta. Erano felici e si sentivano forti perchè i propri figli avrebbero avuto una vita diversa dalla loro, avrebbero potuto mangiare carne e pesce ogni giorno dell’anno, non solo nelle feste comandate.
Mia madre ha trasformato così la cucina nel giardino delle sue delizie, con il dono speciale e inimitabile di intuire come potevano stare insieme i sapori. Per noi era sempre festa, se c’era un pranzo ordinario, ci sarebbe stata una merenda speciale. La casa era sempre inondata di profumi, ancora adesso posso sentirli se chiudo gli occhi e richiamo quei momenti. Per questo forse ho sempre associato la cucina a gesti ripetuti di cura e amore, mai a un dovere, ad abitudini noiose. E per questo forse il solo pensiero di confrontarmi con mia madre sulla nuova scelta vegetariana mi procurava ansia. Non volevo rischiare di vanificare in un colpo solo le molte prelibatezze culinarie che nel corso di tanti anni ci aveva donato insieme al suo tempo e alla sua cura.
Ma lei, come spesso fanno molte madri, ha saputo trovare il modo per rigenerarsi e rigenerare la nostra relazione. Dopo lo sbigottimento, la preoccupazione per la mia salute, la difficoltà di avermi a pranzo, ha scelto la via della creatività, si è messa in gioco e ha cominciato a sperimentare cose nuove. Le polpettine vegetariane sono uno degli esiti di queste sperimentazioni, che continuano con curiosità e amore, tracciando nuovi percorsi di incontro e rispetto.
Ho capito solo dopo che il potere affettivo di una relazione così profonda, come quella tra madre e figlia, risiede nella capacità di amare nonostante tutto. Eppure anche io sono madre, dovrei saperlo, ma con lei sono ancora figlia, ed è meravilgioso sentirsi tali. Grazie Mamy!

ingredienti

  • 700 g di zucchine (meglio le romanesche, ma anche quelle scure vanno bene)
  • 2 uova
  • 4 cucchiai abbondanti di parmigiano
  • pan grattato q.b.
  • farina q.b.
  • sale
  • pepe

preparazione



Lavate le zucchine, quindi grattugiatele a scaglie.
Prendete uno strofinaccio, riponetevi dentro le zucchine grattugiate e strizzatele, per eliminare l’acqua, che tenderebbe a non far amalgamare bene il composto.

  
Rimettete ora le zucchine in una ciotola, aggiungete 1 uovo, sale q.b., il parmigiano e il pepe.

Amalgamate bene e solo alla fine aggiungete pane grattugiato per rendere l’impasto più compatto.
Quindi preparate un piatto con della farina e cominciate a formare le polpettine adagiandovele dentro.

 
Sbattete a questo punto il restante uovo in un piatto e preparatene un’altro con il pan grattato: passate prima le polpettine nell’uovo e poi nel pan grattato, facendo ben attenzione che l’intera superficie ne sia ben ricoperta.

  
A questo punto non resta che friggerle: mettete sul fuoco una padella con abbondante olio d’oliva, quando l’olio sarà sufficientemente caldo mettete a cuocere le polpettine.

Quando le polpettine saranno dorate da entrambi i lati, potete toglierle e servirle calde, accompagnandole con dell’insalatina fresca e dei carciofi alla giudia.

Buon appetito! E grazie a Cristiana... :)

Questa ricetta partecipa a Liberiamo una ricetta edizione 2014: 
"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web"

Liberiamo una ricetta: Torta morbida di pere



Vi ricordate quando vi ho parlato di questa torta? Era un giorno particolare, un giorno in cui era importante dire un NO.
Oggi invece è l'ora di dire SI': a questa torta che è stata una rivelazione, tanto è semplice da fare quanto è buona da spazzolare. E qui al CircoloVizioso, di Gola ne abbiamo da raccontare... ;)
La ricetta l'ho trovata - rubata - sulla confezione della mia farina preferita e l'ho provata quasi per sfida, quando un giorno mio marito ha azzardato:
"Certo che le tue torte hanno tutte il solito sapore!"
... devo per caso raccontarvi qualcosa sulle mie possibili risposte? ghgààgò##§*é°§çòòò...O_O
Però vi dico che il marito si è zittito dopo averla assaggiata. E all'istante la torta morbida di pere è diventata una delle mie preferite. Potere dei dolci... e delle coccole! :)

La ricetta

ingredienti
  • 300 g di miscela farina e lievito (oppure farina e 1 bustina di lievito)
  • 3 uova
  • 3 pere
  • 200 g di zucchero
  • 100 g di burro morbido
  • succo e scorza grattata di 1 limone
  • latte q.b.

procedimento
  1. Sbucciate le pere, affettarle ed irrorarle con succo di limone.
  2. Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale.
  3. Lavorare a crema il burro con lo zucchero, unire uno alla volta i tuorli, la farina, la scorza di limone e un po' di latte.
  4. Aggiungere le pere con il loro succo e gli albumi.
  5. Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e mettere il composto in forno già caldo a 180° per 30-40 minuti.

Buongustai! Siete già lì ad annusare il profumino che sta uscendo dal forno, eh? ;)

Questa ricetta partecipa a Liberiamo una ricetta edizione 2014: 
"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web"

martedì 10 settembre 2013

Che cosa succede? [post altamente meditativo]

Quante volte ci facciamo questa domanda? Quante volte la facciamo alle persone a cui teniamo di più, se le vediamo un po' giù, o solo un po' diversi dal loro solito?

A volte è troppo tardi, quando cominciamo a chiedercelo. A volte qualcosa è già cambiato in noi e tornare indietro è una delle opzioni non più cliccabili. E non è detto che si tratti solo di cambiamenti negativi, eh, anzi.
Corsi e ricorsi della vita. 
Cose che girano in modo diverso, da un definito momento, da un istante preciso in poi.
Ultimamente questa domanda me la sto facendo sempre più spesso - e non a causa delle domande che ci fanno i social, nonono! - e sempre più spesso cerco di non dare spiegazioni ma solo di capire e di sentire, in profondità, cosa accade davvero.
Uuuh, quanto siamo diventate sensibili!
Uuuuuuh, che blablabla senza senso!
Ah, no. Il senso c'è, altroché!
IlCircoloVizioso è nato insieme a mia figlia, in un momento fondamentale della mia vita, quando tutto cambiava, per sempre.
Qualcosa di me però voleva continuare a esistere e cercò di farlo con questo blog, che non ha mai avuto una 'mission', un obiettivo né un target preciso, se non il fatto di parlare di vizi, più o meno proibiti. Da mamma.
Insomma: solo un diario non troppo segreto, che invece che starsene chiuso col lucchetto nel cassetto di destra della scrivania è aperto a chi abbia voglia di leggerlo, a chi ha vizi e voglia di viziarsi.
Che poi di vizi innocenti si parla, in fondo in fondo.

Poi si cresce, si matura, si fanno scelte, si riordinano gli armadi.
Ora è il momento del Circolo: un po' di ordine e un qualche obiettivo esistenziale da raggiungere non fanno certo male, no?

Sto pensando alle possibilità: fare del vizio un manifesto da portare alto? coinvolgere sponsor e fare pubblicità a qualsiasi cosa richiami almeno uno dei sette vizi capitali? raccontarvi tutti i vizi che mi concedo ogni giorno, col rischio di attirare tutte le maledizioni della web-sfera?
In fondo sono una mamma anch'io. Ho due splendide creature che mi aspettano ogni giorno, alla fine della giornata lavorativa. Lotto con crisi isteriche e giochi da tenere in ordine (ma anche no), con piatti da lavare e panni da stirare (ma anche no) ogni giorno. E poi è appena ricominciata anche la scuola, vogliamo farci mancare le sveglie in ritardo e le corse sotto la pioggia prima che chiudano i cancelli?
Ecco ecco.

Ecco l'obiettivo, la mission di quest'anno appena iniziato: capire come si possa continuare a viziarsi, nonostante tutto. Raccogliere notizie e informazioni, aiutare altre mamme come me a concedersi quelle pause che tutti ci meritiamo. Trovare tutti i trucchi e i sotterfugi per poter risicare quei minuti (perché per viziarsi anche solo un pochino bastano pochi minuti al giorno, sapete?).

Io ci provo.
#iomivizio

giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: Pasta di zucchero a prova di mamma!

Eccoci al momento del dolce! E qui devo dire che ammiro infinitamente la mia amica Lucia, che ogni anno prepara alle sue splendide bimbe, oltre a un sacco di altre goloserie, delle torte indimenticabili. Roba che se si decidesse a metter su un catering, secondo me, avrebbe la fila fuori (chi ha orecchie per intendere... ;))


Lucia e io ci siamo conosciute sui banchi di scuola, abbiamo condiviso libri, interrogazioni, professori, diari, giornate no e anche tante mille belle cose. Amiche con la A maiuscola, di quelle che magari non ci sentiamo per un po' ma poi è come se ci fossimo lasciate un attimo prima. Amiche.


La parola a lei, Lucia, che quest'anno mi ha finalmente svelato i trucchi della Pdz, questa sconosciuta: e mi sa che dopo questa prova si è appena guadagnata un ordine per il prossimo compleanno della mia Piccola Meraviglia... ;)


La pasta di zucchero, ovvero lo zucchero fondente, quella glassa dolce e appiccicosa che ricopre in maniera spettacolare gli esemplari più belli di cake design!
C'ho girato intorno per un bel pò, più che altro intimorita da tutti questi grandi maestri che fanno sembrare la pasticceria una passeggiata! 
Poi mi sono detta 
"se non provo, non lo saprò mai!!!"
La prima volta ho comprato la pdz pronta, ma pareva pongo... per cui, armi e bagagli e maniche rimboccate, me la sono preparata da me!

Ingredienti
  • 450 gr di zucchero a velo (quello comprato, non fatto in casa)
  • 30 gr miele
  • 20 gr glucosio
  • 15 gr burro
  • 5 gr colla di pesce
  • 30 gr acqua

Preparazione
  1. Coprire la colla di pesce con l'acqua tiepida, all'interno di un pentolino che successivamente andrà sul fornello.
  2. Dopo circa 10 minuti la colla sarà sciolta, quindi mettere sul fuoco bassissimo (non deve bollire, solo scaldare), quindi aggiungere burro a pezzetti, glucosio e miele.
  3. Nel frattempo, passate da un colino metallico (setaccio) lo zucchero a velo. Disponetelo a fontana su un piano, e lentamente versate lo sciroppo.
  4. Impastatelo a mano, all'inizio non scoraggiatevi dall'appiccicume! I risultati non tarderanno ad arrivare!
  5. Alla fine, dopo tanto olio di gomito, il composto deve somigliare ad una palla di pongo, malleabile e liscia. Potrà essere colorata con i coloranti in gel (mi raccomando, poche gocce alla volta)
  6. Questa dose serve per ricoprire una torta di 26 cm, senza troppe decorazioni, e dovrà per questo essere stesa su un piano ricoperto di zucchero a velo.

(Il resto sta alla vostra fantasia e alle richieste dei festeggiati...)
Buona torta a tutti!!!

Lucia



Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Dalla presentazione dell'evento: "Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un'occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l'equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal. Tutti i dettagli qui: http://www.centroastalli.it/index.php?id=9"

Liberiamo una ricetta: Knödel di Stoccarda di Cristiana e Paolo


Eccoci alla seconda ospite del blog: Cristiana.



Conosciuta via web, ci siamo trovate da subito molto sulla stessa linea in diversi campi. E continuiamo a scoprirci, ogni giorno un po' di più.
Condividere è anche questo.

E a chi continua ad arricciare il naso quando, parlando, affianco le parole "amicizia" e "internet", dico solo che finché non si prova sulla propria pelle non si può proprio capire...


A lei la parola, ora: a lei e alla sua bella storia da gustare, passo passo. E da condividere, è chiaro! ;)



Knödel di Stoccarda

di Cristiana e Paolo

Quando ho assaggiato i Knödel ero a Monaco, il mio primo viaggio con Paolo, nel 2001. Ne avremmo fatti diversi di viaggi insieme dopo, che non avrebbero comportato solo spostamenti fisici. Ma quello è stato un viaggio davvero speciale, la porta d’ingresso nel suo mondo, nelle sue radici, in quei sapori ancestrali che hanno segnato la sua infanzia. Paolo è infatti per metà tedesco, da parte di madre, cosa non ininfluente nella trasmissione dei sapori per i figli.
E il cibo e i sapori e gli odori di quella tradizione culturale sarebbero presto diventati anche per me e per i nostri bambini, parte di una nuova storia, quella che ancora adesso costruiamo insieme, preparando il nostro piatto della domenica.

Ingredienti per i Knödel
  • 500 g di pane raffermo
  • 750 ml di latte
  • 2 uova
  • sale q.b.

Ingredienti per il sugo
  • 500 g di carne di manzo
  • mezza cipolla rossa
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 cucchiaio di conserva di pomodoro
  • olio q.b.
  • funghi secchi una manciata
  • 400 ml di acqua
  • paprika dolce una spolverata
  • pepe nero una spolverata
  • sale q.b.

Preparazione dei Knödel

Fate a cubetti il pane raffermo e raccoglietelo in una terrina piuttosto grande
Quindi scaldate il latte e aggiungetelo al pane

  
Ricoprite interamente il recipiente, lasciando riposare per mezzora. A tempo trascorso aggiungete due uova intere e un pizzico di sale, cominciate a lavorare così il composto ottenuto, facendo in modo di amalgamare il più possibile tutti gli ingredienti

 
Quando l’impasto vi sembrerà omogeneo preparate delle polpette piuttosto grandi, i vostri Knödel

Mettete dunque sul fuoco una pentola grande piena di acqua. Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore gettate dentro i Knödel, avendo cura di metterne pochi per volta (massimo 4)
Dopo pochi minuti i Knödel dovrebbero salire su, segno che sono cotti. Attendete ancora qualche minuto e tirateli fuori, proseguendo con la cottura degli ultimi.


Preparazione del sugo
Mettete insieme in una pentola di coccio olio e carne a cubetti. Quando l’olio comincia a scaldarsi e la carne si è ben rosolata aggiungete la farina e continuate a girare, fino a quando sul fondo la farina non si sarà dorata 

 
Aggiungete a questo punto la cipolla, i funghi, il pomodoro e l’acqua fredda (potrete usarne anche un pò di quella dei funghi, ben filtrata per togliere eventuali residui di terra), e coprite fino a ebollizione

Quando il sugo avrà raggiunto il bollore aggiungete sale, paprika e pepe, terminando la cottura con il gas al minimo e lasciando il coperchio leggermente aperto, per circa 1h30.


Preparazione del piatto
  1. Servite i Knödel ben caldi su di un piatto piano insieme con il sugo e la carne, avendo cura di mettere nel piatto una porzione abbondante di sugo
  2. Il piatto può essere accompagnato da un’insalata verde o di patate.


Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Dalla presentazione dell'evento: "Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un'occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l'equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal. Tutti i dettagli qui: http://www.centroastalli.it/index.php?id=9"

Liberiamo una ricetta: Minestra di carciofi a modo mio

La mamma è sempre la mamma. E la propria è sempre la migliore del mondo, vero? ;)
Prendete la mia: si è messa in testa di capire bene come funzionano i computer e quando si mette in testa una cosa, lei, arriva fino in fondo.
Così, tra una lezione rubata a me, altre lette sul libro che le ho [incautamente?] regalato io... gira che ti rigira è approdata al web e anche all'evento dell'anno: Liberiamo una ricetta!

Vi presento la mia prima ospite: la mia mamma. 
Questa è la sua ricetta del cuore, il comfort-food per eccellenza delle mie giornate stanche, quella che mi preparava e continua a prepararmi quando ho bisogno di una coccola in più, e anche di una dose extra di calore: lascio a lei la parola!


Minestra di carciofi a modo mio
Ingredienti per 4 persone
  • 4 carciofi
  • 1 limone
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2-3 cucchiai di olio
  • 200 gr di pasta piccola da brodo
  • pepe da macinare al momento

Preparazione
  1. Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e tagliateli ognuno in 6 spicchi, lasciandoli nel frattempo in acqua acidulata con il succo di limone
  2. Nella pentola dove cuocerete la pasta mettete l'acqua (piuttosto abbondante), lo spicchio d'aglio, il prezzemolo e l'olio
  3. Fate bollire (attenzione che l'olio, bollendo troppo, non faccia schiuma) per mezz'ora, poi aggiungere i carciofi sgocciolati dall'acqua. Continuare la cottura finché i carciofi non sono 'al dente'
  4. Buttate la pasta e portate a cottura
  5. Completate con una bella macinata di pepe nero al momento di portare in tavola

N.B.: la minestra deve rimanere piuttosto brodosa e deve essere servita molto calda.

Questa minestra è un dolce ricordo d'infanzia: mia madre la preparava lasciando interi i carciofi. Un vizio per me, che li adoravo: il sapore di quel cuore dolce-amaro, rimaneva in bocca e lasciava il suo ricordo a lungo. 
Uno di quei sapori che, solo a pensarci, eccolo lì che torna alla mente! 




Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Dalla presentazione dell'evento: "Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un'occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l'equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
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Liberiamo una ricetta: Pasta coi broccoli "Aggiungi un posto a tavola"!


Con-di-vi-de-re: provi a googolare e ti imbatti in una serie di riflessioni che sono 'altre' dal significato che di solito viene più spontaneo:
SIGNPossedere insieme; partecipare insieme; offrire del proprio ad altri
composto di [con] e [dividere], a sua volta, incertamente, dal latino: [dis] separazione e [videre] vedere. Vedere separato.Al di là della condivisione del bagno fra coinquilini, il condividere si svela una galassia complessa.
La condivisione può essere la partecipazione comune ad un progetto, una tensione d'insieme, un essere d'accordo, un'esperienza che affratella ed è vissuta a un tempo da più punti di vista diversi - e perciò più ricca, fertile di discernimento, di emozione comunicante.
Oggi questa parola surfa sulla cresta dell'onda grazie ai social network, in cui indica l'azione del pubblicare, del comunicare, del portare alla conoscenza dei propri amici un pensiero, un testo, una canzone, un video, un sito: meno intima ma più concreta, questa accezione potenzia il canale di una formazione culturale collettiva, in cui il condiviso è proposta, semina di informazione, mattone comune - canale fondamentale in ogni rapporto umano, condivisione che porta a condivisioni sempre più profonde.
Come quando conosci qualcuno, gli regali un libro, lui poi te ne dà un altro, poi discutete su qualcosa, e via e via passa il tempo, e prima che possiate rendervene conto siete diventati fratelli con ideologie rigogliose e progetti brillanti, su una strada vostra e pura che è davvero condivisa. E mica male, questo condividere. 

Condivisione è il termine che più mi viene spontaneo quando penso a Liberiamo una ricetta: la condivisione sul web, per alcuni, è diventato un semplice clic, niente di più che un muovere una serie di muscoli e premere un tasto, a volte.
Il significato di questo verbo è invece così profondo, così personale, così 'intimo', anche...

Liberiamo una ricetta allora, diventa l'occasione di condividere il mio piccolo spazio nel grande mondo web con altre persone, ospitare (mi casa es tu casa!) qualche non-blogger in cerca di un posto in cui preparare la ricetta da liberare in questa giornata.

Ne ospiterò tre: mammà (;)), Cristiana, una ragazza conosciuta in rete, con cui condivido già altre passioni, come quella (sanissima!) dei libri, e Lucia, amicadisempre di quelle che se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Ma di loro parleremo tra qualche ora. Intanto aggiungiamo un posto (anzi, tre!) a tavola... ;)

Pasta coi broccoli
"Aggiungi un posto a tavola"


Hai presente quando sei lì con la cena sul fuoco, il piccolo che protesta la sua pappa, la grande che vuol vedere Peppa Pig e... squilla il telefono e tuo marito ti dice che ha invitato a cena qualcuno? E che tra 20 minuti saranno tutti lì da te?
Di corsa, apri il frigo e tiri fuori quei broccoli da cuocere al volo, poi spadelli con la velocità che nemmeno Bolt (ah, wikipedia! ;)) l'olio, le acciughe e... voilà, in tavola! (con tanto di sottofondo musicale)


Ingredienti per 4 (+2) persone:
  • broccoli già lessati (col microonde bastano 10 minuti)
  • olio e.v.o.
  • 3 acciughe sott'olio
  • 3 spicchi di aglio vestiti
  • 1 o 2 peperoncini
  • 500 gr pasta grossa

Preparazione
  1. In una bella padella grande metti olio q.b. (lo so, si può odiare questa abbreviazione!), gli spicchi d'aglio vestiti e leggermente schiacciati, le acciughe, uno dei due peperoncini
  2. Fai scaldare e sciogliere le acciughe, poi aggiungi i broccoli e lascia insaporire
  3. Intanto cuoci la pasta in abbondante acqua (di solito uso il formato tipo chiocciola) finché è al dente. Mentre la padella è ancora sul fuoco aggiungi due-tre cucchiai dell'acqua di cottura e fai ammorbidire: i broccoli devono sfarsi leggermente
  4. Scola la pasta e versala direttamente nella padella, fai saltare il tutto e porta a fine cottura
  5. Metti nei piatti e guarnisci col peperoncino rimasto, spezzettato direttamente nei piatti.
Buon appetito e... Aggiungi un posto a tavola... :)

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Dalla presentazione dell'evento: "Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un'occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l'equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal. Tutti i dettagli qui: http://www.centroastalli.it/index.php?id=9"

mercoledì 8 giugno 2011

Con le mani in pasta...



... giusto per dirvi che polepole e la PM stanno lavorando ad un nuovo progetto... ma quanto mi piace 'sta foto!?

venerdì 8 aprile 2011

Il Gioco dei Vizi - E' l'ora di nominare il vincitore!



Rullino i tamburi!
Squillino le trombe!

I giochi son fatti
i voti son dati
rispettiamo i patti
premiamo i votati!


Giuria popolare
ha espresso il parere
volendo premiare
chi vuole... dormire!


Ma ancora non basta:
è bello dormire
ma per ben viziarsi
bisogna... sognare!


Orsù belle donne
che l'ora è qui giunta:
le due vincitrici
del più bel viziare
son le redattrici
di Dormire e Sognare!




Le due suddette pulzelle, con un pari-merito "all'ultimo vizio" di 5 voti ciascuna (considerando anche i "voto tutte quante" di Ni' e di Vale)
si sono attribuite il diritto di fregiarsi
del nobile stemma di VIZIOSA DELL'ANNO
nonché di accaparrarsi il ricco premio preparato per l'occasione!


Il CircoloVizioso al gran completo [ferma PM, lascia stare la Nutella! questa non è la tua! ;))] sta attualmente applicandosi alla duplicazione, causa pari-merito, del Bottino Vizioso.
Si pregano le dolci pulzelle di voler mandare al più presto una mail col proprio indirizzo a: polepole2@excite.it, per permetterle di mantenere la promessa fatta!

giovedì 24 marzo 2011

La Giornata Nazionale per la Promozione della Lettura

Coffee Book Session - Stock Photo by ugaldew

Attenzione attenzione!
Questo post è stato scritto per tutti quelli che amano leggere.
Ma anche per chi non ama farlo.
Perché c'è sempre un momento per cominciare ad appassionarsi alla lettura.
Perché ci sono tanti motivi per farlo
Perché spesso leggere un libro o un racconto o una favola o una poesia può aiutarci a vedere le cose in modo diverso dal solito.
Da un'altra prospettiva.

Oggi 24 marzo è la Giornata Nazionale per la Promozione della Lettura. E a quanto pare lo sapevano in pochi. Proprio pochini pochini. E non ho ancora letto notizie al riguardo e non l'ho ancora sentito dire alla radio... e questo un po' mi fa preoccupare e magari (me lo auguro) fa preoccupare non solo me, che sono una semplicissima appassionata di libri e di lettura, non certo una 'responsabile della cultura nazionale'...

La mia opinione al riguardo, oggi, ve la voglio dire: da poco più di un anno, lo sapete, abbiamo iniziato la nostra avventura con Zebuk. Siamo un gruppetto di normalissime ragazze, che condividono una grande passione per i libri. Siamo uno staff di volontarie, che non guadagnano niente da questa avventura se non lo scambio di opinioni, la condivisione di un entusiasmo infinito per i libri, di qualsiasi tipo essi siano, la soddisfazione del confronto con chi ha la nostra stessa passione.
Noi, però, nel nostro piccolo, stiamo dando il nostro piccolissimo contributo alla promozione della lettura. Nel nostro piccolo, è evidente, abbiamo grandi idee e ci divertiamo a studiare nuove proposte da sviluppare col nostro pubblico, ogni giorno. Nel nostro piccolo stiamo lavorando a qualcosa di nuovo da organizzare per promuovere la lettura, per far capire cosa si possa provare leggendo una storia che magari non ci aspettavamo...

Noi nel nostro piccolo lo stiamo facendo, questo sforzo. Che per noi non è certo uno sforzo, anzi!
Chi dovrebbe farlo per 'dovere', invece... latita un po', a quanto pare

Ma questo post non vuole essere un post polemico. Nossignore. Per niente. Assolutamente no. :)

Piuttosto, sarebbe carino andare insieme alla ricerca di qualsiasi iniziativa tratti la promozione della lettura, qualsiasi tipo di iniziativa organizzata in giro per l'Italia, o sul web.
Da parte mia mi impegnerò a darvi notizie delle iniziative che riesco a trovare in giro e ne farò un elenco qui di seguito.

Le Iniziative di Promozione della Lettura - una raccolta -


1- La prima iniziativa che vi indico è quella di Silbietta, mia collega dello staff di Zebuk, complice di tante 'idee malsane' e compagna di letture:


per festeggiare la Lettura (sua preferita in questo periodo la letteratura dialettale) Silbi indice il Primo Giveaway dell'Interno 105, mettendo in palio Il campo del vasaio, di Andrea Camilleri. Partecipate numerosi!


2- Vi va un book candy?




La mia cara Antonella festeggia due anni di blog e lo fa con tutti noi, mettendo in palio un libro! Il titolo del libro possiamo sceglierlo noi, oppure... chiediamole che sia una sorpresa: a volte sono i libri a cercarci al momento giusto!


3- A Lecco, dal 19 al 27 marzo 2011, c'è Leggermente, una manifestazione organizzata dalla Confcommercio e dedicata alla lettura, con incontri con gli autori, laboratori, corsi formativi. Qui il sito e tutti gli appuntamenti. E grazie a Ely per avercene dato notizia!


4- Leggere Leggere Leggere!




Il 25 marzo 2011 saremo di nuovo tutti in giro a regalare un libro ad uno sconosciuto! E' la seconda puntata di Leggere, Leggere, Leggere: l'idea rivoluzionaria di Alberto che l'anno scorso si rivelò un gran successo. Vedremo quest'anno come andranno le cose... io ci sarò, anche quest'anno! Qui il link dell'iniziativa


5- Regalami un libro - 1° swap libresco di Zebuk



E non avremmo potuto fare a meno di regalarci un'iniziativa anche noi di Zebuk! Un modo per mantenere i contatti, per parlare un po' di noi, per fare in modo che leggere diventi un modo per scambiarsi opinioni e sensazioni... :)

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... E voi, sì, proprio voi! mi aiutate in questa ricerca di 'sforzi' per promuovere la lettura? Se avete notizie di qualche nuova idea, se la vostra biblioteca organizza incontri di lettura o prestiti 'particolari', se avete trovato qualche link interessante che parla di libri e di lettura... postatelo qui e Diamo Una Mano alla Lettura, tutti insieme!

Se poi siete appassionati come noi di libri e letture, fate un salto su Zebuk, venite a trovarci sul Forum e partecipate alle discussioni oppure proponeteci la vostra lettura preferita!

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

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Il Vizio di Leggere

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Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

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... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...