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mercoledì 11 marzo 2020

Nove marzo duemilaventi

Nove marzo duemilaventi

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.

E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere -
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora -
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

(da Doppiozero.com)

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Nove marzo duemilaventi. Seduta sul lettone con tutta la famiglia, gatto compreso, dicevo ai miei figli - e anche un po' a me stessa - che stavamo vivendo un momento storico: la scuola in digitale, con loro che si mostrano così agili col computer e con lo scaricare file e linkare cose, la vita nuova, diversa, a cui tutti quanti dobbiamo imparare ad abituarci, i contatti che non possono essere più fisici e devono puntare sulla qualità delle parole, a distanza. Dal giorno dopo, dal 10 marzo sarebbe cambiato il mondo. Il nostro modo di vedere, di sentire, di pensare. A volte ci vogliono bastonate per rimettersi in riga, è brutto da dire ma a volte è vero. Io per prima ogni tanto ho bisogno di una sgridata per riprendere la via.
Viviamo ogni istante della nostra vita. Viviamolo intensamente. E quando finalmente tutto sarà passato ne avremo guadagnato in consapevolezza. In passione. In presenza.

Poco altro da dire, molto da pensare.

Un abbraccio
- virtuale -
a tutti.
Silvia

lunedì 14 dicembre 2015

Pensieri di Natale

Che bello, un bel post sui regali da fare a Natale!
Anzi no, un post di alta meditazione trascendentale...
Anzi no, un post che parla di altalene di emozioni.
È quello che capita in questo periodo al CircoloVizioso, tra bimbi che si ammalano, mamme che si barcamenano tra mille iniziative, gente che dovrebbe guadagnare di più per stare serena e ragazzi che a quanto pare sono così poco contenti della loro vita che provano a fare i grandi usando la violenza.
E così passi da una mattina felice, perché tuo figlio ti ha guardato mentre facevi finta di dormire e ti ha accarezzato la guancia con quella sua manina, ad un pomeriggio da incubo quando scopri un altro terribile episodio di bullismo vicino casa.

Cerchi soluzioni, risposte, motivi e non ne trovi.
Vorresti spaccare il mondo e ti senti affondare sempre di più.
Perché intorno i commenti sembrano essere tutti uno solo: non c'è niente da fare, si peggiora sempre più, non si può più uscire di casa, ormai il mondo va così.

E io però non ci sto, non riesco proprio ad accettare che non si possa fare niente per combattere tutto questo, non riesco a credere che gli adolescenti di oggi non abbiano lo stesso cuore che avevamo noi quando lo eravamo, non posso accettare che facciano quello che facciano perché "sono annoiati", o perché così si sentono più accettati dal gruppo.

Proprio no.
E la rabbia che mi prende devo trovare come incanalarla verso un giusto obiettivo. Faremo qualcosa, perché non ci stiamo a continuare verso questo baratro, lo faremo unendo le forze di tutti i genitori che hanno capito che il problema sta anche in noi.

lunedì 5 gennaio 2015

Barattoli di felicità

Barattoli di felicità
Volo sfarfallando leggera tra i post di questi primi giorni dell'anno e trovo Rossella Grenci e il suo vecchio progetto di un Barattolo della Felicità
Leggo con piacere che sta pensando di riproporlo anche quest'anno e io voto per il sì: segnare e ricordare piccoli momenti di felicità, per me, lo sapete, è una questione fondamentale!
Lo faccio da qualche anno a questa parte con l'Happy Week Journal, che in un primo tempo era un appuntamento "pubblico" mentre nell'ultimo periodo - complice la mia evidente mancanza di organizzazione, oltre che la volontà egoista di conservare solo per me certe piccole felicità - è diventato un fatto privato, con qualche accenno ogni tanto.

Ora, questa Happiness Jar mi gira e rigira per la testa, mi scopro a giocare con la mente e la incastro come in un tangram con i sassolini del mio Non-Progetto e... ecco: ho preso una decisione (e non è cosa da poco in questo periodo, quella di sentirmi così decisa e convinta di qualcosa). 
Ho deciso che su questo blog, quest'anno, non posterò il mio Happy Week Journal 2015 - perché è davvero troppo MIO, quest'anno, per renderlo pubblico - ma tutti i piccoli pensieri felici che mi salteranno in testa li metterò in un barattolo virtuale, dove saranno raccolti anche tanti e tanti dei pensieri felici che ci sono stati da quando il blog ha aperto i battenti. Sto già lavorando al barattolo e alla sua etichetta, li vedrete presto. La felicità mette in moto la mente più di ogni altra cosa al mondo, lo sapete? ;)


Questa la mia tecnica, quest'anno, questo il mio primo Non-Progetto per il 2015.

Insomma, la regola numero cinque del Non-Progetto è questa: provate a trovare anche voi la vostra tecnica per raccogliere Felicità, provate a raccogliere sassolini da mettere nel vostro barattolo: provate a guardare qui e qui e qui e qui, da chi ha inventato forse questa abitudine, e anche qui e qui e lasciatevi ispirare!

Regola numero cinque: Trovate la vostra tecnica!

lunedì 15 dicembre 2014

I vizi, la tristezza e Fabio Volo

Ma tu guarda le cose della vita. Guarda se devo ringraziare proprio uno come lui per questo post! :)
Fabio è uno dei personaggi famosi che mi sta più simpatico: lo ascolto ogni mattina e non riesco a non sorridere alle sue battute, sento la sua voce nel mio cartone preferito e non riesco a non immaginarlo, buffissimo, mentre doppia Po.
Però non chiedetemi di leggere i suoi libri. Non voglio nemmeno provarci. Temo la caduta. E magari mi sbaglio ma preferisco così.

Stamani però Fabio mi ha fatto scoprire una cosa così importante che non posso non parlarne qui: i vizi capitali stanno in qualche modo alla base di questo diario strampalato, nato in una perduta stanza della facoltà di architettura di Firenze, mentre attendevo il mio turno al ricevimento di Composizione Architettonica I. 
E lui stamani mi tira fuori questa storia dei vizi capitali e dell'ottavo vizio, di cui non ricordavo sapevo l'esistenza...
L'elenco dei vizi fu quindi analizzato dal primo Cristianesimo ad opera dei primi monaci, tra cui Evagrio Pontico e Cassiano. A Evagrio si deve la prima classificazione dei vizi capitali, e dei mezzi per combatterli. In particolare, egli individuò otto "spiriti o pensieri malvagi" (logismoi): gola, lussuria, avarizia, ira, tristezza, accidia, vanagloria e superbia. La Tristezza appare come vizio a sé, successivamente accorpata come già effetto di Accidia o di Invidia, stessa cosa accadde per la Vanagloria, accorpata successivamente nell'unico vizio della Superbia. Gli altri vizi sono gli stessi giunti a noi (Ira, Lussuria, Avarizia, Gola), mentre l'Invidia venne aggiunta successivamente. [fonte: Wikipedia]
Un altro segno, un altro sassolino...
Ma da oggi dobbiamo essere allegri! Bando alla tristezza, che ha già troppo riempito le ultime pagine di questo diario:
bandita dal CircoloVizioso, per sempre!

Vabbè che ilCircoloVizioso si impegna ogni giorno, costantemente, a mettere in pratica i suoi vizi, vabbè che dobbiamo mantenere le promesse, vabbè che vabbè ma questo vizio, proprio, che bene e giustamente si sistema tra i vizi capitali, è fra quelli che non riesco proprio a digerire.
Ci sono troppe cose per cui gioire, ci sono troppe meraviglie che meritano di essere ammirate e fatte presenti al mondo intero, c'è un mondo intero là fuori e io non voglio perdermelo!
Lo so, ora qualcuno penserà alle cose belle e in apparenza futili, scritte sotto il periodo natalizio e lo Scrooge che è in ognuno di noi suggerirà di abbandonare la lettura, per le cose vaghe e scontate di cui sto scrivendo. Però pensateci, almeno per un attimo. Pensate alla vostra vita e fatevi un film con tutti gli scatti più emozionanti, quelli più felici, quelli che vi hanno fatto sentire fieri e pieni di gioia. Avete anche voi mille motivi per mettere l'allegria al centro della vostra Vita!
Regola numero quattro: Siate allegri!

martedì 9 dicembre 2014

Il mio non-progetto per la felicità. Ancora riflessioni e una raccolta di sassolini.

Scegli i sassolini giusti per Te!
La mia idea non è cambiata da allora e vorrei raccogliere e appuntare cose lungo questo mio cammino, perché ci sono segni che non vanno persi, sassolini che trovi lungo i tuoi passi e sembra che chiamino proprio te, che ti stiano dicendo: "Vedi? avevi ragione!" oppure no, oppure vogliono indicarti come dovresti aggiustare il tiro per raggiungere quel tuo non progetto. Perché tu la felicità la desideri, altroché, mica vuoi impazzire.
E tutto, allora, in questo tuo Non-Progetto, contribuisce a trovare la giusta via. Un po' come per Pollicino, quella volta che...

Certo che sì. E ancora una volta non sono le cose materiali, la priorità: ci sono i sentimenti, le relazioni.
Ognuno di noi ha tante cose da fare, nella vita. Devi decidere quali sono per te le più importanti.
Quanto siamo disposti ad investire nel miglioramento delle nostre relazioni? Cos'è più importante per noi, il pezzo di carta o il rapporto con qualcuno che ci sta a cuore? O magari il riuscire a sbloccare quella rabbia che non ci permette di essere felici?
Quindi sì, è importante stabilire una serie di priorità, in questo Non-Progetto per la Felicità. E poi seguirle, queste priorità, non lasciarle morire per strada. Scegliere i sassolini giusti per noi.
Io sono quella delle cose ferme alla fermata del tempo che non ho ma ora è proprio arrivato il momento di chiudere alcune delle questioni ancora aperte, dopo tanto tempo. Durante questo viaggio sto raccogliendo i miei sassolini e sto scrivendo nero su bianco delle regole, le mie regole, i miei sassolini: le voglio scrivere perché scrivere è il modo migliore per ricordare. 
Regola numero uno: Aspettare inermi non è una soluzione.
Regola numero due: Meno oggetti Più affetti.
Regola numero tre: Concludere.

Scrivere è il modo migliore per ricordare. E raccogliere sassolini aiuta a non perdere la strada.

venerdì 24 ottobre 2014

Eppure.

morguefile.com
Eppure so che si può uscire fuori da una situazione all'apparenza molto complicata.
So che l'erba nasce anche nei posti più impensati, nonostante tu faccia di tutto per non permetterglielo e che esistono cose all'apparenza impossibili che alla fine si realizzano.
Perché dovrebbe essere diverso per le persone?
Perché per noi umani dovrebbe essere impossibile uscire da quei tunnel che ti bloccano la vita?
Una persona che non conoscevo ha appena ceduto.
Ha mollato, ha abbandonato la sua vita e le persone che le stavano intorno, perché non riusciva più a venirne fuori. Uno di quegli atti che vengono interpretati in tanti modi diversi, chi dice che è un gesto egoista, chi lo capisce e arriva anche a comprenderlo e pensare che magari può succedere anche a lui, a me, a te. Ci pensiamo tutti, prima o poi, a questa cosa, ne siamo tutti coinvolti, in un modo o nell'altro. 
Il fatto è che - oltre ogni definizione e giudizio - questa persona ha mollato. E ci deve volere un gran coraggio per farlo.
Io sono quella sempre ottimista, quella che vede il bello dappertutto, che riesce sempre a dire "dai, troviamo una soluzione", ma quello che è successo mi ha fatto porre un bel po' di domande: come reagirei di fronte ad una situazione di stallo? cosa avrei il coraggio di fare?

Non posso rispondere.
Voglio solo trovare una soluzione.

martedì 8 aprile 2014

Tempo di Cambia-Menti e Giochi di parole

Meditavo.
Lo faccio spesso, ultimamente, più di quanto avrei mai immaginato di saper fare. Sono tempi duri, si cerca di andare avanti rammendando gli strappi e applicando pezze là dove in un altro tempo, al di fuori dell'ora, avresti semplicemente buttato tutto via e ricomprato nuovo.
Si conserva gelosamente tutto quanto può servire per affrontare giorni che potrebbero essere più buii di quanto non lo siano già e c'è un pessimismo diffuso ovunque: bronci di prima mattina, gente che vaga senza sorriso e senza meta, guardando il mondo dallo schermo del cellulare.

Questa crisi sta insegnando tanto. Soprattutto a chi è per carattere aperto ai cambiamenti, soprattutto a chi ha la capacità e la volontà di imparare, sempre, e di far tesoro di ogni insegnamento. Io ad esempio sto imparando a non rimandare più i miei impegni, a sfruttare ogni idea per reinventarmi, e non parlo (solo) di occasioni di lavoro, badate bene. Invece  che "reinventarmi" avrei dovuto scrivere "mettermi in discussione", perché coglie più nel segno ma l'inesattezza la lascio lì, scritta nero su bianco: gli errori, anche piccoli, insegnano più delle opere perfette.

Sto imparando a non buttare via. Le occasioni, soprattutto.

Perché con gli oggetti ho imparato invece a fare il contrario: non li accumulo più, ho fatto decluttering e il vuoto che mi sono trovata intorno si è riempito come per magia di cose ancor più belle degli oggetti di cui mi circondavo; ne avevo già accennato e ora ve lo racconto con la calma che merita.
Tempo fa ho partecipato ad un corso di scrittura creativa. Al nostro tutor - chiamiamolo semplicemente tutor anche se in realtà per definirlo dovremmo tirare in ballo la sua cultura grande così e l'Anima ancor di più - questa definizione, scrittura creativa, sembra non piacere più di tanto e forse ha ragione lui, ma per me è stata l'occasione di crearmi spazio, di crearmi idee nuove, di crearmi amicizie, di crearmi momenti. Quindi sì, parliamo di Scrittura Creativa.
Non vi racconterò quello che ci siamo detti: i corsi di scrittura creativa saranno tutti uguali, più o meno, immagino. Non posso saperlo per certo, dato che è stata la mia prima volta ma di sicuro il programma non l'abbiamo seguito. Di sicuro le persone coinvolte hanno fatto la differenza. Di sicuro in tutti quelli che hanno partecipato c'era una fiamma che Fabrizio ha saputo accendere.

"Tempo di Cambia-Menti", recita il titolo di questo post.

E questo è quello che è stato per me: l'inizio di qualcosa di nuovo, la conferma di un'Amicizia - tra me e la parola scritta, tra me e la mia Amica Lucia -, il tempo per quel cambiamento che mi era necessario per procedere. 
Nasce per questo Giochi di parole, per mettere in atto una parte di quel Cambiamento. Perché quando se ne sente forte il bisogno, quello è il momento giusto per farlo accadere, il nostro personale cambiamento!
Piccoli esercizi creativi, personaggi. Storie, ambienti, situazioni. Sensazioni. Sentimenti.
Cose che, nel tempo, erano rimaste addosso, appiccicate. Gioie e dolori di cui liberarsi per sentirsi più leggere, da condividere e da liberare per continuare il loro cammino con bagagli sempre meno pesanti. 
Per viaggiare leggère.

Questo quello che dovrete aspettarvi da Giochi di parole. Un viaggio leggero, tra le parole. Senza alcuna pretesa se non quella di giocare.
E i Cambia-Menti al CircoloVizioso, sono ancora solo all'inizio...

giovedì 6 febbraio 2014

Febbraio: #lamiaagenda2014



Febbraio è - da qualche anno a questa parte - un mese molto importante per me. Da quando è nata la Piccola Meraviglia, le cose sono parecchio cambiate: la mia vita ha subito tutta una serie di stravolgimenti a partire da quel 22 febbraio 2008.
E poi è arrivato Zebuk, a cui sono così legata, insieme alle ragazze dello staff.
E poi ancora ci si è messo anche il Piccolo Che a rincarare la dose, nascendo il giorno dopo lo Zebuk Day! (a proposito, partecipate anche voi, quest'anno, vero?)

Insomma, gran parte di quello che oggi è importante nella mia vita, accade a febbraio. Per la copertina del mese ho deciso di stampare semplicemente il calendario mensile da un sito, scoperto per caso, e pieno di spunti e cose interessanti.
Così, ogni volta che ne ho voglia e bisogno, posso guardare le belle cose che mi aspettano tutte in una volta: scandire i giorni che mancano ad ogni evento da festeggiare, programmare - perenne ritardataria troppo ottimista quale sono - le cose da fare, preparare, organizzare.
Cielo, è già tardi! C'è un doppio compleanno da organizzare! 
Devo ricordarmi questo e quello e poi anche...
Proprio mentre pensavo a queste cose mi è venuto in aiuto un calendario da tavolo dell'anno passato, sapete quei calendari commerciali? Alcuni hanno immagini e colori davvero stuzzicanti: questo azzurro e questi cerchi a mano quasi libera mi hanno fatto venire in mente i vecchi "enso" che avevo preso a fare in un certo periodo della mia vita. Mi son sembrati perfetti per far da copertina alle pagine degli scarabocchi e degli appunti da prendere al volo, che di solito segno su foglietti (e che sempre di solito vanno irrimediabilmente persi...).

N.B.: avrete sicuramente notato che il carattere fondamentale di questa mia agenda 2014 non è certo il fatto di essere tutta coordinata e tutta sullo stesso stile. Non mi giustifico: quest'anno voglio che tutto segua l'istinto del momento, l'ispirazione istantanea che arriva magari da un ritaglio di giornale. 
Che tu possa sempre scegliere liberamente la direzione del tuo sguardo.
C'è bisogno di creatività, di fantasia, di non vivere incanalati in giornate tutte uguali e già in parte scritte, da qualcun altro. C'è bisogno di... :)
***
Suggerimento 03: Freebies
Il calendario stampabile, e non solo quello, lo trovate su Design is Yay!
Bello quando c'è condivisione, bello quando le persone mettono (e si mettono) a disposizione degli altri strumenti, idee, parole, commenti...

martedì 21 gennaio 2014

Gennaio: #lamiaagenda2014



Nel 2013 ho compiuto i fatidici 40 anni. Li ho festeggiati alla mia maniera, ma ancora non è detto che sia finita (chi sa se non ci scappa una festa, prima che arrivino i 41?)
Mi sono regalata cose minuscole, senza valore economico ma piene di significati solo miei.

Quest'agenda, la mia agenda, è una di quelle cose. Per il nuovo anno ho voluto regalare a quella piccola donna che è in me quello che nessuno - pur con tutti i soldi del mondo - ti può regalare, il migliore augurio che si possa fare ad una donna* (* ma non solo ad una donna, diciamocelo: tutti hanno diritto ad essere "coloro che vogliono essere"...).
Per farmi questo regalo ho colto al volo le parole di Sybille KramerVe le riporto per semplicità ma andate a leggerle sul suo post, ne capirete tutti i significati profondi...
Che nelle tue giornate splenda sempre il sole.
Che tu possa sempre scegliere liberamente la direzione del tuo sguardo. 
Che tu possa agire in autonomia e con propria responsabilità. 
Che tu abbia sempre a disposizione tutto lo spazio che serve per correre e saltare come piace a te. 
Che tu possa trovare supporto e sostegno durante tutti i percorsi che intraprendi. 
Che tu possa provare entusiasmo e gioia e ottenere saggezza. 
Che la forza della femminilità ti sia sempre accanto con ispirazione, sostegno, protezione. 
Che tu non perda mai di vista la tua stella. 
Che le tue radici ti diano la forza e il coraggio di scoprire il mondo senza paure e senza dubbi. 
Sii colei che vuoi essere!
Eccole, le parole di Sybille, un'artista stupenda, che sa creare immagini meravigliose, sia con le parole che con le matite: andate a darle un'occhiata e troverete solo bellezza. 
Da quando ho letto il suo post ho pensato e ripensato a queste parole e le ho fatte mie, così fortemente convinta della loro importanza da farle diventare il tema conduttore di questo nuovo anno: 
Sii colei che vuoi essere,
sempre!

Gennaio apre allora con questo augurio, che porterò sempre con me e che faccio anche a voi. 


Il modo migliore per cominciare un nuovo anno, che dovrà essere - per tutti - di rinascita e di ripresa, in tutti i campi. E il modo migliore per ripensare a quella donna-albero di cui si parlava un po' di tempo fa...



Suggerimento 02: creatività
Sybille è un'artista piena di fantasia e con tanti, tantissimi progetti. Di lei mi piace la creatività e la volontà di mettere la sua arte a disposizione di tutti quanti. Per non parlare del gioco... :)

p.s.: ho aggiornato il post, erano scomparse frasi che avevo messo e non trovavo più... 

lunedì 30 dicembre 2013

I nostri auguri e un nuovo progetto: #lamiaagenda2014





Ho sempre amato le agende, i diari e quella magia fantastica che si attua nel momento in cui volti la prima pagina della tua nuova agenda, a cui assegni il compito di accompagnarti per un anno intero con le sue pagine bianche, illustrate, scarabocchiate, o come vuoi tu.
Le ho sempre scelte per il contenuto soprattutto ma anche per la copertina. Spesso sono state smemo, molto spesso. Ai tempi dell'università poi ne avevo una con la custodia metallica, dorata, con le tasche per i biglietti da visita che faceva molto figo e che ricaricavo ogni anno con le nuove pagine, anonime e bianche ma che a fine anno vivevano di vita propria.
E dal mio primo diario, quello della prima elementare, se ne stanno tutte lì, conservate di nascosto da tutto e da tutti. Pezzi di vita che ogni tanto amo rileggere. Piccoli scrapbook che nemmeno sapevo di costruire, giorno per giorno, avventura dopo avventura.


Negli anni scorsi non ho più trovato quello che faceva per me, quella che entrava nelle mie corde, non nelle librerie dove di solito mi fornisco. E sono approdata al web. Due anni fa mi sono stampata e fatta rilegare una bellissima agenda illustrata da un sacco di artiste e blogger (c'era anche la mia Tatti tra loro!), l'anno scorso ho utilizzato un servizio online con cui puoi personalizzare la copertina e poco più.
Mi è piaciuta la possibilità di farla ancora più mia e quest'anno, complice la volontà di spendere ancora meno del solito...

Quest'anno l'agenda me la faccio da sola!
Ci metto quello che voglio io, ci scrivo quello che dico io, 
ci stampo e ci appiccico quello che faccio io.


E questa decisione diventa un progetto. Che è frutto di un periodo di alleggerimento e di messa in ordine generale (ne riparleremo presto). E che serve anche a volersi un po' più bene e a conquistare tempo per me.

Si chiama #lamiaagenda2014.
Sarà un appuntamento mensile, con le copertine e le pagine fatte da me, prese, copiate, strappate, stampate, colorate... ci saranno i link agli articoli che mi hanno ispirata e un sacco di altro. Spunti, riflessioni e un parziale matrimonio con #menostresspiùfarfalle, che è diventato un rito di cui non posso più fare a meno.

Ogni mese sarà dedicato ad un argomento, a un pensiero, a un'immagine, a una domanda, un po' come si fa nell'Happy Week Art Journal: schizzi, immagini appiccicate (strappate da riviste e volantini pubblicitari), disegni copiati dai fumetti, frasi e scarabocchi, magari foto. 
E pagine bianche, dedicate ai miei piccoli (avete presente quando aspettate dal dottore e non arriva mai il vostro turno? e loro si lamentano che vogliono scrivere? ecco che si apre l'agenda e... voilà, spazio alla fantasia!)
E poi gli appunti e gli appuntamenti, le date e i compleanni da ricordare
E qualche ricetta rubata, anche, ce la vogliamo mettere? :)

Insomma, sarà un gran bel guazzabuglio, ma sarà mio, assolutamente mio!


Vi lascio con questa immagine e con questa frase, fondamentale (rubata da qualche rivista, anche questa, sì. Non chiedetemi da quale, però...):
Volersi bene. E' questo il segreto.
Ultimamente questo è un bisogno che sento sempre più forte, non so voi ma il tempo e la cura da dedicare a me stessa sono sempre più in calo. Un bisogno che condivido con molte amiche, con cui ho avuto begli scambi di opinioni. 
Anche da questi spunti di riflessione è nato questo progetto e voglio ringraziare - lei sa che parlo proprio di lei - chi ha saputo riassumere in poche parole quello che io avevo descritto con un lunghissimo racconto: grazie a te, che mi hai aiutato a ritrovare la forma giusta!

A voi auguro, a nome di tutto il CircoloVizioso, un 2014 pieno zeppo di Amore. Soprattutto per la vostra Anima ed il vostro Cuore!

***

Suggerimento 01: sketches

Un primo suggerimento per le ispirazioni lo trovate qui, è un meraviglioso contenitore di schemi di impaginazione e non solo: studiocalico.

domenica 15 gennaio 2012

Meno stress più farfalle! - il mio Happy Week Art Journal 2012


MENO STRESS PIU' FARFALLE: sono troppo belle queste parole per non farle diventare qualcosa di più di  "semplici parole"!
Quando l'ho letto qui*, questo slogan, dalla mia cara Lizzy (fonte d'infinita ammirazione ogni volta che passo da lei, che mi lascia continuamente senza parole quando fotografa, quando scrappa, quando crea...) mi sono subito resa conto di quanto sia importante e necessario tutto quello che sta dietro a queste quattro parole. Di quanto sia importante alleggerire la mente e farsi meno problemi nella vita, dato che tanto ci pensano gli altri a crearcene già parecchi...
* Poi - ciacciando con Lizzy ;) - scopro che queste sono le testuali parole usate in una canzone della Bandabardò, doverosa la loro citazione! ;): Manifesto

E allora, nel nuovo CircoloVizioso, tutto rinnovato e messo a lucido, ci sarà un tempo anche per questo, oltre al tempo per i pensieri positivi: tempo per le farfalle che danno leggerezza alla vita e tempo per questo scrap che tanto mi piace ma che non riesco mai a tramutare in carta scritta e stampata e disegnata, con aggeggini e ghirigori 'reali', fili di lana e pezzetti di ricordi, carte dei cioccolatini e bigliettini scritti col cuore...

Anche perché ora che le Civette ci hanno salutato (ma so che continueranno ad esserci, anche se in modo un po' diverso...) sono certa che mi mancherà l'appuntamento con le loro "parole": ho tenuto fede solo in parte all'impegno che mi ero presa, e ho appuntato ogni giorno il mio pensiero felice, solo che poi non sono stata capace di trovare il tempo materiale di trasformare e fotografare e scaricare le pagine per l'Happy Week Art Journal... mea culpa, mea culpa... ma l'intento di questo 2012 sarà anche quello di continuare questa bellissima tradizione del pensiero felice di ogni giorno.
Perché mi ha fatto tanto bene al cuore. E perché mi ha portato tanta gioia trovare quei tre secondi per appuntare, scrivere, scarabocchiare ogni giorno "l'attimo" che mi aveva fatto sorridere...


Quest'anno allora ripeterò l'esperienza dell'Happy Week Art Journal 2011 in solitaria, con un manifesto in versione "personalizzata", nell'Happy Week Art Journal 2012:

"Meno stress più farfalle" sarà il suo titolo,
sarà un diario settimanale, che avrà tanto di copertina (che magari, conoscendomi, riuscirò a postare solo a fine anno, chissà...),
e ogni settimana un sottotitolo, dato più che altro dall'ispirazione del momento (una frase che trovo in giro, una parola detta da qualcuno, un'immagine che cattura lo sguardo...),


... il tutto con un solo fine: riuscire anche quest'anno a scrivere, e/o a materializzare in una qualsiasi altra forma, almeno un pensiero felice al giorno, alleggerire l'anima, far svolazzare quelle farfalle ancora chiuse nel cuore...


Non è ancora ben chiaro quanto riuscirò a fotografare e a postare, di questo art-journal de' no'altri (dato che non sono certo un'artista, in questo campo!), ma ci metterò tutto l'impegno che posso!


Nel frattempo ho già iniziato a prendere appunti. Questo post sarà un piccolo promemoria, per chi vorrà seguire quest'avventura (o magari anche prendere spunto per tenere il suo personale diario felice... anzi, se vorrete farlo davvero, fatemelo sapere, vi seguirò volentieri!):


SETTIMANA 1 (dall'1/1 al 7/1):
   IL NOSTRO PERSONALE E UNICO FIOCCO DI NEVE
SETTIMANA 2 (dall'8/1 al 14/1):
   BUONA VITA
SETTIMANA 3 (dal 15/1 al 21/1):
   LOVE WHOOOO YOU ARE!
SETTIMANA 4 (dal 22/1 al 28/1):
   I PESCI NON SI ARRAMPICANO SUGLI ALBERI!
SETTIMANA 5 (dal 29/1 al 4/2):
   EQUILIBRIO
SETTIMANA 6 (dal 5/2 all'11/2):
   TUTT'INTORNO AL MIO OMBELICO




giovedì 5 gennaio 2012

Vecchi tempi... ripensando al passato con gli occhi al futuro

Anno Nuovo Vita Nuova, dice il vecchio adagio.
E quest'anno una Vita Nuova si promette davvero... :)



Be', prendetela così: per festeggiare questa Vita Nuova che già vive, il CircoloVizioso ha deciso di ripensare un po' ai vecchi tempi, quelli che sono belli e andati già da un po'.
Quelli che ricordiamo sempre nei momenti difficili, perché - positivi o negativi che siano stati - ci hanno insegnato qualcosa di buono.

Il 2012 sarà per noi un anno da condividere, impegnativo al massimo tra gioie, complicazioni, idee, progetti, conclusioni, nuovi inizi, cose ancora da fare e cose finalmente portate a termine.
Sarà bello passarlo tutti insieme, con voi che da qualche anno siete con noi ogni giorno. E sarà ancora più bello se anche voi vorrete condividere con noi i vostri momenti del passato: gli oggetti, i pensieri, le atmosfere che avete vissuto e che in qualche modo vi hanno insegnato qualcosa, vi hanno dato una spinta ad andare avanti e a migliorare.

Un modo per darci ogni giorno un pensiero positivo in più, per aiutarci, in una sorta di self-help, ad affrontare le difficoltà ed i momenti di sfiducia. Che ci saranno, ne sono certa, ma che riusciremo a contrastare. 
Sono certa anche di questo.

E allora, ogni settimana (ma non fidatevi di una come me, chissà se riuscirò in questo intento...) ci sarà un nuovo appuntamento con "Vecchi tempi" e con i nostri ricordi del passato: dalle canzoni, ai racconti, alle storielle da ridere, ai giochi di un tempo, alle serate passate a raccontare le pene d'amore a quei poveri diari, riempiti di lacrime e sospiri...
Ma rimarremo sempre, però, con gli occhi proiettati verso il futuro: quindi con un significato, una frase, una lezione, un insegnamento, un'indicazione a cui questo ricordo può essere legato.

Chi ci seguirà?
***
Hanno ripensato ai Vecchi Tempi insieme a noi:


- La CivettaMarisa, con Il furto della figurina mancante
- Leucosia, con The cookie carnival
- La CivettaMarisa, con Il lamento degli squallor
Leucosia, con La luce buona delle stelle




Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

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Il Vizio di Leggere

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Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

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... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...