a percepire il gusto degli odori e riconoscere i profumi offerti dalla natura
Oggi prepariamo il pesto.
Raccogliamo le foglie di basilico una a una di mattina presto, approfittando di una strana sveglia molto anticipata, le puliamo leggermente, le mettiamo nel mortaio di nonna.Ci piace tanto questo rito del raccogliere, e allora scopriamo che nel prato dietro casa sono cresciute delle piantine di portulaca (perché non trasformare in pesto anche lei?), che i vasi accuratamente annaffiati hanno regalato una quantità impressionante di menta - che mamma e papà usano per il mojito e noi per il the freddo, però siamo curiosi di scoprire questa ricetta qui -, che la salvia ha un profumo buonissimo e quando la assaggiamo fritta è uno spettacolo, però vogliamo mettere via un po' per preparare questi biscotti che devono essere buonissimi e profumatissimi!
Visto che ci siamo raccogliamo anche rosmarino, timo e origano fresco, così prepariamo il Salcondito del CircoloVizioso, che è già finito. Le mani profumano di buono, sembra di averle infilate nell'arrosto di nonna...Poi arriva la vicina coi suoi profumi armeni, ci racconta del basilico nero e della cucina fatta di erbe fresche, tante. Porta con sé il pane, preparato dalla mamma, lo apre: è un grande foglio, quasi un lenzuolo. Il suo profumo ci apre il cuore.
Parliamo di luoghi lontani e andiamo a cercarli sul mappamondo, ascoltiamo i ricordi, annusiamo l'aria e sentiamo profumo di pulito, di purezza, di storia.
Assaggiamo il pane, lo proviamo con tanti diversi condimenti, lo finiamo tutto, in un caleidoscopio di profumi e sapori e parole e suoni.
Il pesto è pronto, il mortaio sprigiona un'aroma invitante, i profumi si trasformano in sapori come fossero musica, lentamente e dolcemente, senza strappi.Andremo ancora a raccogliere erbe, magari ci faremo accompagnare dalla signora che conosce "gli erbi dei campi", quelli che servono per la torta coi becchi, ci saranno ancora profumo e sapore e musica e storie da ascoltare!

