martedì 1 settembre 2015

Rientro dalle vacanze senza stress: le mie tre cose (che aiutano a partire con il piede giusto)

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Ispiratissima da questo post delle Pecionate (sì, le bustine di Ikea le adoro anch'io!), procedo come una brava scolaretta a eseguire il compito che mi sono autoaffidata. :)

Primo settembre.
Dai, lo sappiamo tutti che questo è il vero inizio dell'anno
  • finite le vacanze (e però c'è anche chi le inizia proprio ora*),
  • ricominciato il lavoro, 
  • stiamo avvistando l'inizio della scuola e siamo tutti più felici
e blablabla e via dicendo.

Parlare delle tre cose che quest'anno mi hanno aiutato a partire col piede giusto è relativamente semplice: sono piccole piccole - e questo spesso significa che hanno un mondo enorme intorno da descrivere!

1) il silenzio. Lo sapete voi quanto sia rilassante il silenzio? sì che lo sapete! Avete provato anche voi una casa stracolma di bambini (e di adulti!) chiacchieroni e pieni di energia, quest'estate. Avete provato anche voi quel momento in cui tutti si siedono a tavola e attendono pazienti (pazienti???) il loro pasto, che tarda ad arrivare di qualche secondo. Avete provato anche voi l'emozione del settembre lucchese che sta per iniziare e le giostre e le manifestazioni e la processione e la luminara e mamma quest'anno andiamo a vedere il tiro alla forma!
Ecco, il mio ritorno in ufficio ha avuto come accompagnamento un solo, unico, ininterrotto silenzio. Neanche la radio accesa, per dire. Solo il ticchettio sommesso delle dita sulla tastiera. SPLENDIDO!

2) le nuove infradito. Quest'anno sarà dura riinfilare i piedi nelle scarpe. Sarà durissima. Vedo un futuro nero per quegli anfibi di cui ero convintissima l'anno scorso! :)
Tutto merito di un paio di infradito con un po' di zeppa (signoramia, sa l'età, c'è bisogno di tenere il talone un po' rialzato, che con quei sandali piatti piatti che mi piacciono tanto fan male le gambe, signoramia!) che ho comprato coi saldi e da quel momento non ho più tolto dai piedi. E io che le avevo prese solo per casa. (Sì, perché io sono di quelle che appena arrivano in casa si tolgono le scarpe, sì! Perché, voi no?)

3) il colore della camera dei piccoli. L'abbiamo scelto insieme a loro, con quella invitante mazzetta dei colori (no ma quanto sono belle quelle mazzette con tutti i colori dell'arcobaleno? ditemi che non sono l'unica a esserne così affascinata!) che ti prestano i colorifici per decidere - tra millantamila sfumature d'infinito - il colore giusto per te e la tua vita, ma stasera me la riporti che ne ho una sola! 
E come fai tra tutti quanti a trovare proprio quello giusto? Come?
Mamma, ci voglio il cielo grande nella mia camera, sì mamma però voglio anche un prato e l'arcobaleno e gli uccellini e mamma, perché non ci disegnamo anche una casa? con l'albero e le mele?
E va bene, allora partiamo con un bell'azzurro cielo, che è anche riposante, si sa mai che vi rilassiate un po'.

Silenzio. 
Ancora un po' di silenzio. 
Quasi quasi torno in ufficio.

* a pensarci bene vorrei non finirle mai, quest'anno, le vacanze: sono state proprio come le sognavo! N.B.: questa riflessione merita un post, mettere in programma! 

giovedì 27 agosto 2015

Summer manifesto 2015. Puntata n°4

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ah,  i fumetti!

Il diritto al dialogo
ad ascoltare e poter prendere la parola, ad interloquire e dialogare

Un'estate all'insegna del detox: niente televisione, niente telefono, niente nintendo, niente tablet, niente rete. 
Non eravamo connessi col mondo ma lo siamo stati - moltissimo - tra di noi. 
E è stata una bella scoperta, soprattutto per i piccoli di casa, così abituati ad accendere finestre ovunque e a osservare un po' meno il mondo reale che ci circonda. 
A dire il vero non siamo mai stati troppo tecnologici nemmeno a casa, nel quotidiano, ma ammetto che ultimamente soffro di una forte allergia a tutto quello che si trasmette attraverso gli schermi. E allora tutto il tempo che non posso dedicare al materiale, al toccare con mano, al fare reale mi sembra tempo in parte sprecato.

Abbiamo parlato tanto, quest'estate. A volte, lo ammetto: avrei voluto azzerare il volume e godermi il silenzio dei luoghi deserti che abbiamo trovato sul nostro cammino, ma ho resistito e ho ascoltato. E ho scoperto di avere figli che sanno dialogare, che hanno voglia di scoprire e bisogno - forte - di sapere. Dialogare è qualcosa di più che il semplice chiedere e rispondere, dialogare significa saper ascoltare (ringrazio Dio di averglielo saputo insegnare!), saper usare e scegliere le parole giuste, saper rispettare i tempi, rispettare le idee degli altri e le loro parole, anche quando disturbano. Dirglielo, gentilmente. Dialogare significa saper vivere con gli altri.
Passare due settimane in otto, sempre insieme, con quattro bambini tra i tre e gli otto anni, è stata un'esperienza importante per tutti, fondamentale per i bambini: imparare a rispettare i tempi propri e degli altri, a mantenere i propri spazi, ad aspettare il proprio turno per parlare. Lezioni che ogni tanto dobbiamo ripassare anche noi adulti. 

Tempo per vivere insieme che abbiamo sfruttato per conoscere, scoprire, imparare una nuova lingua, assaggiare una cultura ricca e poco conosciuta, dialogando tra noi e con chi abbiamo incontrato sulla nostra strada.

martedì 11 agosto 2015

Detox

2 commenti:
Soli, qui
Tempo per ritrovar se stessi.
Tempo tra tante persone, grande famiglia che ama stare insieme senza fronzoli e smancerie, pane e salame e tanto ridere.
Tempo tra i monti e nel mare, tempo in compagnia. Tempo per guardare colori che sfumano in altri, schiuma che ribolle e vento, sassi neri che sembrano vulcano, forme d'acqua e aria, vita che sconvolge, pensieri lontani che si avvicinano.
Tempo per assaggiare frutti, respirare mare, lanciarsi nel vuoto da lassù, coi brividi per l'aria fredda e l'acqua gelata, tempo sotto il sole dei sentieri da fare a piedi e quegli occhi grandi che ti lasciano passare guardandoti placidi. Tempo sulla sabbia bianca e nella roccia rossa, tra i soldati in divisa, i camerieri in livrea, i secoli di storia che vivono davanti ai tuoi occhi, ancora ancora ancora.
Tempo dove avete già dormito, dove avete ascoltato i lupi la notte dal velo della tenda, dove vi siete baciati tantotantotanto e avete riso e sognato e bevuto ogni sera. Tempo dove la notte arriva più tardi e la mattina ti svegliano le onde.
Tempo per stupirsi a ogni curva, tempo per cercare dall'alto il posto giusto, per scoprire che non sempre è giusto programmare, che a volte spesso è bello affidarsi al caso. Tempo per insegnare a cercare le cose belle ovunque, per ridere senza motivo, per diventare grandi.
Tempo per conoscere nuove cose, come ogni volta che partite. Tempo per stare insieme, tempo per vivere d'amore e acqua e vento, tempo per scalare una montagna e tuffarsi nell'acqua profonda.
Tempo, insieme.

Torniamo, prima o poi.

mercoledì 5 agosto 2015

Summer Manifesto. Puntata n° 3

6 commenti:

morguefile.com


Il diritto agli odori
a percepire il gusto degli odori e riconoscere i profumi offerti dalla natura

Oggi prepariamo il pesto.
Raccogliamo le foglie di basilico una a una di mattina presto, approfittando di una strana sveglia molto anticipata, le puliamo leggermente, le mettiamo nel mortaio di nonna.
Ci piace tanto questo rito del raccogliere, e allora scopriamo che nel prato dietro casa sono cresciute delle piantine di portulaca (perché non trasformare in pesto anche lei?), che i vasi accuratamente annaffiati hanno regalato una quantità impressionante di menta - che mamma e papà usano per il mojito e noi per il the freddo, però siamo curiosi di scoprire questa ricetta qui -, che la salvia ha un profumo buonissimo e quando la assaggiamo fritta è uno spettacolo, però vogliamo mettere via un po' per preparare questi biscotti che devono essere buonissimi e profumatissimi!
Visto che ci siamo raccogliamo anche rosmarino, timo e origano fresco, così prepariamo il Salcondito del CircoloVizioso, che è già finito. Le mani profumano di buono, sembra di averle infilate nell'arrosto di nonna...
Poi arriva la vicina coi suoi profumi armeni, ci racconta del basilico nero e della cucina fatta di erbe fresche, tante. Porta con sé il pane, preparato dalla mamma, lo apre: è un grande foglio, quasi un lenzuolo. Il suo profumo ci apre il cuore.
Parliamo di luoghi lontani e andiamo a cercarli sul mappamondo, ascoltiamo i ricordi, annusiamo l'aria e sentiamo profumo di pulito, di purezza, di storia.
Assaggiamo il pane, lo proviamo con tanti diversi condimenti, lo finiamo tutto, in un caleidoscopio di profumi e sapori e parole e suoni.
Il pesto è pronto, il mortaio sprigiona un'aroma invitante, i profumi si trasformano in sapori come fossero musica, lentamente e dolcemente, senza strappi.
Andremo ancora a raccogliere erbe, magari ci faremo accompagnare dalla signora che conosce "gli erbi dei campi", quelli che servono per la torta coi becchi, ci saranno ancora profumo e sapore e musica e storie da ascoltare!

lunedì 27 luglio 2015

Oggi

2 commenti:
Risveglio lento, stamani. Mani informicolite, gonfie e doloranti. Eppure il caldo è calato, la pioggia è venuta in nostro soccorso e tutto sembra più limpido. Più chiaro.
Apro gli occhi, apro gli occhi, apro gli occhi.
UgoTre reclama la prima dose di gamberetti, io apro gli occhi e mi preparo un caffè nel silenzio. Intanto apro il reader - come cambiano le cose, poco tempo fa avrei scritto "apro il libro" senza alcun dubbio, ora accumulo pagine e pagine senza problemi di spazio e mi regalo solo quelle pagine di carta per cui vale la pena perdere spazio e aria. Questo concetto andrà approfondito, un giorno. Apro il reader e torno a casa di Libero, ragazzo in crescita che mi sta insegnando tanto di me. Sorseggio il caffè e le parole scorrono, è l'ora di andare. Persiane finalmente aperte, perché il mio momento di silenzio lo passo al buio, matita sugli occhi e via.
Un sacco di programmi per oggi.

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

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Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

Il vizio di riflettere
... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...