martedì 13 giugno 2017

Di briciole, di pioggia, di bellezza.

rain

Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza…
L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia.
Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo
(
Frida Kahlo)

Da quanto non ci leggiamo? C'è bisogno di un tempo silenzioso, ancora per un po'.

Intanto colgo frasi, momenti, piccole cose, pezzi di carta, ritagli di stoffa, poesie, immagini, legni sbiancati dal mare. Ne sono felice, mi fanno felice, anche se sono niente, briciole. 
Mi piace vederle lì e poi ritrovarle, magari dopo tanto tempo archiviarle, ricomporle. Chissà se queste briciole, seguendole passo passo, alla fine porteranno in qualche luogo, chissà.


Queste parole di Frida Kahlo, per esempio, mi hanno colpito forte: da tanto ho in mente di approfondire la sua vita, di saperne di più di lei. 
Quest'estate sarà il momento giusto.

giovedì 4 maggio 2017

Qualcosa per cui vivere

Un soffione
Non giudicare ogni giorno dal raccolto che raccogli,
ma dai semi che pianti.
(Robert Louis Stevenson)

Fa molto pensare, questa frase: in un periodo della mia vita in cui stanno crollando alcune delle mie certezze (di tipo lavorativo, niente di assoluto e irrisolvibile, per fortuna!) mi rendo conto che ci sarà poco da raccogliere per qualche tempo. 
Però sarà un raccolto di qualità. Garantito.
Ho seminato cose preziose per me, ho seguito il cuore, sempre, molto più che della testa. E ho sbagliato, certo, tantissime volte. Ma ogni volta è stato un seminare col cuore, un nutrire di fiducia e amore quelle piccole promesse future.

"Il Sankalpa (che in sanscrito significa “intenzione”) è come un seme che possiamo piantare nel nostro cuore e poi innaffiare con cura essendo certi che, anche se esteriormente non vediamo nulla (almeno nella fase iniziale), continuando a curarlo con costanza, amore e dedizione, lo vedremo germogliare"

Tempo fa Claudia Porta ha parlato di Sankalpa. Io da allora ho cercato il mio, aspettando, ascoltando, meditando, osservando, senza però trovarne, per un bel po' di tempo, uno che davvero risuonasse forte in me. E si sa, senza una pratica costante e convinta, certe buone abitudini tendono a perdersi per strada, rischiano di essere dimenticate nella frenesia del quotidiano.
Un giorno però, un giorno qualsiasi, senza che fosse successo nulla di particolare o notevole, almeno in apparenza, ho iniziato a notare alcune cose che si ripetevano e mi si riproponevano in continuo, ho sentito sorgere dal profondo certe domande, mie solo mie. Allora mi sono ricordata di Claudia e del Sankalpa. E ho ricominciato a cercarlo, ad ascoltarmi.

"Qualcosa per cui vivere"
(oppure)
"Una ragione per svegliarsi al mattino"

Ieri poi ho letto da Catia questa cosa qui: Ikigai. Che mi sembra un concetto molto affine a quello del Sankalpa. E allora basta fare due più due per rimettere in moto il cuore e la testa, nella ricerca del seme giusto da piantare, in questo momento:

"Contrariamente al desiderio di cambiare noi stessi per piacere agli altri, il sankalpa è un’aspirazione che viene dal profondo ed esprime ciò che – in fondo – siamo già. Esprime la nostra realtà interiore, ignorata al punto da andare (quasi) perduta. Quando il sankalpa affiora nella nostra mente, è perché abbiamo in noi tutti gli strumenti per realizzarlo. Ricorda, nel formulare la [tua] affermazione, che possiedi già tutte le qualità necessarie alla sua realizzazione"

Il mio Ikigai, il mio Sankalpa, stanno finalmente affiorando. Ho deciso finalmente di imparare a curarli, a custodirli e a farli crescere, annaffiandoli con amore e attenzione, nutrendoli della costanza e della cura di cui hanno bisogno le cose preziose.
Sono convinta che anche voi, se vi impegnate per qualche minuto ogni giorno ad ascoltarvi, ad ascoltare il vostro cuore, potete trovare quella parola, quella frase preziosa, da accudire, custodire, curare e far crescere insieme a voi.

mercoledì 22 marzo 2017

La Giornata Mondiale dell'Acqua. Pensieri, giochi e avventure



Poco tempo fa ho letto questo post di Voglio una mela blu. Mi è piaciuto il suo pensiero, mi è piaciuto lo spunto di riflessione sui temi dell'acqua e del nostro modo di usarla e sfruttarla e mi sono messa in mente di parlarne con i bambini, di avventurarci sui luoghi dell'acqua e di capire cosa possiamo/dobbiamo fare per aiutare la Natura e salvaguardare il dono più prezioso che abbiamo ricevuto: la nostra Terra.


71% di ACQUA!

Oggi, 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell'Acqua. Come possiamo parlarne con i nostri figli? Cosa fare, cosa dire perché la cura di questo elemento, così vitale, fondamentale, diventi per loro indispensabile?
Qui trovate qualche informazione in più, qui il sito ufficiale di UnWater, il meccanismo di coordinamento, ma il web è pieno di suggerimenti, basta navigare un po' e cercarli in giro!

Conoscere l'acqua

In famiglia cerchiamo da sempre di evitare gli sprechi, aggiustando i rubinetti che perdono, riutilizzando l'acqua usata in cucina per annaffiare le piante, chiudendo la doccia mentre ci insaponiamo (qui un bel po' di consigli per non sprecare acqua)
Ho trovato un vademecum per gli insegnanti, il progetto WET, per "educare i bambini alla risorsa acqua": perché non sfruttarlo anche noi genitori? ci sono diversi giochi da fare insieme, tanti approfondimenti ed esperimenti per stimolare la curiosità dei bimbi e imparare di più anche noi. Ho stampato le pagine che mi ispiravano di più e abbiamo giocato alla Caccia all'acqua, fatto esperimenti con i gambi di sedano, costruito i materiali per ripetere Il viaggio dell'acqua...

Nei giorni scorsi poi abbiamo fatto un giro in biblioteca, come ci piace fare spesso, e abbiamo letto alcuni libri che parlano dell'acqua in modi diversi (su Zebuk potete trovare altri testi da leggere con i bambini, come questo di Emanuela Bussolati o quello di Vanessa Navicelli). Uno che ci avevano regalato tempo fa lo abbiamo ripreso e riascoltato (è accompagnato da un cd, piacevolissimo):



Acqua bell'acqua. 10 storie sul bene più prezioso, Editrice Missionaria Italiana

ACQUA BELL’ACQUA è un libro ideato da ACRA per sensibilizzare i più piccoli sulla necessità di risparmiare e conservare l’acqua. Il libro è accompagnato da un Cd. I testi letterari sono stati scritti da: Pietro Formentini, Laura Fusca, Giancarlo Migliorati, Emanuela Nava, Roberto Piumini, Giusy Quarenghi, Guido Quarzo, Silvia Roncaglia, Bruno Tognolini, Virginia Zamparelli. I disegni sono di: Emanuela Bussolati, Giusy Capizzi, Cristiana Cerretti, Sophie Fatus, Cristiano Lissoni, Giovanni Manna, Lilia Marcucci, Giulia Orecchia, Andrea Valente, Antonio Vincenti. Le voci narranti sono di Enrique Balbontin, Anna Bonel, Lella Costa, Laura Curino, Bano Ferrari, Pietro Formentini, Marina Massironi, Giovanni Storti, Dario Vergassola. Una bellissima raccolta di fiabe, favole e filastrocche sull’acqua che è anche un gesto concreto di solidarietà perché parte del ricavato servirà a finanziare progetti di accesso all’acqua della campagna Qualcuno non se la beve! e in particolare la costruzione di pozzi e infrastrutture idriche che ACRA realizza in Africa e America latina.

Avventure sull'acqua


Il Ponte della Maddalena sul fiume Serchio
Ma l'avventura più bella saranno le passeggiate sul fiume e sui torrenti di cui sono ricche la Piana Lucchese e la vicina Garfagnana: abbiamo cominciato con il fiume Serchio, (continueremo appena le condizioni del tempo ce lo permetteranno, promesso!) per scoprire sassi e natura, guardare la città da un'altra prospettiva, imparare quanto l'acqua possa dare e quanto possa togliere, in poco pochissimo tempo. Per questo dobbiamo averne cura, per questo è importante curarla e rispettarla, in ogni sua forma.

Teatro con l'acqua...?

Ho scoperto anche un testo per uno spettacolo teatrale scritto da Bruno Tognolini (uno degli autori che adoro!). Lo metto da parte e lo leggo, chissà che non ispiri nuove idee e giochi da fare insieme? ;)

Aggiornamenti

Riporto qui i vari spunti che trovo via via, perché quello dell'acqua è davvero un mondo incredibile, da imparare a conoscere meglio.

giovedì 16 marzo 2017

Le domande da farsi, le cosa da FARE.

recycle!

Per avere successo bisogna porsi queste quattro domande:
Perché? Perché no? Perché non io? Perché non adesso?
(James Allen)

Che poi bisogna capire prima di tutto del tipo di successo di cui uno parla. Per me non si tratta di diventare celebrità o di guadagnare immensi capitali, di essere famosi o di poter vivere in un castello.

Si tratta di essere felici di essere sé. Semplicemente.

Si tratta di trovare il coraggio di far di tutto per raggiungere i propri sogni, di mettere in pratica, pur folli che siano, le proprie idee.
Chi di voi non ha mai immaginato di scoprire la formula magica della felicità? Di essere, un giorno, finalmente felice, fiero di aver fatto quello che aveva sempre sognato di fare? Pensateci bene: quel percorso d'immaginazione ha accarezzato ogni volta un vostro sogno, una vostra idea, una cosa a cui avete spesso pensato ma che non avete avuto il coraggio o la forza o l'energia di fare. 

Io credo che sia proprio questa la strada giusta: 

Perché?
Perché no?
Perché non io?
Perché non adesso?

E quindi mettere nero su bianco le idee, stabilire un piano, un percorso in più punti, e FARE. Soprattutto, FARE!

venerdì 3 marzo 2017

Come sconfiggere il deserto dei Tartari

Costruisci una porta!
Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta.

Me lo dico da sempre: se non hai un lavoro che ti piace devi inventartelo. Se non hai l'opportunità di fare e dimostrare le tue capacità, quell'opportunità devi costruirla.
E piano piano, con passetti infinitamente piccoli, mi rendo conto che qualcosa sto facendo. Seguo l'esempio della mia amata Poluchina, ascolto le parole che lascia sulla mia strada, la cerco quando mi sento completamente annientata dalle energie negative delle persone che condividono tratti di strada con me (di gente negativa è pieno il mondo, lo sapevate?), mischio piccoli passi alla vita di tutti i giorni, a quella quotidianità che spesso va stretta perché vorresti scalare mari e monti e invece.
Te ne sei accorto sì
che parti per scalare le montagne
e poi ti fermi al primo ristorante
e non ci pensi più
(La verità, Brunori Sas)
Lo ammetto: la mia maggiore difficoltà è combattere la pigrizia di base che mi ritrovo come bagaglio. Nonostante l'entusiasmo, la spinta che mi fa partire a testa bassa come un Toro, mi capita spesso, troppo spesso, di appoggiarmi per un momento in un luogo comodo, comodissimo, in una gabbia dorata, e di rimanerci poi per troppo tempo.
E infatti questa canzone sulla verità, ormai così famosa, suonata su tutte le radio, mi tormenta da un po'. E il bello è che mi piace, mi piace un sacco, questa canzone. Anche se dice cose di me che mi piacciono un po' meno. Ma accettare la verità è anche un modo per affrontarla e superarla e magari modificarla.

a volte basta una canzone, anche una stupida canzone,
solo una stupida canzone, a ricordarti chi sei“ *

questo Brunori Sas me lo devo studiare meglio, sì...

La cosa più divertente poi è scoprire e rendersi conto di tutti i segnali che arrivano a dirmi:

Svegliati!
È ora!
Devi ripartire!

Per esempio: mi capita di trovare abbandonato su una poltrona della sala d'attesa della mia dentista un Classico di quelli che dico "Eh, prima o poi devo leggerlo!" e se non l'avessi trovato lì magari non lo avrei mai fatto: la mia dentista ha accolto il progetto della biblioteca comunale del mio paese e ha fatto spazio ad uno scaffale di libri a disposizione di chiunque passi di lì. Un BookCrossing che gira per tutto il paese, tra uffici postali, negozi di alimentari, farmacie, boutique. 

Proprio a dirti: sei in coda? stai aspettando il tuo turno? allora leggi!

Di cui - ignorante! - so solo che è un classico da leggere.
Di cui a scuola non abbiamo fatto in tempo a parlare, probabilmente, perché il mio prof era fissatissimo col Novecento e questo classicone non se lo sarebbe fatto scappare, se solo avesse avuto tempo per farcelo leggere.
Di cui mi innamoro fin dalla prima pagina, perché quel Giovanni Drogo che parte presto presto per la Fortezza mi sta un sacco simpatico.
Poi a ogni pagina sento un campanellino che mi avverte del pericolo: quella "abitudine", quella tendenza a rimandare, quell'attesa del momento giusto, della grande occasione... sembro proprio io, a volte. No, spesso. Fin troppo.
Allora macino pagine, con l'ansia di sapere se quella grande occasione arriva oppure no, macino pagine alla ricerca del particolare, della strategia giusta per sconfiggere quel Deserto dei Tartari che Drogo teme tanto e che allo stesso tempo lo affascina. Da lì deve arrivare la Grande Occasione, da lì!

"[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire." (Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati, pag. 47)

Mentre scrivo questo post guardo l'ora, perché non vedo l'ora di continuare a leggere e arrivare alla fine del libro.
Perché quello che voglio è sconfiggere quel deserto, riuscire ad affrontarlo e ad attraversarlo, senza paura che proprio da quella parte arrivi il "pericolo", quella Grande Occasione che tanto temo e che però attendo col fiato sospeso. Solo che non si può aspettare con le mani in mano, rimandando la propria vita a quando "qualcosa succederà".
E allora continuo a costruire porte, sperando facendo tutto il possibile perché da una di quelle porte esca l'opportunità che cerco.

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

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Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

Il vizio di riflettere
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