giovedì 23 giugno 2016

I pesti possibili | Voglia di raccontarsi e profumo di Armenia

Da quando vi ho proposto di raccogliere racconti che riguardino pesti e mortai, sto pensando molto spesso a quanto sia bello e divertente e vitale girare di blog in blog: c'è voglia di condividere, ancora, e di raccontare, nonostante la fretta che impera ovunque.

Nel frattempo leggo un libro di Francesca Sanzo, Panzallaria per gli amici: Narrarsi online. Lei racconta di quanto sia utile - personalmente e professionalmente - imparare l'arte di raccontarsi nel modo giusto, facendo emergere pregi e difetti, nel modo più spontaneo possibile. Come dire che l'onestà paga sempre. Quanta ragione che ha, quanta.
Racconta che la fretta della rete porta a non leggere, a non approfondire, che occorrono messaggi brevi e veloci, che sono le immagini a parlare, nella velocità; che i social sono la piazza e le strade dove incontri gente. Ma Francesca racconta anche che invece il blog è fondamentale, perché quella è la tua casa, il luogo dove vivi, dove scegli gli arredi e i colori, dove ti siedi con una tazza di the fumante e accogli gli amici.

Ecco, gli amici.
Ne ho conosciuti tanti virtuali, tramite queste pagine, alcuni di loro li sento spesso, altri sono diventati miei "soci" e lavoriamo insieme per il piacere e la passione che ci unisce.
Tra gli amici che invece imparo a conoscere ogni giorno di persona c'è una ragazza, una vicina di casa, che ogni volta che si siede alla mia tavola, ogni volta che beve una birra con me, mi racconta la sua Armenia.
C'è una luce nei suoi occhi, una voglia di farmi sentire tutto da vicinissimo, come fossi lì anch'io, come se raccontare tutto a me fosse volare lì e portarmi al mercato ad annusare profumi, camminare nella piazza con le fontane che danzano a ritmo di musica, sedersi a un caffè e tradurre le parole del cantante col vestito tradizionale, visitare in silenzio il memoriale del Genocidio.

Io verso birra e la ascolto, in silenzio.
Mi piace sentirla parlare e non conosco altro modo per accogliere la sua voglia di raccontare: non voglio spezzare l'incantesimo di questo racconto. E vorrei davvero volare con lei fin lì, nella sua Armenia, abbracciare questo paese di monti e acque dolci, di storie,
Poi mi parla di sua madre in cucina, mentre io annaffio il basilico nero che mi ha portato dall'ultimo suo viaggio: quei piccoli semi si sono trasformati in una selva scura che al solo tocco sprigiona un profumo incredibile.
Non ho foto per provarlo, dovete credermi sulla parola ora, mentre vi racconto da questa tastiera lontana da casa.
Le chiedo se nella cucina armena ci sono dei pesti di cui vuole raccontarmi: mi piacerebbe provarli e conservarli nella nostra raccolta, ma lei prende tempo e dice che lo chiederà a sua madre nella prossima telefonata. Ho provato a fare ricerche gugolando a caso ma non sembrano esistere particolari ricette che usino il pesto come noi lo pensiamo. Però ho trovato un pesto di frutta secca che m'intriga... :)

Va bene, le foto le rimandiamo alla prossima puntata. 
Oggi avevo solo voglia di raccontare, in lentezza, con i tempi dettati da una birra sotto al portico appena sistemato per l'estate, i cuscini bianchi e morbidi, la partita dell'Italia che annoia un po', i bimbi che giocano col cane, le candele che illuminano una sera di prima estate... una di quelle sere perfette.

giovedì 12 maggio 2016

#miregalolentezza03. La rivoluzione lenta

La rivoluzione lenta

Esiste un'unica rivoluzione possibile ed è quella che si fa da soli, quella che avviene nell'individuo, che si sviluppa in lui con lentezza, con pazienza, con disubbidienza! 
[Oriana Fallaci, Un uomo, 1979]


Il 9 maggio 2016 è iniziata la X GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA. Che giustamente, volendo celebrare la lentezza, non dura un giorno ma molto di più. 

Anche se è difficile, oggi - e me lo confermano tutti i clacson che suonano se esiti un millesimo di secondo al verde del semaforo, gli sbuffi alla coda delle casse del supermercato (e chi la fa più, la coda? c'è il prestospesa!), il parlare poco e piacciare tanto - io continuo a credere all'importanza della lentezza. E sia chiaro: non parlo di baloccarsi, come si dice da queste parti, non parlo di far le cose lentamente perché non si ha voglia di farle e allora ogni distrazione è una scusa buona.
Parlo di vivere lenti, come la lumaca che piano piano arriva ovunque, come la tartaruga che quando decise di rallentare si accorse che intorno a lei c'erano campi di insalata e anche un biondo tartarugo da conquistare... Di vivere i momenti. Di godersi ogni istante.

Nella mia costante ricerca di conferme ho scoperto questo sito: ci sono persone vere, che lavorano e si danno da fare anche per gli altri. E ho scoperto che il mio modo di vivere qualcuno l'ha messo nero su bianco, in questo elenco di ComandaLenti,* (li copio/incollo qui per praticità, trovate quelli originali al link):

  1. Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria 
  2. Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello. 
  3. Se entrate in un bar per un caffè ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risultare barista e cassiera al momento dell'uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore)
  4. Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con "caro" o "cara"...
  5. Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente, come telefonare e scrivere al computer... se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi [e, aggiungo io, disattenti]
  6. Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
  7. Non riempiamo l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli: impariamo a dire qualche no e ad avere momenti di vuoto
  8. Non corriamo per forza [all'ultimo momento] a fare la spesa: senz'altro la dispensa ci consentirà di cucinare una buona cenetta, dal primo al dolce [senza aggiungere allo stress anche la coda alla cassa e la strada da fare e gli sprechi...]
  9. Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visita al negozio sotto casa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati
  10. Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta
  11. La sera leggiamo i giornali e non continuiamo a fare zappino davanti alla tv
  12. Evitiamo qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustiamoci la nostra città, qualunque essa sia.
  13. Se abbiamo 15 giorni di ferie, dedichiamone 10 alle vacanze e utilizziamo i rimanenti  come decompressione pre o post vacanza
  14. Smettiamo di continuare a ripetere "non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.
Ora non ditemi che sono cose impossibili, non ditemi questo. 
È come il giochino dei 10 minuti che è appena terminato: si può fare! E come disse qualcuno, le abitudini diventano tali dopo 21 giorni di messa in pratica costante, decisa, puntigliosa. Voi provateci: provate a non sbuffare un giorno alla cassa, provate il giorno dopo a leggere il giornale, e quello dopo ancora a scrivere una lettera a mano, con carta, penna e calamaio a una persona cara. Starete meglio, vi sentirete migliori.

Perché per esempio non provate a partecipare a una delle iniziative previste per la X Giornata Mondiale della Lentezza 2016? se vi trovate vicini ad una di esse, provate ad andarci, e magari a raccontarcela. Con lentezza, mi raccomando.

Io nel frattempo, per portare avanti quella rivoluzione del titolo, continuo a cercare e a prendere appunti. Questo, per esempio, è uno dei prossimi libri che leggerò!
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* Se siete curiosi come me andate a sbirciare anche i BiciLenti e i ComandaLenti in cucina: sono uno meglio dell'altro!

giovedì 28 aprile 2016

#10minutiPerMe: 300 minuti solo per me, 18-21 Aprile 2016

[Fate finta che oggi sia il 22 aprile, il tempo è talmente relativo... e quello per scaricare le foto sul computer è sempre meno! :)]

22 Aprile 2016

È già finito il mio "mese di 10 minuti".
Ho portato a termine questo giochino preso sul serio, senza scherzarci su ma ridendo tanto, davvero.
Rimugino su tutto quello che ho fatto e scritto, su cosa ho pensato, sulle considerazioni e la battute che mi hanno risposto "quelli che" quando ho parlato loro di questa sfida con me stessa.
Vi lascio immaginare.
E mi dico che sì, ho fatto decisamente bene a seguire il consiglio della mia amica 
Roberta e a giocare al giochino dei 10 minuti. 
È stata dura, eh, ci sono stati giorni che non sapevo veramente cosa inventarmi per fare i compiti, ma poi alla fine qualcosa da fare l'ho trovato, e spesso la cosa da fare è capitata per caso o si è presentata da sé, senza che nessuno l'avesse cercata proprio lì, proprio in quel punto del pianeta.

300 minuti solo per me, 300 minuti passati a cambiare prospettiva, a cambiare punto di vista, a mettermi nelle scarpe di un altro, per vedere com'era il mondo visto da lì. E per capire che il cambiamento non deve fare così tanta paura, che può esserci anche del buono nel cambiare e nel non adagiarsi.

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Prendi per esempio ieri, 21 aprile 2016

Mi ero anche scordata che fosse l'ultimo giorno del gioco, avevo mille cose da combinare e incastrare, tanti appuntamenti segnati, tante troppe voci che mentre sbrigavo le faccende indispensabili in casa - prima di correre verso gli appuntamenti irrimandabili - mi dicevano "mamma, come si fa?", "mamma, voglio la merenda", "mamma, mi disegni una pecora?" [cit.]
Poi parto di corsa e mentre guido mi viene in mente che avrei dovuto trovare un'ultima cosa da fare per 10 minuti. E dato che era l'ultima volevo fosse anche un po' celebrativa e... già, ma cosa fare? avevo già tutta la giornata incastrata e zeppa...
Poi il caso fortuito ci ha messo lo zampino e ha voluto che mi trovassi proprio lì, davanti alla porta di questa chiesa, mentre gli archi intonavano la loro parte del concerto.
Non ho mai assistito alle prove di un concerto!
Perfetto, mi metto qui in un angolino e ascolto. Mi siedo qui, sull'ultima panca, mi faccio piccina picciò e assisto a uno spettacolo nello spettacolo. Chiudo gli occhi e tutti gli strumenti dell'orchestra, di volta di volta, si uniscono in un'unica melodia, ognuno con la sua voce, ognuno con le sue caratteristiche proprie, a dire la sua e a completare l'intero. Non ho idea di cosa stiano suonando, non conosco la musica classica, non riconosco i compositori, ho solo in mente qualche opera più famosa di Giacomo Puccini, per simpatie personali e vicinanza di luoghi...
Ma la musica entra nel cuore e la senti nello stomaco, nelle orecchie, nelle mani, ovunque! L'orchestra si ferma, poi riprendono gli archi e si aggiungono i fiati. Ripetono più volte lo stesso passaggio e la musica rimbomba in un punto imprecisato della pancia, diventando sempre più intensa, sempre più forte. È la perfetta chiusura di un mese fatto di 10 minuti, questa. Sembra quasi una lezione di vita. Io ce l'ho trovata, una lezione, come l'ho trovata in questo mese di 10 minuti.

E ancora una volta faccio tesoro e mi avvio al prossimo passo...

venerdì 15 aprile 2016

E io, come sto?

Sarebbe già una gran cosa che qualcuno guardasse, insieme a te, il tuo cuore spezzato; che rendesse vera la sua presenza, che non la negasse ma neanche che gli desse troppa importanza, semplicemente riconoscesse la sua esistenza e la tua bugia quando rispondi «Bene».
Leggo le parole della bella riflessione di Francesca e mi sento caricata di una grande responsabilità da questa domanda:
come stai?
Mi serve la risposta a questa domanda, quella vera, quella che darei senza arrampicarmi sugli specchi dei sogni, senza giustificare né rimandare scelte e svolte da fare.

mi stanno aiutando ad essere più consapevole,
a pensare a me,
a ritrovarmi, in un guazzabuglio di cosecaseideepersoneproblemisoluzioniansiepaure in cui mi trovo, come tutti quanti, perché lo so di non essere l'unica, lo so.
Ogni passo non è stato inutile, dovunque abbia portato [cit. ]
Siamo di fronte ad uno di quei bivii. Comunque sceglierai imparerai qualcosa: magari avrai perso, magari la via semplice era l'altra, magari invece avrai fatto la scelta "giusta" (ma chi decide cosa sia davvero 'giusto'?), oppure non arriverai mai all'obiettivo e farai come la volpe con l'uva, sostenendo che a conti fatti non era quello che davvero desideravi (ma potrebbe anche essere la verità, ci hai pensato?)...
[to be continue]

martedì 12 aprile 2016

#10minutiPerMe: Make the best! 5-11 Aprile 2016


Continuo a giocare mentre decido che il racconto si farà più rado. Mica posso assillare il mondo con un giochino che è nato davvero come un gioco ma poi sta continuando come qualcosa di più!
Continuo anche a farmi ispirare dalle frasi che vedo in giro e dalle calligrafie scritte a mano, miei vecchi amori. Ecco, di tutti i 10 minuti che ho passato a giocare in questa settimana ho deciso di raccontarvi questo:

9 APRILE 2016: MAKE THE BEST!

Sabato pomeriggio di lavori in giardino, Sole caldo e una brezza che ti ricorda che non è ancora estate, ma basta mettersi al riparo del muro che tutto tace e ti godi anche la fatica.

Make the rest of your life
the best of your life
Una di quelle frasi motivazionali trovata partendo da qui, scritte a mano e realizzate da Artisti che sanno davvero fare il loro lavoro. Basta cercare anche a occhi chiusi per trovare quella che fa per noi, in quel momento preciso!
Ho trovato questa un po' di tempo fa, ne ho fatto uno schizzo all'epoca - che rende un po' così così - e sabato ho comprato la tela e il materiale che è la base del mio primo esperimento di pittura. 10 minuti per una cosa che non avevo mai fatto: provare a dipingere!

Volete vedere cosa ne è uscito? i tempi di polepole sono quelli di sempre, ormai è cosa certa, ma qualcosa sta venendo fuori, e il significato di questa frase sta tutto nei 10 minuti che ho dedicato a scrivere nero su bianco quelle parole...

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

#10minutiPerMe #miregalolentezza #OperazioneUnPassoAllaVolta 5 stelle della P.M. A caccia di felicità con album scrap A piccoli passi accidia Afrodita alla fermata del tempo che non ho amici ancora amici antidolorificomagnifico appunti di vita vissuta architetti e architetture armadi baby babyy benvenuti a tutti blog candy e give-away buone feste Caccia al tesoro caro diario cartoline Casa Cena dell'Allegra Compagnia chi l'avrebbe mai detto? cioccolata dappertutto coccole con le mani in pasta con poche parole costruire di felicità Di Semplicità Virtù Eco-sostenibile entusiasmo Fata Bislacca FataSognante e Gri-Gri Flat Stanley fotografia giochiamo? gola grazie Happy Week Art Journal HappyWeekJournal2013 i supernonni i talenti Il gioco dei vizi il marconista Il Nostro Personale Giorno del Ringraziamento il vizio di leggere il vizio di riflettere il vizio di scrivere ilcircolovizioso ingenua insegnamenti Io me stessa e me iomivizio ItaliaNostra la grande transumanza dei segnalibri La mia agenda 2014 La mia agenda 2015 la supernonna la vittima lavoro LeggiAmo 2013 LeggiAmo 2014 LeggiAmo 2015 Liberiamo una ricetta 2013 Liberiamo una ricetta 2014 Lista delle Cose da Fare 2015 Lussuria mare MenoStressPiùFarfalle mi vizio con... Natalia Cattelani natura nodi che vengono al pettine non ci posso credere nonna Iolanda nuove amicizie Nutella Oggi vorrei proprio essere qui oroscopo ozio parliamone parole famose PECC pensieri e parole personaggi PestiPossibili Piccola Meraviglia piccolo Che piccolo-spazio-pubblicità PIF Pippi Calzelunghe Plastic Guerrilla poesia polepole al lavoro POLUCHINA posticini del cuore premi Project 10 books raccolte Ri-Vivere Ricette per la Cena ricette rubate rivelazioni S.A.L. scatole di latta scusa sogni e bisogni storia e storie di culture diverse strani vizi Summer Manifesto 2015 superbia swap tanti auguri a te Tatti Turisti a casa propria Una Casa a Modo Mio vecchi tempi VisteRiviste vizi Voglia di Creare voglia di viaggiare voglia di... writing tuesday ZEBUK zen zibaldone

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Il Vizio di Leggere

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Il vizio di riflettere

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