lunedì 28 luglio 2014

#miregalolentezza 02. A piedi

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Abito sulla Via Francigena.
Ci abito da poco più di dieci anni e quasi non me ne sarei accorta, se non fosse stato per quel riprodursi di pellegrini che ogni giorno, quasi, estate o inverno che sia, passa davanti al mio cancello, cappello in testa, bastone in mano, conchiglia legata allo zaino sulle spalle.

Li guardo passare, soli, a volte in piccoli gruppi. 


Ogni volta, ogni volta, mi fermo per un istante a desiderare di essere lì con loro,
di essere loro

Quel cammino, quel viaggio - che è un viaggio dentro se stessi - mi sta aspettando e so che un giorno lo affronterò, probabilmente sola, al massimo in due.
Un tempo di silenzio, di lentezza, di ascolto, quello passato in cammino. Quello che mi servirebbe ora, per ritrovare quello che credo di aver perso. Guardo fuori e ancora un uomo, visiera bassa sugli occhi, il sole davanti a sé. Camminare, camminare a piedi, senza fretta. Osservando e ascoltando.
Camminare. L'ho sempre fatto con grande piacere, anche quando il freddo pungeva forte e la strada per la facoltà sembrava allungarsi, tra la pioggia e il caos della città. Guardare, respirare, sentire suoni e rumori.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettava la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: "seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Matteo 4, 18
Poi arriva il nuovo vicino e annuncia che quest'estate farà in solitaria il Cammino di Santiago
E allora ditelo.

Magari è la volta buona che prendo la decisione.
A piedi, da sola, con tutto il tempo per pensare, equilibrare, incastrare, far tornare i conti, trovare le parole giuste per chiudere certi capitoli. Con lentezza e forza.

Photo credits: Morguefile.com

giovedì 24 luglio 2014

A pancia in giù

3 commenti:
Ho fatto qualche ricerca, la chiamano anche Caduta Libera.
Come quando fai un salto nel vuoto, senza paracadute e senza alcuna protezione. E non sai cosa aspettarti.
Ci pensavo ieri sera mentre cercavo di dormire (e ancora una volta non ci riuscivo): quanto possiamo capire anche da come ci sistemiamo al momento di donarci a Morfeo! E mentre pensavo a questo, affermavo a me stessa, con gran sicumera, che il fatto che da qualche sera a questa parte riesca a dormire solo in questa posizione significa che sono serena e tranquilla e non ho paura di voltare le spalle a chi eventualmente possa entrare nella stanza dove mi trovo.

Serena, sì. Libera.
Con idee nuove in testa, entusiasmo, fantasia e un friccicorino che di continuo solletica la mente.
Fuori il sole, che ami, il caldo. I piccoli in buone mani e tu indaffarata, con la piacevole sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. Profumo di caffè nell'aria e un buon libro che ti aspetta sul comodino. Uno anche in auto, sempre a disposizione. E uno in borsa che non si sa mai.
Aperta alle discussioni, sempre pronta ad ascoltare consigli e critiche, dopotutto la comunicazione mi è sempre piaciuta, mi ha sempre affascinato, in tutte le sue possibili forme. E ricordo quell'esame all'università, le foto di Toscani, il suo saper provocare la giusta reazione. Il prof che sorrideva alla foto dei cavalli, il malato terminale, il bianco e il nero, ovunque presenti, le croci bianche nel prato.
Chiudo gli occhi e affondo il viso nel cuscino, troppo morbido per lui, perfettamente nuvoloso per me. 
Serena. Mi metto a pancia in giù, annullo i pensieri e le preoccupazioni e mi affido al sonno. Libera. Lanciarsi col paracadute, volare, affidarsi al vuoto.

Invece.
Posizione Caduta libera:"Tipica di persone socievoli che nascondono un certo nervosismo sotto l’apparente tranquillità. Non amano essere criticate e trovarsi in situazioni estreme."
Ma non mi riconosco.

venerdì 11 luglio 2014

Ah, questo mio blog!

3 commenti:
Ah, questo mio blog abbandonato!
Giungerà il tempo del ritorno, lo so, ma per ora preferisco lasciarlo così, in sospeso, in meditazione. In silenzio.
Ho qualche idea, ci sto lavorando, ma il tempo di metter tutto nero su bianco non lo trovo, forse perché ancora devo maturare qualcosa.
Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l'avvolge: il silenzio dell'isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali. (Italo Calvino, L'avventura di un poeta - I racconti, Einaudi, 1959)
Forse perché ancora devo ascoltare tutto questo silenzio.

giovedì 1 maggio 2014

Il ritorno ai vizi: a maggio mi regalo LENTEZZA

6 commenti:
fonte: morgueFile.com
L'ozio è il padre dei vizi
e su questo blog di ozio si è già parlato, in passato.
Ultimamente le cose sono cambiate, però - se ne sarà accorto anche chi legge queste pagine: il tempo per l'ozio sembra scomparso ed è sempre più impossibile poter anche solo immaginare di avere tempo da perdere. L'arte di incastrare impegni, lavoro, scuola, casa e tutto il resto, amato giochino del TetrisForWomen, è sempre più complicata da praticare. A me poi non è mai riuscita alla perfezione: c'è sempre stato qualcosa che rimaneva indietro, che procrastinavo per necessità di vita.
Ora intorno nascono e proliferano movimenti anti-procrastinazione, FlyLadyes, metodi per raggiungere il successo - in casa, al lavoro, nella vita - senza mai dover rimandare niente,  e io, bastiancontraria, aspiro sempre più alla pratica del non-fare, o del fare-con-lentezza.
Che non è propriamente "ozio", anche se qualcuno può erroneamente scambiarlo per tale.

Voglio imparare, capire, rendermi più evidente la differenza tra queste due visioni, tra il non-fare (piacevole e giusto anch'esso, a volte) e il fare-con-lentezza, assaporando le azioni, i movimenti, i respiri e gli effetti del mio fare. E leggo. E cerco, ricerco, annuso e guardo. Con lentezza, sempre.




Non c'è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente, senza sforzarsi; non c'è meta troppo alta per chi vi si prepara con la pazienza.
Jean de La BruyèreI caratteri, 1688

Siamo tutti costretti in un vortice negativo che ci sta strozzando sempre più, e il brutto è che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Quando accompagno mia figlia in piscina guardo quelle persone disposte in ordinate file sui tapis roulant della palestra che corrono sudano e faticano e ogni volta mi chiedo: ma dov'è che stanno andando? E perché non corrono fuori di qui, con la bella giornata che è? Fuori ci sono campi in fiore, strade poco frequentate, sole, vento, aria fresca... Niente da dire sulla loro ferma volontà di tenersi in forma, tanto di cappello anzi, ma...
Quello che sto affrontando è uno di quegli argomenti pieni di luoghi comuni, so che sto facendo chiacchiere da mercato e che non ci sono più le stagioni e così via ma provate anche voi a fermarvi un attimo e chiedetevi: dove sto andando così di corsa? quanti minuti di vita ho pienamente vissuto da quando mi sono svegliata stamattina? quando potrò vivere di nuovo la carezza di mia figlia? qual è la cosa che oggi mi sono fermata a gustare?
polepole ha un significato, lo sapete, e io l'ho scelto come nick per un motivo, non certo a caso. 
Ci sono stati Grandi che hanno parlato e scritto di lentezza, poi è arrivato anche Sepulveda, tra gli altri, a farmi ragionare sulla verità e sull'importanza di questo modo di vivere, con la sua lumachina Ribelle (pensandoci bene io e Tatti dovremmo chiedergli i diritti d'autore, ché siamo arrivate prima di lui a quell'immagine... magari diventeremmo ricche, chissà! :))
La nostra Poluchina
Sempre con lentezza faccio progetti in questo periodo di crisi: l'economia è messa male, le prospettive sembrano appiattirsi sempre più, il futuro si è ingrigito. Ma io faccio progetti e sogno anche, guarda un po', di realizzarli. 
E oggi, primo giorno di Maggio, primo giorno dopo il mio quarantunesimo compleanno, ho deciso di farmi un regalo, grande e importante: 
oggi mi regalo LENTEZZA.

Momenti per me, libri sul tema, frasi da custodire, argomenti su cui meditare, passeggiate a piedi o in bicicletta invece che in auto, cose da fare osservando le azioni che metto in pratica e non - come spesso accade - senza nemmeno rendermi conto di quello che il mio braccio fa per me.
La crisi insegna. O forse sono io che sto cercando di trovare il positivo in questo periodo nero nero nero che sembra non schiarire più.
Vivere con lentezza, rallentare, fare un altro piccolo passo, lento e paziente, verso il downshifting, per un mese intero: dovrò fare qualche sforzo, forse, ma so che ne varrà la pena.
Il prossimo 12 Maggio sarà l'8^ Giornata Mondiale della Lentezza:
Rallentare, piccole azioni per grandi e duraturi cambiamenti per un modello di società più riflessivo e partecipe, che a partire da noi stessi combatta la tristezza, trovando tra le pieghe di una vita, a volte complicata, una gioia di vivere che certamente esiste in ciò che abbiamo. [fonte: www.vivereconlentezza.it]
Io parteciperò così. Sarà un regalo per me, ma anche per chi vorrà partecipare e condividere e far girare la voce.

E tanti auguri a me.

L'iniziativa del CircoloVizioso la trovate anche sulla pagina FB de IlCircoloVizioso, seguendo l'hashtag #miregalolentezza

argomenti viziosi

#miregalolentezza 5 stelle della P.M. A caccia di felicità con album scrap A piccoli passi accidia Afrodita alla fermata del tempo che non ho amici ancora amici antidolorificomagnifico appunti di vita vissuta architetti e architetture armadi baby babyy benvenuti a tutti blog candy e give-away buone feste Caccia al tesoro caro diario cartoline Casa Cena dell'Allegra Compagnia chi l'avrebbe mai detto? cioccolata dappertutto coccole con le mani in pasta con poche parole costruire di felicità Eco-sostenibile entusiasmo Fata Bislacca FataSognante e Gri-Gri Flat Stanley fotografia giochiamo? gola grazie Happy Week Art Journal HappyWeekJournal2013 i supernonni i talenti Il gioco dei vizi il marconista Il Nostro Personale Giorno del Ringraziamento il vizio di leggere il vizio di riflettere il vizio di scrivere ilcircolovizioso ingenua insegnamenti Io me stessa e me iomivizio ItaliaNostra la grande transumanza dei segnalibri La mia agenda 2014 la supernonna la vittima lavoro LeggiAmo 2013 LeggiAmo 2014 Liberiamo una ricetta 2013 Liberiamo una ricetta 2014 Lussuria mare MenoStressPiùFarfalle mi vizio con... Natalia Cattelani natura nodi che vengono al pettine non ci posso credere nonna Iolanda nuove amicizie Nutella Oggi vorrei proprio essere qui oroscopo ozio parliamone PECC pensieri e parole personaggi Piccola Meraviglia piccolo Che piccolo-spazio-pubblicità PIF Pippi Calzelunghe poesia polepole al lavoro POLUCHINA posticini del cuore premi Project 10 books raccolte Ri-Vivere Ricette per la Cena ricette rubate rivelazioni S.A.L. scatole di latta scusa sogni e bisogni storia e storie di culture diverse strani vizi superbia swap tanti auguri a te Tatti Turisti a casa propria vecchi tempi vizi Voglia di Creare voglia di viaggiare voglia di... writing tuesday ZEBUK zen zibaldone

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