lunedì 15 dicembre 2014

I vizi, la tristezza e Fabio Volo

10 commenti:
Ma tu guarda le cose della vita. Guarda se devo ringraziare proprio uno come lui per questo post! :)
Fabio è uno dei personaggi famosi che mi sta più simpatico: lo ascolto ogni mattina e non riesco a non sorridere alle sue battute, sento la sua voce nel mio cartone preferito e non riesco a non immaginarlo, buffissimo, mentre doppia Po.
Però non chiedetemi di leggere i suoi libri. Non voglio nemmeno provarci. Temo la caduta. E magari mi sbaglio ma preferisco così.

Stamani però Fabio mi ha fatto scoprire una cosa così importante che non posso non parlarne qui: i vizi capitali stanno in qualche modo alla base di questo diario strampalato, nato in una perduta stanza della facoltà di architettura di Firenze, mentre attendevo il mio turno al ricevimento di Composizione Architettonica I. 
E lui stamani mi tira fuori questa storia dei vizi capitali e dell'ottavo vizio, di cui non ricordavo sapevo l'esistenza...
L'elenco dei vizi fu quindi analizzato dal primo Cristianesimo ad opera dei primi monaci, tra cui Evagrio Pontico e Cassiano. A Evagrio si deve la prima classificazione dei vizi capitali, e dei mezzi per combatterli. In particolare, egli individuò otto "spiriti o pensieri malvagi" (logismoi): gola, lussuria, avarizia, ira, tristezza, accidia, vanagloria e superbia. La Tristezza appare come vizio a sé, successivamente accorpata come già effetto di Accidia o di Invidia, stessa cosa accadde per la Vanagloria, accorpata successivamente nell'unico vizio della Superbia. Gli altri vizi sono gli stessi giunti a noi (Ira, Lussuria, Avarizia, Gola), mentre l'Invidia venne aggiunta successivamente. [fonte: Wikipedia]
Un altro segno, un altro sassolino...
Ma da oggi dobbiamo essere allegri! Bando alla tristezza, che ha già troppo riempito le ultime pagine di questo diario:
bandita dal CircoloVizioso, per sempre!

Vabbè che ilCircoloVizioso si impegna ogni giorno, costantemente, a mettere in pratica i suoi vizi, vabbè che dobbiamo mantenere le promesse, vabbè che vabbè ma questo vizio, proprio, che bene e giustamente si sistema tra i vizi capitali, è fra quelli che non riesco proprio a digerire.
Ci sono troppe cose per cui gioire, ci sono troppe meraviglie che meritano di essere ammirate e fatte presenti al mondo intero, c'è un mondo intero là fuori e io non voglio perdermelo!
Lo so, ora qualcuno penserà alle cose belle e in apparenza futili, scritte sotto il periodo natalizio e lo Scrooge che è in ognuno di noi suggerirà di abbandonare la lettura, per le cose vaghe e scontate di cui sto scrivendo. Però pensateci, almeno per un attimo. Pensate alla vostra vita e fatevi un film con tutti gli scatti più emozionanti, quelli più felici, quelli che vi hanno fatto sentire fieri e pieni di gioia. Avete anche voi mille motivi per mettere l'allegria al centro della vostra Vita!
Regola numero quattro: Siate allegri!

martedì 9 dicembre 2014

Il mio non-progetto per la felicità. Ancora riflessioni e una raccolta di sassolini.

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Scegli i sassolini giusti per Te!
La mia idea non è cambiata da allora e vorrei raccogliere e appuntare cose lungo questo mio cammino, perché ci sono segni che non vanno persi, sassolini che trovi lungo i tuoi passi e sembra che chiamino proprio te, che ti stiano dicendo: "Vedi? avevi ragione!" oppure no, oppure vogliono indicarti come dovresti aggiustare il tiro per raggiungere quel tuo non progetto. Perché tu la felicità la desideri, altroché, mica vuoi impazzire.
E tutto, allora, in questo tuo Non-Progetto, contribuisce a trovare la giusta via. Un po' come per Pollicino, quella volta che...

Certo che sì. E ancora una volta non sono le cose materiali, la priorità: ci sono i sentimenti, le relazioni.
Ognuno di noi ha tante cose da fare, nella vita. Devi decidere quali sono per te le più importanti.
Quanto siamo disposti ad investire nel miglioramento delle nostre relazioni? Cos'è più importante per noi, il pezzo di carta o il rapporto con qualcuno che ci sta a cuore? O magari il riuscire a sbloccare quella rabbia che non ci permette di essere felici?
Quindi sì, è importante stabilire una serie di priorità, in questo Non-Progetto per la Felicità. E poi seguirle, queste priorità, non lasciarle morire per strada. Scegliere i sassolini giusti per noi.
Io sono quella delle cose ferme alla fermata del tempo che non ho ma ora è proprio arrivato il momento di chiudere alcune delle questioni ancora aperte, dopo tanto tempo. Durante questo viaggio sto raccogliendo i miei sassolini e sto scrivendo nero su bianco delle regole, le mie regole, i miei sassolini: le voglio scrivere perché scrivere è il modo migliore per ricordare. 
Regola numero uno: Aspettare inermi non è una soluzione.
Regola numero due: Meno oggetti Più affetti.
Regola numero tre: Concludere.

Scrivere è il modo migliore per ricordare. E raccogliere sassolini aiuta a non perdere la strada.

martedì 18 novembre 2014

I 50 GIOCATTOLI CHE I BAMBINI VORREBBERO DAVVERO TROVARE SOTTO L'ALBERO

4 commenti:
Mattina, troppo presto. Preparo la macchinetta del caffè con tanto amore e non accendo il gas. I sogni ancora non mollano, vorrebbero rimanessi lì con loro ancora un po', in quel cantuccio tra il letto e l'infinito. Silenzio in casa, solo una radiosveglia che accenna ad accendersi ma una grande mano la blocca prima che sia troppo tardi. Chiudo gli occhi e apro le finestre, il sole, finalmente.
Il caffè, mi son scordata il caffè. Accendo. Arriva il suo profumo dopo un attimo abbastanza lungo. Apro la posta (elettronica).
Questa scritta in caratteri urlati campeggia sulle altre. Giornata strana, di un sole che sembra illuminare da nord, giornata impossibilmente reale. Eppure tutto scorre come sempre, le mail arrivano, la radio canta, whatsapp funziona.
Rileggo il titolo urlato e abbasso gli occhi. Ripeto mentalmente l'ultimo post della mia amica, che ho imparato a memoria. Possibile che davvero sia tutto qui? Possibile che tutto sia ridotto al niente? Possibile che i bambini abbiano bisogno solo di questo? Possibile che gli adulti corrano all'impazzata verso il nulla?
Mi scappa di correre vigliaccamente a nascondermi nella mia casetta, dove quasi tutto, nonostante tutto, funziona ancora come credo debba essere: dove gli adulti giocano a shangai con i piccoli, progettano di costruire giochi in scatola per il calendario dell'avvento, credono che in fondo siamo tutti più buoni di quel che crediamo. Dove i bambini chiedono a Babbo Natale DUE REGALI SOLI 
e però ne voglio fare anch'io uno a lui, poverino.
Torno col pensiero al Non-Progetto di felicità che ho iniziato a tracciare: io ci credo davvero in quello che ho scritto, credo davvero che "la Vita si muove, cambia, non deve mai rimanere statica e uguale a se stessa". 
Cosa faccio oggi per il mio Non-Progetto? Qual è la regola numero due?
La fantasia. L'immaginazione. Le foglie che cadono dall'albero e volano via, lontane e altissime, facendo cento acrobazie, partendo per mille viaggi fantastici, trovando milioni di punti di vista diversi l'uno dall'altro.
Ma non è ancora finita: un sacco di posta mi aspetta, ancora. Tutto poco interessante, titoli urlati ai quattro venti, voci che urlano sempre più forte per garantirsi di essere ascoltate. Io che controcorrente abbasso la mia voce sempre di più.

C'è l'ultima cartella da guardare. La parola del giorno [Capitolare]. Leggo ma non l'accetto. Non accetto di capitolare oggi, non con questo sole che torna.

La grande mi aspetta al varco, col suo sorriso spettinato
Mamma, ci ho pensato e so cosa regalare a Babbo Natale!
Il piccolo arriva di soppiatto con la bambola della sorella
Mamma, pecché dice solo "mamma"? Io sono papà! Io non la voglio più!
Ripasso mentalmente l'ultimo libro letto, che aspetta solo di essere raccontato, e ricordo di quanto mi son resa conto di quella verità che non vogliamo guardare negli occhi quando ho letto delle infime capacità circonventive della pubblicità, di come tutto, soprattutto le immagini, siano studiate per farci capitolare. 
Noi grandi, dico.
Che capitoliamo davanti a queste parole urlate. Che non sappiamo come riempire vuoti che potrebbero star benissimo vuoti e piazziamo là coseoggettibastachestaibuonoeseifelicediaverecose.

Sai cosa?
Regola numero due: Meno oggetti Più affetti.

giovedì 13 novembre 2014

Scusi, sa indicarmi la strada?

2 commenti:
morguefile 
Ieri sera avevo in mente mille parole per scrivere questo post. Le ho dettate alla mia segretaria interiore, le ho lette e corrette, sistemate con quella voglia di precisione millimetrica che mi sta inseguendo ultimamente (ma tanto non mi prende). Ho dato il mio consenso alla pubblicazione. Poi ho dormito e tutte quelle parole sono scomparse, puff.
Prima di dormire leggiamo sempre, noi tre. A volte anche tutti e quattro. Stretti stretti nel letto di sotto, che è poco più largo, io nel mezzo, la Piccola Meraviglia da un lato e il Piccolo Che dall'altro. Ieri sera era la volta di un libro sui totem indiani e sugli animali guida, fatto proprio per i bambini. Lui che chiedeva ad ogni istante di pausa "e il lupo? cosa fa? e l'aquila?", lei che si scocciava perché faticava a mettere insieme tutte le lettere di quelle parole, con gli occhi già mezzi abbottonati dalla stanchezza e lui che ancora la distraeva. In quasi due mesi di scuola ha imparato a leggere quasi perfettamente, per l'occasione ha voluto anche comprarsi il suo primo giornalino di fumetti, e io la ascoltavo e pensavo a quanto sono fiera di lei. E di lui, che la imita in ogni sua mossa e che grazie a lei conosce già cose che non dovrebbe ancora sapere.
Ci sono giorni in cui mi prende l'angoscia del domani e stento a trovare la giusta direzione, ma per la maggior parte del tempo sto imparando a viaggiare leggera, con la testa ad un solo obiettivo: liberarmi dai fardelli, liberarmi dal rumore.
Ci si riesce, è possibile. E quando la sera ti sistemi tra quei due, in quel letto stretto stretto,  in tutto quel rumore che fanno, passa tutto quanto. E vedi la giusta strada.

giovedì 6 novembre 2014

Il mio non-progetto per la felicità.

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Mondo

Leggevo su minimo, che come sempre è fonte di belle e profonde riflessioni, di questa cosa del Progetto Per Essere Felici: una di quelle riflessioni che non ho mai fatto, una di quelle domande che non mi sono mai posta. 
io cosa faccio concretamente per essere felice?
Ma poi, alla fine: è davvero necessario fare materialmente qualcosa, per essere felici? 
Leggo, nel frattempo, un libretto che non so come sia finito tra le mie mani (e anche qui le assonanze con minimo ci sono: la serendipity è forte anche al CircoloVizioso!) che dice che la felicità sta nel non essere, nel non cercare:
"[...] non c'è nulla da ottenere e nulla da aggiustare. [...] Solo quando comprendiamo che 'non c'è niente da guadagnare', siamo in grado di venerare ogni cosa, ogni persona, ogni momento come fine in se stesso, non come un mezzo in funzione di un qualche scopo personale."
[Lo zen non serve a niente! Barry Magid]
A lei ho risposto che "è un po’ come quel discorso del viaggiare per andare in vacanza: c’è chi non vede l’ora di arrivare a destinazione, per sentirsi davvero in vacanza, e chi invece c’è già appena inizia il viaggio"; continuo questo percorso alla ricerca del non cercare, sulla via dello zen. E intanto scrivo punti  su punti del mio Non-Progetto Per La Felicità.

Ricomincio
tutto
da capo.

Imparo sulla mia pelle questa importante lezione di vita: la Vita si muove, cambia, non deve mai rimanere statica e uguale a se stessa. Pena la morte. Accetto.
Mi si apre un mondo di ottimismo, di libertà, di sorrisi e anche di rinuncia, ma vivo come non mai. Nonna lasciava la responsabilità di tutto alla sua amata Provvidenza, confidava e si affidava a lei, ma sapeva benissimo che dietro a quella Provvidenza c'era il suo fare quotidiano, mai fermo, mai immobile, anche quando stava seduta a pensare.

Quinta elementare, tanti anni fa. Volli fortissimamente volli frequentare un corso sperimentale di inglese, a quei tempi mica esisteva nelle scuole. Come fosse ora, quella frase a fine corso rimbomba nella mia testa:
You mustn't sit and wait, you must stand up and make things happen.
Regola numero uno: Aspettare inermi non è una soluzione.

argomenti viziosi

#miregalolentezza 5 stelle della P.M. A caccia di felicità con album scrap A piccoli passi accidia Afrodita alla fermata del tempo che non ho amici ancora amici antidolorificomagnifico appunti di vita vissuta architetti e architetture armadi baby babyy benvenuti a tutti blog candy e give-away buone feste Caccia al tesoro caro diario cartoline Casa Cena dell'Allegra Compagnia chi l'avrebbe mai detto? cioccolata dappertutto coccole con le mani in pasta con poche parole costruire di felicità Eco-sostenibile entusiasmo Fata Bislacca FataSognante e Gri-Gri Flat Stanley fotografia giochiamo? gola grazie Happy Week Art Journal HappyWeekJournal2013 i supernonni i talenti Il gioco dei vizi il marconista Il Nostro Personale Giorno del Ringraziamento il vizio di leggere il vizio di riflettere il vizio di scrivere ilcircolovizioso ingenua insegnamenti Io me stessa e me iomivizio ItaliaNostra la grande transumanza dei segnalibri La mia agenda 2014 la supernonna la vittima lavoro LeggiAmo 2013 LeggiAmo 2014 Liberiamo una ricetta 2013 Liberiamo una ricetta 2014 Lussuria mare MenoStressPiùFarfalle mi vizio con... Natalia Cattelani natura nodi che vengono al pettine non ci posso credere nonna Iolanda nuove amicizie Nutella Oggi vorrei proprio essere qui oroscopo ozio parliamone PECC pensieri e parole personaggi Piccola Meraviglia piccolo Che piccolo-spazio-pubblicità PIF Pippi Calzelunghe poesia polepole al lavoro POLUCHINA posticini del cuore premi Project 10 books raccolte Ri-Vivere Ricette per la Cena ricette rubate rivelazioni S.A.L. scatole di latta scusa sogni e bisogni storia e storie di culture diverse strani vizi superbia swap tanti auguri a te Tatti Turisti a casa propria vecchi tempi vizi Voglia di Creare voglia di viaggiare voglia di... writing tuesday ZEBUK zen zibaldone

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