mercoledì 24 giugno 2015

Summer Manifesto 2015. Puntata n° 1

2 commenti:
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Il diritto all'ozio
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

Cominciamo così, con un sano diritto all'OZIO.
Che tra l'altro è uno dei vizi preferiti del CircoloVizioso, lo sapete già.

Parliamo di compiti, di attività sportive, di riempitivi per tenere impegnate le menti dei nostri figli in ogni minuto della loro vita: l'estate è il momento in cui la scuola italiana va in vacanza e tutti i genitori - che lavorano, e giustamente devono trovare il modo di sistemare i loro ragazzi da qualche parte - hanno già trovato campi estivi, centri ricreativi, gruppi sportivi dove dirottare i bambini nelle ore di lavoro. Doppiamente utile questo dirottamento, perché da una parte i genitori possono lavorare in totale tranquillità, affidando i propri figli a educatori che sanno come gestirli (ce lo auguriamo sempre!), dall'altra i ragazzi possono sfruttare il tempo libero per imparare nuove tecniche, per fare sport, corsi di cucina e attività artistiche e creative, per studiare e fare i compiti.

Già. I compiti.
"una volta imparato ad andare in bicicletta, mica ci dimentichiamo come si pedala se restiamo per un po' senza farlo - e lo stesso vale per le tabelline, per l'inglese e per la storia e la geografia."
Per me bambina non è mai stato un problema farli, i compiti, però non è per tutti la stessa cosa e non si può pretendere di essere tutti uguali, che mondo sarebbe?
Mettiamola così: è possibile trovare un compromesso all'esagerazione di certi insegnanti e decidere di fare qualche paginetta, sì, ma che sia un divertimento e non una sofferenza!

Veniamo all'ozio: Piccolo Che e Piccola Meraviglia, degni figli del CircoloVizioso, amano passare del tempo sdraiati nell'erba a guardare le nuvole, imbambolarsi di fronte al vento che muove l'erba nei campi davanti casa, seguire il volo degli insetti, riempire pagine e pagine di ghirigori senza senso, annoiarsi
Che poi - lo sappiamo bene - non è mai un annoiarsi vero e proprio, quello dei bambini: sanno sempre trovare un gioco da fare, sanno sempre farsi venire in mente un'idea esplosiva! Basta avere a disposizione cose semplici e non troppi divieti e una scatola diventa astronave-casa-sottomarino-grotta-navedeipirati. Basta poter usare i mezzi a disposizione e poterli vedere da altri punti di vista. Basta poter usare la fantasia.
L'importante è che non si ricorra - sempre, ogni volta, senza via di scampo - alla televisione tappabuchi.

mercoledì 17 giugno 2015

I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE: Summer Manifesto per l'estate 2015

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I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE

Il diritto all'ozio
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

Il diritto a sporcarsi
a giocare con sabbia, terra, erba, foglie, acqua, sassi, rametti

Il diritto agli odori
a percepire il gusto degli odori e riconoscere i profumi offerti dalla natura

Il diritto al dialogo
ad ascoltare e poter prendere la parola, ad interloquire e dialogare

Il diritto all'uso delle mani
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

Il diritto ad un buon inizio
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

Il diritto alla strada
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

Il diritto al selvaggio
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

Il diritto al silenzio
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua

Il diritto alle sfumature
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte la luna e le stelle

Vi ricordate? Ne ho parlato in questo post, una vita fa. Ma non vi ho mai fatto vedere il risultato di tutto quell'entusiasmo. Questa è l'occasione giusta per farlo e per raccontarvi il progetto che sto mettendo in atto per l'estate che sta arrivando!

Anche perché oggi - 9 giugno 2015 - ho letto questo Summer Manifesto 2015 e me ne sono innamorata letteralmente. E ho deciso di dedicare VERAMENTE del tempo sano ai miei bambini, di stare con loro e divertirci insieme il più possibile, non solo programmando cose da fare insieme ma anche lasciando loro la libertà di fare-decidere-scegliere al posto mio anche per me. Quante volte vi siete sentiti chiedere "Mamma, giochi con me?" E quante volte avete pronunciato un "sì" sentito e divertito e impegnato?
Be', io ci ho ragionato un po' su e ho scoperto che la fretta, le mille cose da fare, a volte mi hanno fatto trovare scuse o mi hanno portato a dire di sì ma senza alcuna partecipazione reale al gioco. 


Ecco, il mio Summer Manifesto 2015 dice che:
VOGLIO GIOCARE CON TE!

Piccolo Che inizierà la materna a settembre, la Piccola Meraviglia invece ha appena terminato il suo primo anno di scuola elementare e dovrà fare i conti con i compiti delle vacanze (a proposito: siete pro o contro? io ricordo con tanta nostalgia e nessuna angoscia quei libri delle vacanze, freschi e profumati di stampa, tutti pronti da riempire di parole, numeri e disegni...) ma anche con il tanto tempo libero a disposizione e vogliamo viverlo nel modo più libero e educativo possibile.

Perché non sfruttare i Diritti Naturali dei Bambini, allora? vivere il più possibile a contatto con la natura e investire il nostro tempo anche nell'ozio e nella discussione creativa? costruire, creare con le proprie mani, usare tutti i sensi per sentirsi sempre più vivi?
Partiremo allora da questi diritti naturali (che dovremmo esercitare anche noi grandi, il più spesso possibile, a dirla tutta) così bene raccontati da Gianfranco Zavalloni, per meditarci sopra e cercare di restituire ai ragazzi quello che ogni tanto rischiamo di togliere loro: la libertà di esistere con tutti i sensi!
Che ne dite di partecipare tutti insieme, come tempo fa fecero Piccola Lory e tanti altri?

[credits: morguefile.com]

mercoledì 3 giugno 2015

3 motivi per apparire/sparire senza motivo (plausibile)

5 commenti:

Gestire una vita che sta seguendo un rotta proprio tutta sua non è proprio la cosa più semplice del mondo. Almeno per me, almeno in questa fase della mia vita.
Ho cominciato una nuova strada con entusiasmo, facendo mille progetti, segnandomi obiettivi da raggiungere, sorridendo ai sogni, poi mi sono persa al primo inciampo, salvo riprendere il filo e ripartire alla grande. Per poi cadere di nuovo. E rialzarmi.
La vita è così, la vita ti mette alla prova quando sei in grado di affrontare certi livelli di difficoltà, e probabilmente questo non è ancora niente.

Ma qualcuno diceva che bisogna rialzarsi e giocare
quando il gioco si fa duro.
E allora gioco, apparendo e sparendo da queste parti senza plausibile motivo, solo per dire a me stessa che ci sono, ci sono ancora.
Eccheppalle questa negatività, eccheppalle piangersi addosso.
La nuova strada prevede scalette e progetti, prove di forza e di concentrazione. Le alterno a ore di libertà assoluta, senza meta, senza fine, senza motivo, tranne quello del sentire. Che poi è il vizio più importante, quello del sentire, con tutti se stessi, di esserci, di esistere, di far parte del mondo.
Davanti a me 3 diverse scelte, non so ancora quale sarà quella giusta, non so ancora quale farò. So già che deciderò col "sentire".

martedì 28 aprile 2015

Ma esiste una bambola che chiama "papà"?

1 commento:
"Mamma, questa bambola va aggiustata. Continua a dirmi 'mamma', ma io sono papà!"
Mio figlio, Piccolo Che, quasi 3 anni e mezzo.
E poi dicono che i bambini sono solo bambini, che non capiscono, che blablabla.
Non so voi ma io questa l'ho presa come una grande lezione. Mi ha fatto aprire gli occhi e mi ha dato una dose extra di autostima mammesca!

Sto seguendo un ciclo di incontri sulla "lettura libera da stereotipi": Irene Biemmi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze dell'Educazione e dei Processi Culturali e Formativi dell'Università di Firenze, docente e insegnante, autrice di diversi libri (ne parleremo su Zebuk) ci ha aperto gli occhi sul mondo del GENERE.
Attenzione perché usare questo termine può essere rischioso, in certi ambienti. Attenzione perché potreste essere additati come "gente strana", solo perché immaginate un mondo libero dalle pressioni degli stereotipi, dove i vostri figli - maschi o femmine che siano - possano davvero immaginare di diventare CHIUNQUE desiderino diventare (oddio come sono polemica!).

Provate ad aprire i libri di testo dei vostri figli, alle scuole elementari. Osservate le illustrazioni, le parole e gli aggettivi utilizzati per descrivere i bambini e le bambine, le mamme e i papà, i nonni e le nonne. I maschi e le femmine.
Ora provate a rispondere a questa domanda:
se voi foste un bambino di 7-8-9 anni, oggi, cosa vorreste fare da grandi?
la velina? il calciatore? l'astrofisica nucleare? il maestro elementare?
Quello che sembra emergere è che non sia così facile declinare al femminile certi lavori ritenuti 'da maschio' né declinarne al femminile altri ritenuti 'da femmina'. Quello che sembra emergere è che un uomo non può raccontare i propri sentimenti, se solo azzardano a denotare una qualche debolezza. Quello che sembra emergere è - come disse il signore attempato capitato per caso ad uno dei pomeriggi del corso, senza avere idea di dove si trovasse - che 
"beh, è che le donne sono cerebralmente più portate a fare certi lavori. Una donna si sa che è lei che si prende cura della famiglia, lei che sa cucinare meglio, lei che sa come pulire e tener bene la casa."
No, non è una questione puramente culturale, no, non è che ce lo hanno inculcato e continuano a farlo, usando volutamente oppure no, tutti i mezzi a disposizione per farlo, no, non è che vediamo ogni giorno pubblicità dove è la donna che fa la spesa cucina cambia pannolini lava e stira e che queste cose le vedono e le leggono anche i nostri figli e le nostre figlie.
No.
Ok. Forse dobbiamo riparlarne e rivedere certe nostre idee. 


Facciamolo osservando questo documentario, sul tema "Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari", di Pina Caporaso (maestra elementare attenta) e Daniele Lazzara. Da questi bambini impareremo una lezione molto importante. Molto.

Insomma, nessuno sa rispondere alla mia domanda? Esiste questa benedetta bambola? Perché il Piccolo Che continua a chiedermi di aggiustarla... ;)

lunedì 20 aprile 2015

Parole famose #5

2 commenti:
morguefile.com
È proprio quando si crede che sia tutto finito,

che tutto comincia.
Daniel Pennac

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

#miregalolentezza 5 stelle della P.M. A caccia di felicità con album scrap A piccoli passi accidia Afrodita alla fermata del tempo che non ho amici ancora amici antidolorificomagnifico appunti di vita vissuta architetti e architetture armadi baby babyy benvenuti a tutti blog candy e give-away buone feste Caccia al tesoro caro diario cartoline Casa Cena dell'Allegra Compagnia chi l'avrebbe mai detto? cioccolata dappertutto coccole con le mani in pasta con poche parole costruire di felicità Di Semplicità Virtù Eco-sostenibile entusiasmo Fata Bislacca FataSognante e Gri-Gri Flat Stanley fotografia giochiamo? gola grazie Happy Week Art Journal HappyWeekJournal2013 i supernonni i talenti Il gioco dei vizi il marconista Il Nostro Personale Giorno del Ringraziamento il vizio di leggere il vizio di riflettere il vizio di scrivere ilcircolovizioso ingenua insegnamenti Io me stessa e me iomivizio ItaliaNostra la grande transumanza dei segnalibri La mia agenda 2014 La mia agenda 2015 la supernonna la vittima lavoro LeggiAmo 2013 LeggiAmo 2014 LeggiAmo 2015 Liberiamo una ricetta 2013 Liberiamo una ricetta 2014 Lista delle Cose da Fare 2015 Lussuria mare MenoStressPiùFarfalle mi vizio con... Natalia Cattelani natura nodi che vengono al pettine non ci posso credere nonna Iolanda nuove amicizie Nutella Oggi vorrei proprio essere qui oroscopo ozio parliamone parole famose PECC pensieri e parole personaggi Piccola Meraviglia piccolo Che piccolo-spazio-pubblicità PIF Pippi Calzelunghe Plastic Guerrilla poesia polepole al lavoro POLUCHINA posticini del cuore premi Project 10 books raccolte Ri-Vivere Ricette per la Cena ricette rubate rivelazioni S.A.L. scatole di latta scusa sogni e bisogni storia e storie di culture diverse strani vizi superbia swap tanti auguri a te Tatti Turisti a casa propria vecchi tempi vizi Voglia di Creare voglia di viaggiare voglia di... writing tuesday ZEBUK zen zibaldone

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Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

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... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...