mercoledì 11 ottobre 2017

Del vizio di leggere, mio difetto più grande

Pila di libri. Ma mica tanto alta, eh! ;)

Torno in camera da letto, torno alla pila di libri sul piano da toilette senza specchio, libri non letti che intendo leggere, una pila alta. Scegliere quale libro leggere non è difficile. La scelta cade generalmente sull'ultimo che ho portato a casa. Acquisto libri continuamente, sistemandoli nella pila da leggere. Quando finisco qualunque libro stia leggendo, comincio l'ultimo che ho comprato, quello che ha attirato la mia attenzione per ultimo. Naturalmente, la pila continua a crescere finché non decido che non comprerò più alcun libro fino a quando non avrò letto quelli della pila.
A volte funziona.
(La traduttrice, Rabih Alameddine)

Sto terminando la lettura di questo libro e ho trovato più spunti qui, tra le righe, che in un sacco di altri da cui me li sarei aspettati.
Non commento ancora sul piacere o meno che ho provato a leggerlo, troverete la mia recensione su Zebuk. Però ci sono alcuni passi che mi sono segnata, per tornarci sopra, per ragionarci su, per capire, ispirarmi, viaggiare.
Questo è uno di quelli in cui mi identifico di più. La pila di libri qui sopra dovrebbe confermarvelo, è proprio uguale alla mia, quella sul mio comodino. E è uno dei motivi per cui mio marito in questi giorni non mi rivolge la parola. 

"A volte funziona", dice Aaliya, la traduttrice.
Già, a volte. 
Ma mica sempre. 
E io, come lei, continuo a comprare libri, a prenderli in prestito in biblioteca, a scambiarli negli angoli di book crossing che stanno spuntando anche qui da noi.
La pila aumenta sempre più, mio marito inizia a dare segni di cedimento, insieme al mio comodino, ma io il vizio di leggere non riesco a togliermelo, proprio no.

martedì 3 ottobre 2017

Continuano le riflessioni...

[Continua il periodo delle riflessioni. 
In un giorno d'estate passato ho messo in bozza questo post, poi me ne sono dimenticata e non l'ho pubblicato. Ma è sempre così valido che oggi - giorno di ritorno ai pensieri positivi e ottimisti - ho preso la palla al balzo e lo ripropongo, a futura memoria. Eccolo, così come l'ho scritto, di getto, nell'estate appena passata.]

Libera!

Questo brano è capitato davanti ai miei occhi mentre rimuginavo sui miei dolori e le mie gioie e mi concedevo un caffè.
Il pomeriggio precedente mi ero dedicata al Piccolo Che, la grande era in gita, e abbiamo passato del tempo insieme al parco. Senza cellulare. Senza social e whatsapp vari. Ho ascoltato le rondini garrire (ahah, sono andata a cercare su google, sì! 😁)
Lo dedico a chiunque si senta in gabbia, in arresto, senza via d'uscita. Libera!
Liberati di tutte quelle cose che non senti più tue.
Le scarpe scomode, i vestiti smessi da anni, i jeans che non ti entrano più.

Liberati di tutte quelle persone che non senti più tue.
La falsità, gli amori indecisi, i “tanti auguri a te e famiglia”.

Liberati dei luoghi che ti rendono triste,
almeno qualche ora al giorno. 
Le prigioni del cuore, una casa troppo stretta, un ufficio che tira fuori solo il lato peggiore di te.

Liberati delle strade che non ti portano né lontano né vicino alla felicità.
Siano esse convenevoli, cene programmate, la buona educazione a tutti i costi.

Liberati dei sogni che ti hanno tradito, che hai tradito o che ti hanno fatto perdere già troppo tempo.
È andata così. Amen.

Liberati degli amori che ti hanno tradito, che hai tradito o che ti hanno fatto perdere già troppo tempo.
Doveva andare così. Amen.

Liberati dell’immagine che gli altri vorrebbero di te.

Liberati dalla debolezza di voler essere sempre e comunque perfetta. Di poter piacere a tutti. Di poter entrare nel cuore di chiunque.

Liberati dalla presunzione di avere sempre
e comunque
ragione.

Liberati di tutte quelle cose che gli altri vorrebbero facessi.
Mentre per te è come morire dentro.

Liberati dalla mediocrità dei gesti vuoti e delle parole di circostanza.
Dedica il tuo tempo a chi/cosa ti rende felice.

Liberati delle offese gratuite della gente, dei calci in bocca che hai preso, delle ferite di cui hai perso il conto.
Sei ancora qui: hai vinto già la tua battaglia.

Liberati del passato che non ti appartiene più e del futuro che non senti più così necessario.

Liberati dal pensiero ossessivo di essere un totale fallimento:
hai ancora tutta la vita davanti per poterti dimostrare il contrario.

Liberati dal peso della tua sincerità: non a tutti piacciono le persone sincere.
E sei stata fortunata a perderle.

Liberati dalla voglia costante di ferirti, rimproverarti, annegarti:
mandati a fanculo ogni tanto, se serve,
ma non mollarti mai veramente del tutto.

La tua libertà è un dono prezioso.


N.B.: non riesco a capirne la fonte originale, ho trovato solo questa, che la riporta integralmente.

giovedì 7 settembre 2017

L'Ozio e la riscoperta della Controra

Scorcio di una Controra Mediterranea, Ostuni

Sono le tre di un pomeriggio d’estate. Il sole è impietoso. L’ombra non esiste o forse è solo un’illusione ottica, dal momento che non provo alcun sollievo nemmeno a restare seduto sotto un ombrellone degli chalet a Mergellina.
A Napoli si chiama ‘controra’.
Il termine sta a indicare che si tratta di un’ora contraria, cioè di un’ora che dovrebbe essere vissuta come un’ora della notte: a letto e nel buio di una stanza. L’orario unico è stato inventato nei paesi senza sole.
(Luciano De Crescenzo, “Così parlò Bellavista”)

Per chi non conosce le usanze e il dialetto del Sud Italia, per chi - abituato all'attivissimo e un po' più tiepido Centro Nord - non si capacita della quasi impossibilità di bersi un caffè o di fare acquisti sul lungomare poco turistico di un qualsiasi paesino del Sud Italia, la Controra è un fatto del tutto sconosciuto.
Quando quest'estate ho chiamato gli amici che mi avevano anticipato di qualche giorno nella casa presa in prestito per le vacanze, li ho sentiti stupirsi del fatto che tutto - tutto! il bar, la farmacia, la cantina vinicola, l'azienda agricola per l'assaggio dei formaggi tipici - fosse chiuso e inaccessibile dal primo dopo pranzo fino alle 17 del pomeriggio. Solo allora mi sono ricordata di non averli avvertiti: la Controra!

"Le cicale che cantano in campagna, il silenzio assoluto, le strade deserte,
le tende con le stecche di plastica chiuse a murare le porte,
il sole a picco sulle testoline spaesate dei turisti...
"Non vi avevo avvertito: c'è la Controra!"

 
A volte per capire meglio certi concetti fondamentali è necessario provarli sul campo, sperimentarli in presa diretta. Da quel momento la vacanza dei miei amici ha preso tutto un altro ritmo: hanno mollato gli ormeggi, rilassato il cervello, si sono arresi, felici, all'idea che non dovessero far per forza qualcosa per riempire il tempo a loro disposizione. Hanno scoperto l'Ozio, quello sano. E si sono innamorati.

Da piccola, nelle mie estati bambine passate dalla nonna, in Puglia, quando ogni momento era buono per giocare, scoprire, inventare, la Controra e quel riposo quasi forzato erano una condanna che sopportavo in silenzio, arrampicandomi sugli alberi di fico con un fidato libro al seguito. Sognavo di essere come Cosimo Piovasco di Rondò e mi isolavo lassù, tra le cicale, le gazze, le formiche che della Controra se ne fregavano e continuavano a lavorare, imperterrite. Senza altri suoni, senza altra compagnia. Sola, in compagnia del silenzio e dei miei pensieri.

Ora la Controra mi sa affascinare con i pensieri che sa produrre, con l'inazione e l'ozio buono, con il riposo di chi non ha tempo altro. Ho imparato ad apprezzarne l'immobilità che sa costruire, la serenità, la (momentanea) pace interiore.
Poi è chiaro che la vita non è fatta solo di questo, è evidente che bisogna anche lavorare, e ci sono momenti anche per quello. Ma voi provate, se potete. Cercatevi un angolo solitario, ritagliatevi qualche minuto di Controra. Imparate l'Ozio sano. Poi tornate a raccontare.

mercoledì 26 luglio 2017

Di Lumache, Pinocchi e vita quotidiana

Parco di Pinocchio - Collodi (PT), La Lumaca, 2010

— Lumachina bella, — gridò Pinocchio dalla strada, — sono due ore che aspetto! E due ore, a questa serataccia, diventano più lunghe di due anni. Spicciatevi, per carità.
— Ragazzo mio — gli rispose dalla finestra quella bestiuola tutta pace e tutta flemma — ragazzo mio, io sono una Lumaca, e le Lumache non hanno mai fretta. — E la finestra si richiuse.
[...]
La mattina, sul far del giorno, finalmente la porta si aprì. Quella brava bestiuola della Lumaca, a scendere dal quarto piano fino all’uscio di strada, ci aveva messo solamente nove ore. Bisogna proprio dire che avesse fatto una sudata.
(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)

Da quanto non ci leggiamo? Un bel po', garantito.
La risposta, la soluzione, sta qui sopra, sta nella Poluchina qui a fianco, sta nella vita quotidiana che - giustamente - prende il sopravvento.
Il CircoloVizioso è il luogo del riparo, della quiete, della pace, della serenità, non riesco proprio a costringermi alla costanza a tutti i costi. Ma voi che ancora ci siete, voi pochi che continuate a leggere, siete tra quelli che hanno capito la cosa fondamentale: là fuori c'è la vita vera, quella da vivere, quella per cui lottare, quella che ti porta via le persone all'improvviso e tu magari non fai in tempo a dir loro quanto sono importanti per te,
quella che ti fa incontrare persone-luoghi-libri sempre al momento giusto per dirti come procedere, quella che ti manda un sacco di segnali per dirti che sì, anche se non ne sei ancora convinta, anche se tutto sembra remare contro, è proprio quella che stai seguendo la via giusta da seguire.
Ma quella vita lì, quella vera, passa anche di qui, da questo web, così maltrattato da alcuni, così sopravvalutato da altri. Qui, sul web, ho conosciuto persone importanti, che hanno lasciato un segno sulla mia vita, nella maggior parte dei casi hanno aperto finestre sul mondo e novità che neanche mi immaginavo.
 
Parco di Pinocchio - Collodi (PT), Pinocchio al Gran Teatro dei Burattini, 2010
Oggi ho ripreso Pinocchio, non tanto per le sue bugie quanto per lo splendido racconto del suo viaggio di crescita: Pinocchio che ne ha viste di belle e di brutte, Pinocchio che si riprometteva cose, che prometteva impegno e costanza e poi finiva per lasciare tutto e fuggire nel Paese dei Balocchi, dove non c'è da pensare a nulla tranne che al divertimento.
C'è molto da pensare, se provate a soffermarvi un minuto.
E poi pensate anche alla Lumaca, alle sue parole, a quella fretta che non c'è, che non ci dev'essere.
Sono tornata a queste foto fatte diversi anni fa, con la PM piccina, i suoi sorrisi, la paura alla vista del Gatto e la Volpe incappucciati. Il terrore alla vista di questo burattino sottovetro, che a vederlo col senno di poi fa davvero un po' impressione, bruttino com'è... 😟

Al Parco torneremo anche quest'anno, ormai è una tappa fondamentale per noi quattro. Stavolta però affronteremo la Via della Fiaba, seguendo una delle guide trovate in giro per il web: Sentieri d'autore.


Camminare per il borgo e nella natura sarà piacevole anche per i bambini, se accompagneremo la passeggiata con la storia del nostro grande amico burattino:

— C’era una volta....
— Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori.
— No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

E voi? verrete a camminare con noi, insieme a Pinocchio? Sapete, si imparano davvero molte moltissime cose ascoltando la sua storia, sia da bambini che da adulti... 😉

martedì 13 giugno 2017

Di briciole, di pioggia, di bellezza.

rain

Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza…
L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia.
Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo
(
Frida Kahlo)

Da quanto non ci leggiamo? C'è bisogno di un tempo silenzioso, ancora per un po'.

Intanto colgo frasi, momenti, piccole cose, pezzi di carta, ritagli di stoffa, poesie, immagini, legni sbiancati dal mare. Ne sono felice, mi fanno felice, anche se sono niente, briciole. 
Mi piace vederle lì e poi ritrovarle, magari dopo tanto tempo archiviarle, ricomporle. Chissà se queste briciole, seguendole passo passo, alla fine porteranno in qualche luogo, chissà.


Queste parole di Frida Kahlo, per esempio, mi hanno colpito forte: da tanto ho in mente di approfondire la sua vita, di saperne di più di lei. 
Quest'estate sarà il momento giusto.

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

argomenti viziosi

#10minutiPerMe #ioscelgolagentilezza #miregalolentezza #OperazioneUnPassoAllaVolta 2018_laBussola 5 stelle della P.M. A caccia di felicità con album scrap A piccoli passi accidia Afrodita alla fermata del tempo che non ho amici ancora amici antidolorificomagnifico appunti di vita vissuta architetti e architetture armadi baby babyy benvenuti a tutti blog candy e give-away buone feste Caccia al tesoro caro diario cartoline Casa Cena dell'Allegra Compagnia chi l'avrebbe mai detto? cioccolata dappertutto coccole con le mani in pasta con poche parole coronavirus costruire di felicità Di Semplicità Virtù Eco-sostenibile entusiasmo Flat Stanley fotografia giochiamo? gola grazie Happy Week Art Journal HappyWeekJournal2013 i supernonni i talenti Il gioco dei vizi il marconista Il Nostro Personale Giorno del Ringraziamento il vizio di leggere il vizio di riflettere il vizio di scrivere ilcircolovizioso ingenua insegnamenti Io me stessa e me iomivizio ItaliaNostra la grande transumanza dei segnalibri La mia agenda la supernonna la vittima lavoro LeggiAmo 2013 LeggiAmo 2014 LeggiAmo 2015 Liberiamo una ricetta 2013 Liberiamo una ricetta 2014 Lista delle Cose da Fare 2015 Lussuria mare MenoStressPiùFarfalle mi vizio con... Natalia Cattelani natura nodi che vengono al pettine non ci posso credere nonna Iolanda nuove amicizie Nutella Oggi vorrei proprio essere qui oroscopo ozio parliamone parole famose PECC pensieri e parole personaggi PestiPossibili Piccola Meraviglia piccolo Che piccolo-spazio-pubblicità PIF Pippi Calzelunghe Plastic Guerrilla poesia polepole al lavoro POLUCHINA posticini del cuore premi Project 10 books raccolte Ri-Vivere Ricette per la Cena ricette rubate rivelazioni S.A.L. scatole di latta scusa sogni e bisogni storia e storie di culture diverse strani vizi Summer Manifesto 2015 superbia swap tanti auguri a te Tatti Turisti a casa propria Una Casa a Modo Mio vecchi tempi VisteRiviste vizi Voglia di Creare voglia di viaggiare voglia di... writing tuesday ZEBUK zen zibaldone

...chi ha vizi come me...

Il Vizio di Leggere

Il Vizio di Leggere
Per non perdere il vizio, nonostante le mille cose da fare, per trovare il tempo da dedicare ad una buona lettura, per scoprire nuove emozioni e sensazioni, di quelle che solo un buon libro è capace di regalare a chi lo apre con passione e curiosità.

Il vizio di riflettere

Il vizio di riflettere
... il mio modo di Guardare e non solo Vedere ciò che ci circonda...