lunedì 1 febbraio 2021

Non che l’albero



[...] non che l’albero non abbia preoccupazioni, 

ne ha, però accetta con pazienza

rimanendo fermo, non allontanandosi dal posto, 

prendendo quello che trova, che c’è,

e provando a trasformare in bene anche i mali.

Endimione, Claudio Damiani

martedì 7 aprile 2020

Il marconista - Noi del Sud


Vi ricordate del marconista? 
Storia di taaanto tempo fa, storia che oggi ritorna perché - svolazzante e un po' inquietante nella sua attualità - ho trovato un foglio ripiegato e aggiunto all'ultima pagina del quadernetto. Sono certa di non averla mai vista prima.
La scrittura sempre vintage, la carta un po' più bianca dell'altra, ma usata: sul retro alcuni schizzi, sembra il progetto di un orto, con linee di piante, quadri di erbe aromatiche. Chissà che vita indaffarata, il marconista, chissà...

Non deve essere più tanto giovane, il marconista, se ci fa arrivare messaggi di questo tipo. Oppure è lui, giovane, giovane dentro, e aiuta chi ha qualche anno in più. Chissà se lo scopriremo mai.

Comunque.

In questa pagina il marconista ringrazia i giovani che si danno da fare e aiutano chi ha una certa età; ringrazia chi, con una parola di conforto e qualche atto di pura e semplice gentilezza, si rende disponibile. 
Come i tanti, giovani e meno giovani, che lo stanno facendo in questi giorni, per aiutare tutti a uscire fuori dall'emergenza il più rapidamente possibile.

Li ringrazio anch'io, dovremmo farlo tutti. 
Il loro è un dono prezioso!


Momenti di solidarietà giovanile

Piccinni simu e grandi ni facimu
Moni, ch'è nu momentu delicatu
Ognuno ti nui si sente già impegnatu
Quannu lu vicinu è sulu e lu sapimu
sciamu a tuzza' alla porta, e li ticimu:
"Ti c'è bisuegnu ani, ca nui vinimu...
e subbito ti purtamu quantu occorri."

Risposta con mestizia
Tinia nu jattu e moni se n'è sciutu
a sci' cercari l'amori chiù luntano
e moni, c'aggia rimastu sulu sulu
qualcuno alla mia porta m'è tuzzatu
cussì lu cori mia è risuscitatu.

Grazie ragazzi pe cuddu ca faciti
simmu anziani suli ca ristamu
e cu tuttu lu cori ringraziamu.

La terza età.

mercoledì 11 marzo 2020

Nove marzo duemilaventi

Nove marzo duemilaventi

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.

E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere -
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora -
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

(da Doppiozero.com)

---
Nove marzo duemilaventi. Seduta sul lettone con tutta la famiglia, gatto compreso, dicevo ai miei figli - e anche un po' a me stessa - che stavamo vivendo un momento storico: la scuola in digitale, con loro che si mostrano così agili col computer e con lo scaricare file e linkare cose, la vita nuova, diversa, a cui tutti quanti dobbiamo imparare ad abituarci, i contatti che non possono essere più fisici e devono puntare sulla qualità delle parole, a distanza. Dal giorno dopo, dal 10 marzo sarebbe cambiato il mondo. Il nostro modo di vedere, di sentire, di pensare. A volte ci vogliono bastonate per rimettersi in riga, è brutto da dire ma a volte è vero. Io per prima ogni tanto ho bisogno di una sgridata per riprendere la via.
Viviamo ogni istante della nostra vita. Viviamolo intensamente. E quando finalmente tutto sarà passato ne avremo guadagnato in consapevolezza. In passione. In presenza.

Poco altro da dire, molto da pensare.

Un abbraccio
- virtuale -
a tutti.
Silvia

venerdì 12 luglio 2019

Un augurio per l'estate 2019: coltivate pensieri gentili, arriveranno farfalle :)

#IoScelgoLaGentilezza

Essere gentili non vuol dire essere deboli.
Si può essere gentili e determinati, gentili e fermi sulle proprie posizioni.
Non è urlando che si è forti.


[Questo è un post antico, scritto lo scorso anno in una mattinata di agosto, ma lo sento così mio, così attuale, che senza nemmeno ritoccarlo lo ripubblico oggi, 12 luglio 2019, per farvi sapere che siamo ancora vivi, che leggiamo, che ancora respiriamo e ci muoviamo in questo mondo. L'augurio è più valido che mai oggi: Siate gentili, arriveranno Farfalle!]


Ieri ho letto questo post di Burabacio e sono tornata col pensiero a qualche anno fa, quando ho avuto a che fare con un troll.
Uno reale, non di quelli virtuali che girano sulla rete, uno in carne e ossa: persona violenta, che per esplicitare ogni sua opinione sa usare un solo modo, fatto di urli, grida, violenza. Violenza verbale, per carità, ma sempre di violenza si parla.

Non è urlando che si è forti.

No, infatti.

Ho sempre pensato che la mia totale incapacità di gridare con violenza le mie opinioni per farmi valere fosse un grosso limite: ho sofferto tantissimo da ragazzina per questo, perché non ero mai quella "forte", quella che tutti seguivano perché sembrava così sicura di sé. E si sa, nell'adolescenza la prima e forse unica cosa che cerchi è la sicurezza - di sapere chi sei, cosa vuoi, dove vai.
Il pensiero comune per i ragazzi di allora (e per quelli di oggi, e probabilmente purtroppo non solo per i giovani... 😕) era:

"è così che ci si fa strada,
è così che 'arrivi',
è così che ti fai valere e rispettare"

Ma dove? Ma quando? Ma perché?

La realtà è profondamente diversa e passa - anche - da una riflessione su quello che vuoi che rimanga di te, passato l'effetto sorpresa molto molto scenografico dell'imporsi con la violenza. E sarete d'accordo con me che il rispetto per chi usa violenza non esiste e non deve esistere.
Certo, su alcuni punti della mia personalità devo ancora lavorare, su certi ho già raggiunto buoni risultati, ma probabilmente è un fatto dovuto al carattere, all'educazione, se l'essere gentile ma determinata, rimanendo ferma sui miei principi, mi viene così spontaneo. Non sempre ottengo l'obiettivo al primo colpo, ma sono certa che sia la strada giusta da seguire.

Ecco, quello che vi auguro per questa estate 2018 2019 è questo: il tempo per una giusta e profonda e rilassata riflessione su questo tema. Sulla Gentilezza

Sul coltivare posti belli DENTRO DI NOI
per attirare cose belle INTORNO A NOI.

Come scrive giustamente Sabrina, donna che ammiro davvero tanto, perché sa parlare con voce calma e pacata, arrivando dritta al Cuore.


Allora coltivate Gentilezza: arriveranno Farfalle!

E con la nostra raccolta #Menostresspiùfarfalle la gentilezza va a nozze.



Nel frattempo Sabrina di questa cosa della gentilezza ha fatto un progetto fantasticoLo trovate qui: seguitelo, innamoratevi come me delle sue parole e della sua capacità di arrivare al cuore. 

Coltivate quella Gentilezza di cui parla: Sii Gentile è una tisana calda per l'anima, fa bene a tutti quanti, a chi dà gentilezza, a chi riceve gentilezza. E a chi la osserva dall'esterno.

Ci rivediamo a settembre, buona Gentilezza a tutti!

venerdì 7 dicembre 2018

La sola ragione della nostra esistenza. E gli auguri del CircoloVizioso per questo Natale 2018

Siete disposti
[...]
A capire che probabilmente
la sola ragione della vostra esistenza
non è ciò che voi avrete dalla vita,
ma ciò che darete alla vita?

C'è qualche altro augurio, più bello e caldo di questo, che possa farvi per questo Natale 2018? 
C'è così tanto da dire su questa poesia (che vi riporto per intero più sotto) e su quello che mi è accaduto in questo ultimo periodo, e sulla vita in generale, che non so nemmeno da dove partire.
Mi sto facendo mille domande in questi giorni, e temo non smetterò mai più di farmene e di osservare tutto quello che succede con occhi ancora diversi, molto diversi.

Alla fine, quello che sto imparando, una volta ancora, è che bisogna fare un passo alla volta, credere e avere fiducia in ogni piccolo successo, e affrontare ogni battaglia con fiducia e consapevolezza. 

La strada sarà lunga ma ci riusciremo.
Ci sarà da combattere e da lottare,
e probabilmente anche da soffrire,
ma ne verremo fuori.

Per questo Natale voglio farmi un gran regalo. Voglio seguire uno dei consigli di Valentina, che suggerisce di scrivere anche noi una letterina a Babbo Natale.
Voglio riflettere su tutto quello che sono disposta a offrire generosamente di me a me stessa e agli altri, voglio capire quanto so dare e non quello che voglio ricevere. Voglio aprire il mio cuore e prendermi cura. Di me. Di chi mi sta vicino. Di chi non lo ha mai fatto, magari perché non ne ha visto la possibilità. Voglio accorgermi di ogni occasione che ho e coglierla, perché domani potrebbe non esserci più. Potrei non esserci più io.
Voglio sapere di aver dato, alla Vita, perché la mia esistenza non sia mai vana.

Questa è la poesia di cui vi parlavo. L'ha scritta Henry Van Dyke, uno scrittore statunitense, un bel po' di anni fa. Il suo significato e il suo valore non sono scaduti col passare del tempo, anzi.

Siete disposti a dimenticare
quel che avete fatto per gli altri

e a ricordare
quel che gli altri hanno fatto per voi? 
A ignorare quel che il mondo vi deve
e a pensare a ciò che voi dovete al mondo?
Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi,
e a cercare di guardare dietro i volti
per vedere il cuore avido di gioia?
A capire che probabilmente la sola ragione della vostra esistenza
non è ciò che voi avrete dalla vita,
ma ciò che darete alla vita?
A non lamentarvi per come va l’universo
e a cercare intorno a voi un luogo
in cui potrete seminare
qualche granello di felicità?
Siete disposti a fare queste cose
sia pure per un giorno solo?
Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno.


~ Henry Van Dyke
~

Il mio augurio è che anche il vostro Natale duri per tutto l'anno.

Non ci sentiremo per un po', forse fino ad anno nuovo, perché in questo momento al CircoloVizioso c'è bisogno di concentrarsi solo e soltanto e unicamente sul sé. E di dare, a chi sta qui intorno, vicino vicino, tutto l'Amore che c'è.
 

p.s.: ho scoperto Henry Van Dyke grazie a Valentina Giordano, qui. Credo ci sia moltomoltomolto da approfondire...

martedì 13 novembre 2018

13 novembre, Giornata Mondiale della Gentilezza.

Six img
Fa' che la Gentilezza sia la normalità

Ogni persona che incontri
sta combattendo una battaglia
di cui non sai nulla.
Sii gentile. Sempre.
(Platone)
 

#WorldKindnessDay
#MakeKindnessTheNorm 
#ioscelgolagentilezza

Non sono solo hashtag da seguire, tra i tanti, su Instagram o su Twitter, sapete?
Ci sono mille e più azioni gentili che possiamo fare per cambiare, poco a poco, a piccoli passi, come solo gli esseri gentili sanno fare, il mondo intero. Per accogliere in un abbraccio chi sta combattendo una sua personale battaglia, chi ha bisogno di un atto che doni di nuovo fiducia nel mondo, chi è arrabbiato e non sa nemmeno perché, così chiuso in se stesso.

 

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza. 
Cosa farete oggi - e tutti i giorni a seguire, ovvio - per essere ancora più gentili
e distribuire semi buoni nel mondo?

Non identificatemi con quel termine diventato odioso che si sente dire in giro: buonista. Ho anch'io i miei momenti no, ho anch'io da ridire con molti personaggi con cui mi capita di dover avere a che fare, e avrei mille motivi per sparare a zero e criticare e accusare. Va da sé che odio la violenza, di ogni tipo, ma questo non fa certo di me una santa.
Solo che vedere gli effetti devastanti - per tutti - quando questa tecnica è applicata da altri, e sentirla anche sulla propria pelle, ingiustamente, mi ha fatto capire quanto sia più utile e positivo e produttivo mettersi nei panni dell'altro, cercare di capire le sue ragioni. E trovare una risposta che possa andare bene a tutti e due.
La giornata mondiale della Gentilezza è stata istituita nel 1988 dal Japan Small Kindness Movement di Tokyo. Nel 1996, proprio a Tokyo, un primo gruppo di organizzazioni si costituisce nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza) di cui anche l’italiana Gentletude* fa parte.
*(al link si trovano moltissime risorse a cui attingere)
 
Se proprio non vi viene in mente nulla, ma proprio nulla nulla, per celebrare oggi e ogni giorno a venire la Gentilezza, qui e poi anche qui e poi qui (se avete voglia di affrontare l'argomento con i bambini) e poi anche qui trovate molti suggerimenti, ma sono certa che siete delle belle persone, così incredibilmente incredibili che avrete milioni di idee da proporre ai vostri figli, agli amici, ai colleghi di lavoro, anche e perfino al vicino di casa, per fare del mondo un posto migliore.

Ne sono certa, sì.

Voi non deludetemi, eh? ;)

martedì 9 ottobre 2018

#LaMiaAgenda2018 | Ottobre, profumo di mare


“Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni,
vivete la vita che avete sempre immaginato.”
(H. D. Thoreau)


Ottobre. Già da qualche giorno. Un salato profumo di mare satura la corrente d'aria insistente che mi accoglie stamani, appena scesa dall'auto.

Sono giorni scompigliati, l'equilibrio tarda ad arrivare, ma non fatica. 
Lento, costante, procede sul percorso che ha deciso di seguire. 
Perché ha vita sua, propria volontà, il mio equilibrio: decide una strada e la segue, imperterrito. A niente serve il mio cercare di incanalarlo, a nulla i programmi, l'incastrare appuntamenti e liste di cose da fare. 
Non mi angoscia più il tempo, ho accettato il suo scorrere e non mi pesa più il non arrivare a fare tutto quello che dovrei.
Ci sono momenti in cui la soluzione migliore è proprio questa: lasciar scorrere. Come l'acqua del fiume.

Qualche giorno fa ho letto questi post di Burabacio (ne ho parlato anche qui) e ho sentito il bisogno forte di dare voce alla parte di quella me creativa che a volte abbandono a se stessa. Il risultato è la copertina di ottobre, sulla 365di2018 di Zelda, che con quei gamberoni a ottobre, lo ammetto, mi aveva un po' spiazzato.
 

Eppure stamani il profumo di mare è arrivato davvero, e la voglia di correre di nuovo lì, sull'isolachenoncè, a farsi accarezzare dal sole e dal vento salmastro è tornata prepotente. Il fine settimana si avvicina, annuso l'aria e gioco a immaginare una fuga (un'altra ancora!) sull'isolachenoncè, coi piedi nella sabbia e i pensieri sciolti. 

Mi sto organizzando per vivere la vita che ho sempre immaginato. Non quella fancazzista, ovvio, ma quella cosciente, finalmente, di essere un Individuo Unico, capace di esprimere se stesso e le proprie potenzialità. E di seguire i propri sogni.

mercoledì 3 ottobre 2018

#LaMiaAgenda2018. Capitolo 3: Il punto della situazione.

Troverò mai l'agenda perfetta? Forse sì... ;)
Troverò mai l'agenda perfetta? Forse sì... ;)
[ndr: in pratica l'anno è quasi finito e io non ho più postato gli sviluppi de #LaMiaAgenda2018.
Niente scuse, non c'è alcun motivo di trovarne.
Ho scritto questo post un bel po' di tempo fa, oggi lo aggiusto, lo correggo, lo aggiorno e lo pubblico, perché è arrivato il tempo della coerenza e dell'azione]


Lo aspettavo, il nuovo anno, perché speravo in una veloce chiusura del vecchio 2017, che non è stato proprio formidabile. E man mano che si sono aggiunti giorni [e settimane e mesi] ho scoperto che c'è una nuova consapevolezza, che c'è gratitudine in ogni cosa che faccio, che ci sono nuove opportunità ancora da scoprire, ogni giorno:

Ero colpita da quanto la nostra insaziabile ricerca di risposte
non contemplasse mai l’ipotesi (non dico la certezza)
che buona parte di queste fossero già dentro di noi.

Vi ricordate? Avevo scritto qui delle parole di Zelda che mi sono entrate nel cuore, tanto che hanno fatto parte della copertina del mio Bullet Journal - ancora sperimentale - per il mese di Gennaio.

A Febbraio invece ho capito di aver bisogno di tirare fuori quella forza che sapevo di avere, nascosta da qualche parte, e ho capito anche che dovevo tornare a liberare la creatività. Ne è uscita una pagina simil-scrap, che mi è piaciuta abbastanza... [poi successivamente ho letto e approfondito in giro e il discorso sulla creatività si è fatto molto ampio, dovremo aprire una grande parentesi graffa sull'argomento: qui, qui e qui, da Sabrina, Burabacio se ne può avere un'idea]

Ulteriore passo avanti: un menù settimanale, da far ruotare sulle 4-5 settimane del mese. Ho iniziato con una bozza studiata in base al menù-mensa del Piccolo Che, per alternare pasti e fonti, durante il corso delle settimane varia tutte le possibili alternative, anche in base all'offerta del mercato, quella del contadino e via così.
Mi è servita come base per metter giù anche liste della spesa mirate e con un occhio anzi due al risparmio (qualità innanzitutto, ma con attenzione allo spreco!)

Ho provato anche - per qualche mese - a tenere un habit-tracker, un registro delle abitudini (quelle buone, che le altre vengon da sé!). Per il momento avevo scelto di dedicarmi a queste, poche ma utili:
  • bere di più durante il giorno (almeno 8 bicchieri d'acqua fuori pasto, per partire) 
  • Curare di più l'aspetto delle mie mani (smalto, crema: le mani sono una parte troppo importante di me, voglio prendermene più cura!)
  • niente extra snack durante la giornata (oltre allo spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio)
  • camminare il più possibile (ma le giornate e la mia pigrizia di base non hanno aiutato: tanta pioggia e un gran freddo che non spingeva a metter piede fuori dalla porta nei mesi invernali. Con l'arrivo della primavera le cose sono molto migliorate)
  • il diario di 5 anni (poche righe al giorno e sullo stesso giorno 5 anni diversi. Per confrontare, da qui a 5 anni, cosa ho pensato, cosa ho fatto, come sono cambiata. Il post in cui racconto di questo diario lo pubblicherò prossimamente, lo prometto).
Al tracker ho apportato nel tempo qualche modifica, ma alla fine non sono per niente convinta del sistema: il più delle volte mi pare (almeno nel mio caso) una perdita di tempo quella di colorare quadretti (più che altro perché ne coloro ancora troppo pochi... ma qui starebbe il senso: tracciare le buone abitudini dovrebbe aiutare a migliorare e a sforzarsi di averne...). 
Non credo che ci riproverò: non voglio essere schiava del bullet journal, deve solo servirmi ad imparare una disciplina che non ho. Troverò un altro metodo.

Ad Aprile non ho più resistito e mi sono comprata la #365di2018, l'agenda bellissimissima di Zelda was a writer (sigh, dall'anno prossimo non esisterà più, potevo farmi scappare l'occasione di aver l'ultima sua creazione di quel tipo?) e il suo approccio è proprio quello che cercavo: non posso perdermi dietro a tracker e appuntini e verifiche varie (so che sono un'inguaribile ottimista, ma voglio assolutamente dormire almeno 8 ore a notte!) e il tempo che risparmio col suo sistema lo posso usare per rilassarmi e gestire meglio budget, spese e vita familiare quotidiana. Il che è un gran successo.

Insomma, i mesi passati sono stati mesi di sperimentazioni, le conclusioni che ne sono uscite mi aiuteranno ad aggiustare il tiro. L'anno prossimo sarà l'anno in cui LaMiaAgenda diventerà proprio mia mia mia, fatta da me medesima.


NOTE

  1. quanto ai bicchieri d'acqua, mi ha aiutato di più disegnare in calce al giorno sull'agenda una goccia colorata ogni volta che bevo un bicchiere. L'abitudine è diventata una costante dopo che i bagordi estivi mi hanno distrutto con un attacco di cistite: ora i miei due litri al giorno non me li toglie nessuno. Come fare di necessità virtù... ;) 
  2. devo aggiungere un giorno detox al menù settimanale - devo farlo, devo farlo, devo farlo! 
  3. e se aggiungessi anche un controllo peso settimanale? qualche chiletto in meno può essere un primo risultato, perché no? 
  4. aggiungere sicuramente 15 minuti al giorno di completa solitudine, ne ho bisogno... :)

giovedì 27 settembre 2018

Disequilibrio.

Ancora sabbia, tra le dita dei piedi...

«Un dieci minuti di lettura veloce delle mail,
giusto per staccare dalla routine e pensare un po' ai fatti miei.»

Leggo:
  • Saper scegliere ciò che è vero
  • Prendi le decisioni giuste per il tuo futuro!
  • In Cammino, in ogni senso

Gli oggetti delle mail di stamani hanno il sapore di un incontro con una veggente.
Oppure con l'analista. 
Ho le visioni o i miei occhi vedono solo ciò che vogliono vedere e che cercano da un bel po' di tempo? (troppo?)

Settembre è stato un mese di disequilibrio totale, dopo un periodo estivo, vacanza compresa, che invece mi ha saputo portare una serenità che da tempo non avevo.
Una settimana su una spiaggia, scalza, con l'auto parcheggiata e dimenticata a 600 m di distanza. Poca connessione con la rete ma tanta, tantissima, con me stessa.
Uno dovrebbe farlo almeno due volte l'anno, di scordarsi del dovere, di pensare solo a stare bene con sé. Da soli, specialmente.
Della settimana parlerò e racconterò, ci vuole tempo a digerire i pensieri e le emozioni quando sono così potenti.
Di questo rientro tutto sommato divertente, scombussolato e un po' troppo in bilico ho bisogno di scrivere subito, per mettere chiarezza nel futuro prossimo venturo e ritrovare l'equilibrio perduto. O forse no.


Non avrei voluto tornare sulla terraferma, la mia isolachenoncè aveva ancora tanto da darmi. E infatti sono tornata di malavoglia, con ancora la sabbia tra le dita dei piedi e nei capelli, e il bisogno di ripartire appena possibile, zaino pronto, senza bisogno reale di una meta ma solo di viaggiare e aprire gli occhi e farsi domande.
E infatti siamo ripartiti, ogni settimana, per mete diverse tra loro, piccole piccole o più pretenziose. Fino all'inizio della scuola non ci siamo dati tregua. Ho avuto modo di pensare in silenzio, guardare orizzonti, riempirmi di sapori e poesia, di profumi, di incanti. Ho scoperto vigneti sconfinati, piccolissimi cimiteri aridi e zeppi di croci di ferro, senza l'ombra di un fiore né di un visitatore, scogliere scavate dal vento e dal sale. Spiagge in cui non si vedeva più la sabbia ma solo teli colorati, città deserte, campagne affollate, piazze solitarie.
Quest'altalena ha portato con sé il ritorno di una certa vertigine, che fisicamente mi aveva accompagnato qualche anno fa, con la labirintite. Quello che è rimasto, oggi, è un certo senso di disequilibrio, di quel camminare su un filo, con la possibilità di cadere ad ogni passo ma con la certezza che l'unica strada da percorrere sia proprio quella. 
O forse la sensazione è proprio quella che provi quando sei su una nave e il mare è un po' mosso, quando senti quel galleggiare che ti agita lo stomaco, che non è ancora nausea ma ci si avvicina. Però un po' ti piace, lo ammetti.
Ti piace perché la "senti", perché ti riporta al qui e ora, ti permette di chiederti come stai, e di risponderti, in quel preciso momento.

In questo 2018 che ho dedicato alla Bussola, alla missione del ritrovare la mia destinazione, c'è voluto anche questo disequilibrio, questo "sentirsi" e ascoltarsi molto più di prima. 

Il tetris degli incastri quotidiani è ricominciato con l'inizio della scuola, col PiccoloChe che non vedeva l'ora e che non ha fatto alcuna fatica a cominciare un nuovo percorso, con la PM e il suo cambiamento stravolgimento di modi e di idee... 

Ora il disequilibrio sarà un dono in più da saper apprezzare, ma dovrà fare i conti con la seppur minima programmazione che dovrò darmi, con gli impegni già presi e con quelli che vorrei prendermi. Aiuta, il bullet journal, ma ancora non fa miracoli e tendo ad accumulare certe cose, quelle che proprio non vorrei fare.
Aggiusto, passo passo, il tiro. 
La strada è fatta di tanti centimetri, ne verrò a capo. 

Intanto là fuori cè la Vita, che succede mentre tu fai altri progetti (cit.) 
Non perdere l'attimo, 

Ho ancora tante cose da recuperare.

martedì 24 luglio 2018

Se non ora, quando?

Se non ora, quando?

"Questa è la mia migliore occasione. 
Ogni GIORNO della mia vita è un allenamento per me stesso anche se il fallimento è possibile... vivendo OGNI MOMENTO con la stessa attitudine verso ogni cosa, pronto per ogni evenienza.
Io sono vivo, io sono questo MOMENTO.
  Il mio futuro è QUI e ORA.
  Per cui, se non posso provare oggi, dove e quando lo faro? "


Sai quando girovagando a naso per il mondo web capiti dalla meravigliosa Pia e trovi proprio la risposta ad alcune delle tue attuali domande? Per non parlare della sua idea di orologio, della dolcezza di certi attacchi d'arte, della delicatezza che sa donare a tutto quello che fa.

Ma qui c'è altro. C'è una risposta da meditare. C'è una forza da recuperare e mantenere costante, attiva, sempre pronta, in ogni momento.

Io sono vivo, io sono questo MOMENTO.
Il mio futuro è QUI e ORA.

Forza! ORA è il momento giusto per fare qualunque cosa! ORA! Senza rimandare oltre!

mercoledì 18 luglio 2018

https://bin.snmmd.nl/m/zgx7ylj2ddl0.jpg/2018_cover_int25-lr.jpg

Don't miss the moment. It's all we have.
(Arianna Huffington)
(ma penso che non l'abbia detto solo lei... 😉)

E insomma siamo ancora qui e il tempo passa e oltre a non esserci più le stagioni (che mi pare quasi stiano tornando, invece) non c'è più né religione né rispetto.

Amo perdermi nelle copertine di Flow: sa catturarti coi colori, con le frasi, col suo non arrendersi a pubblicarsi anche in italiano. Di sicuro ha molto da dare. Come tante delle cose che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi e nemmeno ci accorgiamo di avere a disposizione.
Soffro quando sono costretta davanti al computer, soffro a non poter usare pennine colorate e matite e appuntini, mi urta il ticchettio delle unghie (lunghe!) sulla tastiera ma lo uso come sfogo, visto che al momento il mio senso artistico-creativo non viene sfruttato da nessun altro. Forse dovrei farlo io. In questo mio percorso del #diventaciòchesei tour dovrei segnare anche questo appunto.

Flow issue 22 
At the end of the day, we can endure
much more than we think we can

Sono nel mio periodo artistico-creativo per eccellenza, scribacchio e scarabocchio cose colorate e disegni a non finire e non mostro nulla solo perché ho ancora un bel po' di rispetto da smaltire: un giorno finirà e allora non risponderò più dei miei post.
La passione per l'handwriting mi sta prendendo a dismisura e tendo a rappresentare graficamente ogni frase mi venga detta, al telefono, a voce, riportata da un libro. Una cosa vergognosa :D
Però fa davvero bene al cuore.
Intanto continuo a metter da parte illustrazioni strappate in sala d'attesa dal dottore (meno male che lo requento pochissimo, teppista che sono!), immagini sbucate dai giornalini di ricette in regalo al super, frasi prese qua e là, anche dai volantini delle Poste.
Diventeranno cose da riutilizzare, nelle prossime cartoline VisteRiviste da spedire in giro per l'Italia. Magari anche all'estero. 
Una sicuramente andrà alla persona che mi ha proposto uno scambio di cartoline per questa estate2018 che ancora non si è capito se avrà al suo interno una vacanza. Ma poi, in fondo, occorre proprio partire fisicamente per staccare la spina? Non basta a volte staccare il cervello e godersi la propria città facendo finta di essere turisti?

mercoledì 20 giugno 2018

Junk Journal: ti pare che non mi venga voglia di provarci?


Su Zebuk ho recensito un po' di tempo fa un libro preso in biblioteca, in un raid toccata e fuga: è stato divertente e interessante, sia il libro che tutti gli spunti che ci ha dato per continuare a giocare insieme e creare, con veramente poco, piccoli capolavori.
 

Unendo le letture cartacee a quelle sul web, lasciando libera la mente di gugolare in giro, raccogliendo un po' di materiale per casa (e facendo anche un altro po' di ordine, nell'ottica di un sempre più frequente rinnovamento), ho fatto due più due e ho riscoperto il Junk Journal.
 

In questi giorni poi ho fatto nuove pulizie in casa - il riordino e i suoi effetti... del Metodo KonMari riparleremo presto ;) - e ho trovato un sacco di materiali che hanno bisogno di una casa, per non dover finire nella spazzatura (non sia mai detto!!!) e in questo blog, che frequento spesso per ispirarmi, ho scoperto che dedicheranno l'estate proprio alla creazione di un Junk Journal. Parecchio vintage per come ho in mente di farlo io e per i materiali che ho a disposizione, ma... in parte ci adatteremo, in parte lo reinterpreteremo alla nostra maniera.
Avendo bisogno di ordinare alcune foto e ricordi dei viaggi fatti in questi anni, ho deciso per un Junk Journal che sia anche travel journal. Il problema è che non riesco a staccarmi ancora da pezzetti di viaggi, biglietti di ingresso a musei divertenti, cose raccolte durante le passeggiate in luoghi tutti da scoprire, e soprattutto dalle sensazioni e dalle emozioni che hanno saputo darmi...

Ma il nostro Junk Travel Journal avrà bisogno anche di una copertina, e allora mi sono ricordata di quello che tempo fa ha creato Beta, qui.

C'è tutto, mi pare... veniamo al risultato.
Coi miei tempi potrebbero volerci anni, ma un passo per volta ne verrà fuori qualcosa di bello, sono sicura!

giovedì 31 maggio 2018

Diventa ciò che sei!


pulcinoelefante ha sempre un suo perché :)
"Diventa ciò che sei", ho letto ieri. 
Quella frase mi ha sorriso, quando l'ho letta. E mi ha accompagnato per tutto il giorno. Poi, in preda al raptus da social che mi piglia ogni tanto, l'ho condivisa sul mio stato di whatsapp, ieri sera.
E stamani, una persona che conosco da poco e si è fatta benvolere da subito mi ha risposto, abbinando a quel mio stato, a quel "Diventa ciò che sei", la foto del lavoro magnifico che abbiamo fatto - tutti i genitori insieme - per la festa di fine materna del Piccolo Che e dei suoi compagni di viaggio: un lavoro enorme, pannelli di 4 m per 4, stelline appese su un cielo fragile e delicato, lune e soli scintillanti, bambini sorridenti, che ci hanno insegnato a conoscerci, a collaborare, a organizzarci meglio, a Fare, col cuore.

E mi sa che ha ragione lei: io continuo a girarci intorno ma è proprio questo, quello che sono e che voglio continuare a essere: una persona che fa, col Cuore.
Ci sono progetti che sto portando avanti, cose che mi piacciono, mi interessano, mi entusiasmano (anche troppe, lo ammetto): lavori che a volte mi fanno paura perché temo sempre di non essere all'altezza del compito, perché il mio essere "professionale" non è quello appariscente e patinato di certi altri. Ma una cosa l'ho capita: non è certo solo dal formato, non dal supporto su cui proponi il tuo lavoro che si capisce il tuo amore per quello che fai. Allora, quando quei momenti di ansia arrivano (e sono benvenuti, perché misurano quanto una cosa ti interessi davvero), mi carico e mi circondo di frasi motivazionali.
Ora questa, di cui non conosco l'origine precisa (Pindaro? Goethe? Nietzche? Buddha? ho ancora tanti passi da fare e tanta cultura da assimilare... 😏) l'appenderò nel mio studio girovago-ambulante, che ancora non ha una sede fissa - ma tra poco la avrà! - e la userò, spesso, molto spesso.

Diventa ciò che sei,
avendolo appreso.

Bella, ancora più bella nella versione di Pindaro. 
Ma c'è tanto da speculare su questa frase, tanto da dire e da considerare, tanto da meditare, che questo post sarà solo il primo di una lunga serie. Da aggiungere a questo e a questo.

lunedì 21 maggio 2018

Vivere ogni attimo



Se tu rallenti
rallenti il tuo agire
in quelle lente movenze
ti sentirai danzare la vita
– non più schiacciato dal condizionamento,
dalla necessità, automatizzato-
e darai significato e gusto
a ogni più minuto ricciolo di realtà.
In quella lentezza
ci sarà posto per la Consapevolezza
che darà luce e spazio
al tuo vissuto al di là
di ogni apparente banalità.

(Silvio Anselmo, “Il viaggio. Desiderio d’infinito – Poesie“,
da zeninthecity.org)
Ci sono consapevolezze che arrivano all'improvviso, come farfalle che si posano appena sulla spalla. O come frasi dette da qualcuno che non sta proprio pensando, incastrato nella fretta degli incastri e dei programmi cadenzati che precedono un giorno importante.
In quel momento capisci cosa vuoi davvero tu. Cosa sei cosciente che ti perderai se non cominci subito a invertire la rotta. Cosa rischi di dimenticare se non fai qualcosa subito, ora.

In questi giorni mi sono osservata: ci sono una Prima Comunione e una festa di fine materna che saranno celebrate nei prossimi giorni e sono stata perfettamente capace di non farmi travolgere dagli eventi, di non farmi trascinare da quelle orribili filosofie stile "si fa perché va fatto", "eh, ma lo fanno tutti, che fai, non lo fai anche tu?", di non menarmela tra vestiti e mise da sfoggiare, di resistere alla follia della cerimonia da curare nei minimi dettagli tranne che in quello più importante.

Ho preparato scenografie per il piccolo, riempito veli di confetti per la grande, scelto e assaggiato con gioia le portate della festa che faremo dopo la messa, con le amiche del cuore, tenendo sempre a mente una sola cosa:
vivi ogni attimo, sii presente in ogni momento
Credevo l'avessero capito anche i miei compagni di viaggio, ma oggi è arrivato il messaggio che temevo, quello che dice "se ci facciamo incastrare anche lo scambio dei regali perché se non si fa ora non c'è più tempo. Anche una cosa veloce, giusto per."
Quindi la superficialità, le cose fatte giusto per fare, il non vivere pienamente un momento che ha un significato troppo importante: la chiusura di un ciclo, l'ingresso in qualcosa di superiore.

E un po' sono delusa, sì, ma sono sempre più convinta che di quel giorno, di quei giorni, voglio godermi ogni attimo. Senza pensare al vestito, alla carnagione mozzarella che vedranno, alla piantina che sta su oppure troppo giù, alla stella ritagliata più o meno bene, alle nuvole che saranno d'oro invece che azzurre, al cielo che speriamo stia appeso, altrimenti la recita non sarà perfetta, alla coroncina sui capelli sciolti e ribelli invece che lisciati dal parrucchiere "che ho preso l'appuntamento tre mesi fa".

Quel giorno, quei giorni, saranno pieni di noi, del tempo vissuto a costruire cose con amore, a immaginare fiori e colori e emozioni e tutto quello che ruoterà intorno sarà molto meno importante.
Spero - mi auguro davvero - che lo capiranno anche loro, i diretti interessati, i protagonisti di quelle giornate. Che crescono ad una velocità incredibile e mi meravigliano ogni giorno di più.
[...] ti sentirai danzare la vita
– non più schiacciato dal condizionamento,
dalla necessità, automatizzato-
e darai significato e gusto
a ogni più minuto ricciolo di realtà.
Leggo e rileggo queste parole e le sento molto più mie di quanto avessi mai immaginato, fino a qualche tempo fa.
Voglio che nella nostra Vita siano sempre di più i riccioli di realtà a cui dare significato e gusto, voglio che danzare la vita rallentando, non più condizionati, non più schiacciati dall'esterno, sia la Via da perseguire, sempre.
 
E questo auguro a loro, il futuro.

Seduti al bar del CircoloVizioso

Seduti al bar del CircoloVizioso
Ovvero: avete tempo per una birra? Il nostro bar è nato per conservare e ricordare i tanti "posticini del cuore" che ci hanno lasciato un'emozione. Per chi ha bisogno di trovare il suo, di posticino del cuore. Per evadere 10 minuti dalla routine quotidiana, per conoscere posti che magari non avete mai visto, per fermarsi a meditare su un'immagine, per bersi una birretta ghiacciata in compagnia degli amici... Tornate quando volete, il bar è sempre aperto!

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Il Vizio di Leggere

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